lunedì 26 settembre 2011

TIBERIO MITRI - IL CAMPIONE E LA MISS

Il campione e la miss
“Tiberio Mitri - Il campione e la miss” è la nuova miniserie tv in onda su Rai 1 lunedì 25 e martedì 26 settembre 2011. La messa in onda doveva avvenire a marzo ma era stata bloccata a causa di un’azione legale da parte del nipote di Mitri, che intendeva tutelare l’immagine dei nonni.
Tiberio Mitri era un pugile vincitore del titolo italiano ed europeo dei pesi medi. Il 12 luglio 1950 combatté per il titolo mondiale a New York contro Jake LaMotta. Mitri perse l’incontro e in molti furono convinti che il pugile fosse salito sul ring demotivato a causa della gelosia per la moglie, l'ex Miss Italia Fulvia Franco che si trovava a Hollywood intenzionata a sfondare nel mondo del cinema.
Diretta da Angelo Longoni, “Tiberio Mitri - Il campione e la miss” è basata sull’autobiografia “La botta in testa” e racconta una delle prime love story mediatiche tra campioni dello sport e belle donne. Se oggi vanno di moda calciatori e veline, in quegli anni la gente amava di più ciclisti e pugili. Il campione Tiberio Mitri e la miss Fulvia Franco erano una coppia da copertina. Il giorno del matrimonio, celebrato nel 1950 a Trieste, erano presenti circa 8.000 persone.
Il cast di “Tiberio Mitri - Il campione e la miss” vede come protagonisti Luca Argentero e Martina Stella. Entrambi hanno dovuto impegnarsi anche dal punto di vista fisico: Argentero ha dovuto lavorare in palestra per aumentare muscoli e si è allenato a lungo sul ring; Stella, invece, è dovuta ingrassare 6 kg per avere le forme giunoniche della Franco. Con loro Giuliano Oppes (Jack LaMotta), Isabelle Adriani (Edda), Paola Sambo (madre di Tiberio), Maurizio Zacchigna (padre di Tiberio), Alessandro Riceci (Claudio, fratello di Tiberio), Nuccio Siano: Proietti (Proietti, l’aiuto allenatore).
Le musiche “Tiberio Mitri - Il campione e la miss” di portano la firma di Sergio Cammariere.


venerdì 23 settembre 2011

ESPRESSIONISMO A VILLA MANIN

Espressionismo - Villa Manin (Codroipo - Udine)
Dal 24 settembre 2011 al 4 marzo 2012 presso la Villa Manin di Passarano di Codroipo (Udine) è in mostra l’Espressionismo, in particolare quello che si sviluppò inizialmente in Germania, il “Die Brücke” (“Il Ponte”). Fondata nel 1905 a Dresda da un gruppo di artisti Jugendstil (espressione dell’Art Nouveau in Germania), questa corrente pose le basi dell’Espressionismo tedesco e aveva come obiettivo quello di costruire “un ponte” fra l’artista ed il mondo. Questi artisti intendevano allontanarsi dal convenzionalismo e dall’accademismo decadente della società contemporanea verso nuovi modi di intendere l’arte e non solo. Gli oggetti dovevano essere trascritti “in modo diretto e senza falsificazioni”, liberati da ogni vincolo o artificio. Il movimento “Die Brücke” non aveva un programma ufficiale perché tutto doveva essere spinto dall’istinto e dall’intuito.
Curata da Magdalena M. Moeller e Marco Goldin, la mostra “Espressionismo” comprende oltre cento opere tra dipinti e carte, tutte provenienti Brücke Museum di Berlino. Pur essendo principalmente organizzata in modo cronologico si possono identificare aree quasi monografiche, da Kirchner a Heckel, da Nolde a chmidt-Rottluf, da Pechstein a Mueller.
Accanto a paesaggi e ritratti compaiono scene urbane (famose quelle di Kirchner), sempre filtrate mediante una dura polemica sociale. Pur accomunati da questi elementi basilari, ogni artista si differenziava per il proprio carattere e gusto artistico. La pittura di Heckel, al principio composta da linee spezzate, disegno sommario e colori stridenti evolve nel tempo verso un lirismo più armonioso e paesaggi luminosi. Pechstein, amante dell’arte primitiva, si caratterizzava per il carattere decorativo della linea e dei colori e per una polemica meno accesa rispetto alla poetica dell’espressionismo. Muller rappresenta forse la voce più mite e malinconica sviluppando un proprio linguaggio pittorico, portando nell’espressionismo una costruzione formale meno incline alle dissonanze, come testimoniano i suoi nudi femminili, le scene di vita zingaresca, i paesaggi ricchi di vegetazione. Schmidt-Rottluf si dedica a ritratti e paesaggi in cui sono riconoscibili echi impressionisti, anche se l’interesse per la litografa lo porta a una composizione semplificata e composta da forme sintetiche e spigolose. Gli esiti di Kirchner e di Nolde sono forse quelle che rimangono più coerenti e vicine alla poetica espressionista. Lo stile di Kirchner si fa sempre più drammatico, con deformazioni violente e ritmi convulsi. Nolde sviluppa ulteriormente l’elemento drammatico arrivando a una pittura grottesca, caricaturale della figura umana, caratterizzata da una stesura del colore libera da schemi compositivi, dato per pennellate ampie che sfilacciano quasi le forme.
Nel loro insieme, le opere di questo movimento rappresentano in modo esemplare la fase iniziale dell’Espressionismo prima della Prima Guerra mondiale. Con la loro tavolozza audace e un insieme di immagini anticonvenzionali e stilizzate, queste opere rivelano una vitalità particolare e un’energia estatica che affascina ancora l’osservatore contemporaneo. Con una forte adesione nei confronti del paesaggio.
La mostra “Espressionismo” documenta una varia creatività artistica all’interno di questo gruppo rivoluzionario. Gli assunti radicali e i concetti visionari divennero una significativa fonte d’ispirazione per le successive generazioni di artisti. La mostra ne documenta tutte le tappe stilistiche principali, anche attraverso documenti tradotti dal tedesco in lingua italiana per il catalogo di studio, che ospiterà saggi diversi e scheda critica di ogni opera esposta.


Informazioni mostra “Espressionismo”
Dove: Villa Manin - Piazza san Pietro, 10 - Passarano di Codroipo (Udine)
Quando: 24 settembre 2011 - 4 marzo 2012
Orari: fino al 1 novembre: 9.00-19.00 (tutti i giorni)
dal 2 novembre: 9.00-18.00 (da lunedì a venerdì), 9.00-19.00 (sabato e domenica), 11.00-19.00 (1 gennaio)
Prezzo biglietti: €10,00 intero - €6,00 ridotto
Telefono: 0422429999 (informazioni e prenotazioni)
Nota - Chiuso il 24, 25, 31 dicembre 2011


lunedì 19 settembre 2011

BAILA O NON BAILA?

Quando andrà in onda Baila?
Secondo il settimanale “Oggi”, il nuovo programma di Barbara d’Urso dal titolo “Baila!” potrebbe essere fermato già prima delle prima puntata dal Tribunale Civile di Roma. La decisione è fissata per lunedì, giorno in cui dovrebbe andare in onda su Canale 5.
“Baila!” sarebbe troppo simile al programma della Rai “Ballando con le stelle” scritto e condotto da Milly Carlucci. Proprio la showgirl, dopo aver fatto presente la cosa non avendo avuto alcun risultato, ha deciso di lanciare un’azione legale contro Mediaset. In realtà, il caso è piuttosto intricato dato che RTI ed Endemol hanno regolarmente acquisito dalla casa di produzione Televisa il format del programma dal titolo “Dancing for a Dream” nei paesi di lingua inglese e “Bailando por un sueño” in quelli di lingua spagnola. Quello della Rai, invece, è un adattamento del programma “Strictly Come Dancing” della BBC che aveva già diffidato la messicana Televisa per plagio ed ha fatto lo stesso nei confronti di Mediaset.
Malgrado la forte campagna pubblicitaria di “Baila!” che illustrato i contenuti del programma, sembra un po’ assurdo accusare il programma prima di averlo mandato in onda. Se plagio sarà (e molti ne sono sicuri), allora sarà giusto fermare “Baila!”. In ogni caso, è triste ormai constatare che nel mondo televisivo non ci sia più un briciolo di creatività e si debba risolvere tutto acquistando il format di programmi già affermati.

Confronto “Ballando con le stelle” e “Bailando por un sueño (Baila!)”


domenica 18 settembre 2011

BELLINI, BOTTICELLI, POLLAIOLO VISTI DA OMAR GALLIANI (MILANO)

Al museo Poldi Pezzoli di Milano, dal 16 settembre al 23 ottobre 2011, sono in mostra Bellini, Botticelli e Pollaiolo attraverso l’illustre commento dell’artista Omar Galliani. La mostra, dal titolo “Bellini, Botticelli, Pollaiolo. Capolavori s-velati da Omar Galliani” è un’originale reinterpretazione dell’artista di tre opere simbolo del museo milanese: l’Imago Pietatis di Giovanni Bellini, il Compianto sul Cristo morto di Sandro Botticelli e il Ritratto di dama di Piero del Pollaiolo.
A ciascuno di questi capolavori Omar Galliani riserva un “dis-velamento” rendendole attuali nella realizzazione di opere del tutto singolari ed entusiasmanti.
La mostra, allestita dall’architetto Mario Botta, punta a far dialogare le opere con gli ambienti del museo nelle quali hanno dimora: la Sala dei tessuti con il grande disegno del Ritratto di dama e il Salone dell’affresco, con gli “svelamenti” del Botticelli e del Bellini.
Ha dichiarato Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli: “Omar Galliani è interprete estremamente raffinato, nella sua volontà di recuperare la tecnica del disegno degli antichi maestri fiorentini del Rinascimento. Con questa mostra vogliamo proseguire nel percorso di dialogo tra le arti dal passato al contemporaneo, caro a Gian Giacomo Poldi Pezzoli, fondatore del nostro Museo”.
Assieme alla mostra, sono previsti alcuni workshop con l’artista e i giovani delle Accademie d’arte milanesi, per condividere con loro i segreti della tecnica dell’antica arte del disegno.
Accompagna e illustra l’esposizione un video, opera di Massimiliano Galliani, che documenta le fasi di preparazione ed esecuzione delle singole opere esposte al Museo milanese, insieme al percorso artistico di Omar Galliani, dalle giovanili riflessioni sulla storia dell’arte ai grandi lavori per il Gabinetto dei disegni degli Uffizi di Firenze e del Museo Diocesano di Padova. Catalogo a cura di Lorand Hegyi edito da Edizioni Gabriele Mazzotta.


Informazioni mostra “Bellini, Botticelli, Pollaiolo. Capolavori s-velati da Omar Galliani”
Dove: Museo Poldi Pezzoli Via Manzoni, 12 - Milano
Quando: 16 settembre 2011 - 23 ottobre 2011
Orari: 10.00-18.00 (tutti i giorni), martedì chiuso
Prezzo biglietti: €9,00 intero - €6,00 ridotto (bambini fino a 9 anni)
Telefono: 02794889 - 02796334 (informazioni e prenotazioni)



mercoledì 14 settembre 2011

CARLO MATTIOLI IN MOSTRA NELLA CITTÀ DEL VATICANO (ROMA)

Carlo Mattioli in mostra a Roma
Carlo Mattioli è in mostra nella Città del Vaticano (Roma), dal 15 settembre al 13 novembre 2011, con una ampia esposizione monografica coordinata da Giovanni Morello e curata da Gloria Bianchino, Maurizio Calvesi, Antonio Natali, Augusta Monferini e Antonio Paolucci. La mostra, dal titolo “Carlo Mattioli. Una luce d’ombra” celebra uno dei grandi artisti del ‘900 italiano, mai schierato in nessuna corrente o movimento artistico. Mattioli, infatti, volle conservare libertà e autonomia nei confronti di ideologie culturali e politiche.
Nato a Modena l’8 marzo 1911, Carlo Mattioli si trasferì con la famiglia a Parma dove studiò all’Istituto d’Arte Toschi. Alla fine degli anni ‘30 conobbe un gruppo di giovani intellettuali tra i quali Attilio Bertolucci, Ugo Guanda, Mario Luzi, Oreste Macrì. All’interno di quell’ambiente culturale maturò l’interesse per i capolavori della letteratura italiana ed europea che ebbero una influenza determinante per tutta la sua carriera artistica.
In mostra ci sono tele, tavole e documenti che testimoniano la quotidianità di grande artista e di fine intellettuale, il suo interesse per la cultura in generale e la sua indipendenza da ogni interesse di prestigio economico. Dominano la scena i colori scuri dei paesaggi notturni e quelli intensi delle spiagge e dei campi coltivati.
Non è un caso che proprio che la mostra di Carlo Mattioli si tenga nella Città del Vaticano: 34 anni fa, infatti, Mattioli fu uno dei artefici della mostra “Gli artisti contemporanei a Paolo VI”, evento che vide la nascita della sezione dei Musei Vaticani dedicata all’arte contemporanea.


Informazioni mostra “Carlo Mattioli. Una luce d’ombra”
Dove: Braccio di Carlo Magno - Piazza san Pietro - Città del Vaticano (Roma)
Quando: 16 settembre 2011 - 13 novembre 2011
Orari: 10.00-18.00 (tutti i giorni), mercoledì chiuso
Prezzo biglietti: n.d.
Telefono: 0668193064 (informazioni e prenotazioni)


lunedì 12 settembre 2011

IL COMMISSARIO ZAGARIA

Il Commissario Zagaria
Nel 1973 il signor Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, fu protagonista del film “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” diretto da Luca Davan. Dopo oltre 30 anni quel simpatico personaggio ritorna, con tanti anni in più, e con diverso grado, nella miniserie TV “Il Commissario Zagaria”, in onda lunedì 12 e martedì 13 settembre 2011 su Canale 5.
La miniserie, prodotta da Banfi e da lui scritta assieme a Edoardo Bechis e Leopoldo Pescatore, vede un un uomo tuttavia diverso dal brigadiere di tanti anni fa. E’ un commissario testardo e determinato, un uomo all’antica che vuole portare avanti le indagini senza gli aiuti tecnologici in dotazione alla Polizia. Assieme a lui c’è il vicequestore Stefano Amato, interpretato da Marco Ciocci, trasferito da Firenze a Lecce, dove vive e lavora il Commissario Zagaria, per organizzare una squadra scientifica.
“Il Commissario Zagaria” gioca molto sullo scontro tra questi due personaggi e i due diversi modi di condurre le indagini. Nemico giurato del commissario è Rocco Matera (Antonio Stornaiolo), uomo influente e legato alla malavita organizzata. Pur essendo a conoscenza dei suoi loschi affari, Zagaria non è mai riuscito a trovare sufficienti prove per poterlo arrestare.
“Il Commissario Zagaria” è diretto da Antonello Grimaldi. La sceneggiatura è di Piero Bodrato, Edoardo Bechis e Leopoldo Pescatore. Dopo diversi rinvii, finalmente la miniserie approda in televisione. Mediaset sembra comunque puntare molto sul personaggio di Banfi, tanto che sono in fase di realizzazione altri episodi.


domenica 11 settembre 2011

FESTIVAL DI VENEZIA 2011: I VINCITORI

Tutti i vincitori del Festival di Venezia 2011
Al Festival di Venezia 2011 vince il cinema d’autore. “Faust” del regista russo Alexander Sokurov si aggiudica il Leone d’Oro. Faust è uno dei personaggi più famosi della tradizione tedesca che ha ispirato, tra gli altri, Goethe ed è stato più volte protagonista di film già nei primi anni del XX secolo, quando nasceva il cinema. Il “Faust” di Sokurov fa parte di una tetralogia sul potere iniziata con altri tre ritratti, quello di Lenin in “Toro” (1999), di Hitler in “Moloch” (2000) e di Hiroito ne “Il sole” (2005). Per la prima volta è una figura inventata a suscitare l’interesse del regista russo.
Inaspettato, invece, il Leone d’Argento vinto da Cai Shangjun, regista di “People Mountain People Sea”, un film on the road che vede protagonista un uomo alla ricerca dell’assassino del fratello. Buoni risultati di tutto il cinema orientale: l’attrice Deanie Yip vince la Coppa Volpi; il Premio Mastroianni per gli attori emergenti va, ex aequo, a Shôta Sometani e Fumi Nikaidô; Kotoko di Shinya Tsukamoto è il miglior lungometraggio nella Sezione Orizzonti.
“Terraferma” di Emanuele Crialese, storia d’immigrazione, vince il Premio Speciale della Giuria, quest’anno diretta dal regista Darren Aronofsky. Michael Fassbender vince la Coppa Volpi per la sua perfetta interpretazione nel film “Shame” di Steve MacQueen.
Grosse delusioni per Roman Polanski e George Clooney, i loro rispettivi film “Carnage” e “Le idi di marzo” tornano a casa senza premi.
Questa la lista completa dei vincitori del Festival di Venezia 2011:


Leone d’oro per il miglior film
Faust, regia di Aleksandr Sokurov
Leone d’argento per la migliore regia
Cai Shangjun (People mountain people sea)
Premio speciale della giuria
Terraferma, regia di Emanuele Crialese
Coppa Volpi per il miglior attore
Michael Fassbender (Shame)
Coppa Volpi per la miglior attrice
Deanie Yip (A Simple Life)
Premio “Marcello Mastroianni” per il miglior attore/attrice emergente (ex aequo)
Shôta Sometani e Fumi Nikaidô (Himizu)
Osella per la migliore sceneggiatura
Yorgos Lanthimos e Efthimis Filippou (Alps)
Osella per la migliore fotografia
Robbie Ryan (Wuthering heights)
Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”
Là-Bas, regia Guido Lombardi
Miglior lungometraggio - Sezione Orizzonti
Kotoko, regia di Shinya Tsukamoto
Premio speciale della giuria - Sezione Orizzonti
Whore’s Glory, regia di Michael Glawogger
Miglior cortometraggio - Sezione Orizzonti
In attesa dell’avvento, regia Felice D’Agostino e Arturo Lavorato
Miglior mediometraggio - Sezione Orizzonti
Accidentes Gloriosos, regia di Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen
Premio Controcampo italiano
Scialla!, regia di Francesco Bruni
Leone d’oro alla carriera
Marco Bellocchio


venerdì 9 settembre 2011

SUPER 8

Recensione Super
Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2011
Genere: fantascienza
Durata: 2h02m
Regia: J.J. Abrams
Sceneggiatura: J.J. Abrams
Fotografia: Larry Fong
Musiche: Michael Giacchino
Cast: Joel Courtney, Elle Fanning, Riley Griffiths, Ryan Lee, Gabriel Basso, Zach Mills, Kyle Chandler, Jessica Tuck, Joel McKinnon Miller, Ron Eldard, Amanda Michalka, Andrew Miller, Jade Griffiths, Jakob Miller, Britt Flatmo


Trama
Ohio, 1979. In una cittadina della provincia americana un gruppo di ragazzini decidono di girare un film. Durante le riprese presso una stazione arriva un treno, un’occasione per aggiungere qualcosa di più realistico ed interessante alla pellicola. Ma durante il passaggio del treno un furgoncino si dirige sui binari causando un terribile deragliamento. Sul luogo dell’incidente i ragazzi notano strani cubi bianchi. Subito dopo si dirigono verso il furgoncino e scoprono che alla guida c’è il dottor Woodward, il loro insegnante di biologia. E’ ancora vivo e, pistola in pugno, avverte i ragazzi di non parlare mai con nessuno di quanto hanno visto altrimenti le loro vite e quelle dei loro genitori sarebbero in grave pericolo. Nel frattempo, arrivano i militari e, così, i ragazzi fuggono via. Si rendono subito conto di aver assistito a qualcosa di misterioso.

Recensione
“Super 8” è uno splendido omaggio al cinema di un tempo sia nelle ambientazioni che per quel gruppetto di ragazzini che sembra uscito dal film “I Goonies”, prodotto da Steven Spielberg, anche qui nello stesso ruolo.
Fu proprio Spielberg a segnare un passo fondamentale nella storia del cinema di fantascienza con i film “Incontri ravvicinati del terzo tipo” ed “E.T.”. L’alieno non è più una minaccia, può essere un tenero amico, anzi è proprio la razza umana nella propria diffidenza e nell’avidità di conoscere nuove tecnologie a rappresentare l’elemento ostile.
La regia di “Super 8” è affidata ad uno dei registi più geniali degli ultimi anni, quel J.J. Abrams la cui mente ha partorito serie televisive seguitissime come Lost, Fringe, Felicity ed Alias ed Cloverfield, film che ha visto una delle maggiori e più intelligenti campagne di viral marketing. Abrams, che da molti viene considerato l’unico possibile erede di Spielberg, sembra proprio amare il cinema del suo “maestro”.
Il film si regge su quel gruppetto di ragazzini che vuole fare cinema: il regista e sceneggiatore Charles (Riley Griffiths), grassoccio e prepotente; Joe (Joel Courtney), truccatore e costruttore dei modellini; Cary (Lee Ryan), piccolo nerd con apparecchio ortodontico e folle appassionato di fuochi d'artificio; Martin (Gabriel Basso), un quattr’occhi che si atteggia ad Humphrey Bogart; Alice (Elle Fanning) dolce ragazzina con qualche problema. E’ proprio Elle Fanning, sorella più piccola di Dakota, a regalare la performance più entusiasmante.
Abrams racconta la storia in modo semplice facendo leva sulle relazioni interne tra il gruppo di adolescenze e quelle che i ragazzini hanno con gli altri, in particolare i propri genitori. La cittadina della provincia americana dove tutti si conoscono, dove tutti hanno problemi difficili da superare, diventa il luogo perfetto dove ambientare un mistero che man mano si snoda. Se nella prima parte del film Abrams costruisce con arguzia ogni momento della storia, quando tutto viene alla luce, la componente action perde troppo il sopravvento annichilendo ogni riflessione. I personaggi ,fin qui ben caratterizzati, rimangono vittima degli eventi: il biologo, il militare, l’alcolizzato, il vice sceriffo spariscono oppure si perdono nella folla.
“Super 8” è un ottimo prodotto di intrattenimento. Segna sicuramente un’ideale passaggio di testimone tra Steven Spielberg e J.J. Abrams. Non si può che, dunque, sperare nelle prossime opere cinematografiche del regista newyorkese. Sarà gradito, di sicuro, da ragazzini e adulti che erano ragazzini ai tempi di “E.T.”.
Ottima l’idea di proporre, dopo i titoli di coda, il film girato dai ragazzi. Anche qui, Abrams, mostra il suo amore per il cinema omaggiando il cinema horror, in particolare gli zombie di George A. Romero e Dario Argento.

Voto: 78%


giovedì 8 settembre 2011

SANGUE CALDO

Sangue caldo
Squadra che vince non si cambia. Questo è quanto ha pensato Canale 5 per la nuova fiction tv “Sangue caldo”. Dopo “L’onore e il rispetto” e “Il peccato e la vergogna“, entrambe prodotte dalla Ares Film, dirette dai registi Alessio Inturri e Luigi Parisi, e interpretate dalla coppia Gabriel Garko e Manuela Arcuri.
La trama di “Sangue caldo” si svolge principalmente a Roma tra il 1958, anno in cui fu approvata la famosa legge Merlin che chiuse per sempre le case di tolleranza, e il 1967. Anna Rosi è una prostituta che ha deciso di lasciare la casa chiusa per sposare il suo uomo, Arturo la Paglia detto Mister, un ladro gentiluomo intenzionato a fare un ultima rapina in banca per poi vivere tranquillo con la sua donna e i figli di lei, Antonia,  Sergio ed Enea. Il colpo riesce, ma il complice di Mister, Gianni Fontana, vuole impadronirsi del malloppo e per riuscirci agirà con violenza e ferocia nei confronti della famiglia del Mister. I tre fratelli saranno divisi: Antonia finisce in un collegio di suore; Sergio viene venduto ad un trafficante di bambini ed Enea, a causa del suo spirito ribelle e manesco, finisce in una casa di correzione. Le loro vite sembrano così essere divise per sempre.
Il cast di “Sangue caldo” vede, oltre a Gabriel Garko (il Mister) e Manuela Arcuri (Antonia Rosi), Asia Argento (Anna Rosi), Raniero Monaco di Lapio (Sergio Rosi), Bruno Eyron (Gianni Fontana), Francesco Testi (Enea Pinin), Angela Molina (Emma Fiele), Valeria Milillo (Loretta Pinin), Vincent Spano (il commissario Mauro Malaspina), Giulio Berruti (Manuele Signori), Rosalinda Celentano (La strana donna) , Sergio Arcuri (Riccardo Bossi), Elena Russo (Cia Cià), Brando Giorgi (Bellafaccia), Nathalie Rapti Gomez (Valentina Valadier) e Luigi Burruano (Vito Cirasola).
Tra melodramma e poliziesco, “Sangue caldo” è una serie tv composta da sei episodi in onda da venerdì 9 settembre 2011 in prima serata su Canale 5.


GLI ANNI FOLLI. LA PARIGI DI MODIGLIANI, PICASSO E DALÍ. 1918-1933

Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí in mostra a Ferrara
La Parigi degli anni ‘20 rivive, dall’11 settembre 2011 all’8 gennaio 2012 nella mostra “Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933” in programma al Palazzo dei Diamanti (Ferrara). Le opere di grandi maestri come Braque, Chagall, Dalí, De Chirico, Duchamp, Magritte, Matisse, Miró, Modigliani, Mondrian, Monet, Picasso e altri protagonisti di un periodo di eccezionale vitalità artistica che ebbe come palcoscenico Parigi, testimoniano questi anni definiti “folli” per i costumi liberali, il fervore intellettuale, il clima cosmopolita con caffè, teatri e gallerie d’arte che attirarono da ogni parte del mondo nella capitale francese musicisti, scrittori, coreografi, cineasti e artisti in cerca di fama.
Dipinti, sculture, costumi teatrali, fotografie, disegni provenienti dai più importanti musei e collezioni private del mondo compongono la mostra “Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933”, organizzata da Ferrara Arte, parte dalle opere di due grandi maestri impressionisti ancora influenti nel primo dopoguerra, Renoir e Monet. Il carattere cosmopolita e bohémien di Parigi viene rappresentato dai nudi della cosiddetta “Scuola di Parigi”, un gruppo artisti stranieri come Modigliani, Chagall, Van Dongen, Foujita o Soutine accomunati da uno stile figurativo fortemente personale.
Il teatro rappresentò un’importante fonte di ispirazione per gli artisti, che idearono costumi e scenografie per compagnie sperimentali come i Balletti Russi e i Balletti Svedesi portando sulla scena la genialità delle loro ricerche creative. Uno spettacolare allestimento di costumi, bozzetti e riproduzioni di apparati scenici di Matisse, Larionov, Léger e De Chirico restituisce la suggestione di quelle “opere d’arte totale” nate dall’incontro tra musica, coreografia e arti visive.
La mostra “Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933” è curata da Simonetta Fraquelli, Maria Luisa Pacelli e Susan Davidson, Il catalogo, a cura di Simonetta Fraquelli, Maria Luisa Pacelli e Susan Davidson, è edito da Ferrara Arte.


Informazioni mostra “Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933”
Dove: Palazzo Diamanti - Corso Ercole I d’Este, 21 - Ferrara
Quando: 11 settembre 2011 - 8 gennaio 2012
Orari: 9.00-19.00 (tutti i giorni)
Prezzo biglietti: €10,00 intero - €8,50 ridotto
Telefono: 0532244949 (informazioni e prenotazioni)
Note - Ridotto per studenti universitari, dai 6 ai 18 anni, over 65, convenzioni. Gruppi di almeno 20 persone: €8,00 a persona (un accompagnatore gratis). Scuole: €4,00 (2 accompagnatori gratis per ogni classe). Biglietto gratuito per bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino, militari in divisa. Per le prevendite la maggiorazione è di €1.


martedì 6 settembre 2011

ANNA E I CINQUE 2

Anna e i cinque 2
Torna su Canale 5 da mercoledì 7 settembre 2011 “Anna e i cinque”, serie TV con protagonista Sabrina Ferilli nei panni di Anna che di giorno fa la tata presso la ricca famiglia Ferrari, e di notte è Nina Monamour spogliarellista. “Anna e i cinque 2” cambia location, da Milano a Roma perché Ferdinando Ferrari, innamorato di Anna, si trasferisce con tutta la famiglia per amore di Anna che racconta di essere stata scritturata una soap opera girata nella Capitale. In realtà, ha saputo che madre Wilma che l’aveva abbandonata in un orfanotrofio e che tutti credevano morta, è ricoverata in un ospedale di Roma gravemente malata.
La famiglia Ferrari dovra sopportare gravi problemi economici a causa della bancarotta della Ferrari Trade. Inoltre, la disinvolta manager benedetta tenterà con ogni mezzo di conquistare Ferdinando. Il cast di “Anna e i cinque 2” mostra al fianco di Sabrina Ferilli sempre l’affascinante Pierre Cosso (Ferdinando Ferrari). Tra gli altri Massimo Ciavarro, Andrea Ferreol, Luisa De Santis, Riccardo Garrone. Mancherà Jane Alexander, quest’anno impegnata nella conduzione della trasmissione “Mistero”.
“Anna e i cinque 2” è composta di sei puntate da 100 minuti ed è diretta da Franco Amurri, anche autore della sceneggiatura assieme a Stefano Sudriè, Stefania Bertola, Nicola Guaglianone.


lunedì 5 settembre 2011

PREMIO CAMPIELLO 2011: IL VINCITORE

Andrea Molesini - Vincitore del Premio Campiello 2011
Andrea Molesini vince il Premio Campiello 2011. Lo scrittore veneziano, professore di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Padova e noto scrittore di libri per bambini (nel 1999 vinse il Premio Andersen alla carriera) si aggiudica la “vera di pozzo” aggiudicandosi ben 102 voti (su un totale di 300) con il suo romanzo storico “Non tutti i bastardi sono di Vienna”. Al secondo posto si è classificata Federica Manzon con il libro “Di fama e di sventura” che ha ottenuto 80 voti. In terza posizione si è classificato Ernesto Ferrero con “Disegnare il vento”, al quarto posto Maria Pia Ammirati con “Se tu fossi qui” e al quinto posto, ultimo dei finalisti, Giuseppe Lupo con “L’ultima sposa di Palmira”.
La giuria, presieduta dal segretario generale del Ministero dei Beni Culturali Roberto Cecchi, di questa 49a edizione del Premio Campiello premia un romanzo storico che racconta fatti accaduti dopo la battaglia di Caporetto e la conquista austrica. La storia si svolge durante l’occupazione di Villa Spada, una dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, da parte di alcuni ufficiali austriaci nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918. Nella villa vivono il nonno Guglielmo Spada e la nonna Nancy, la zia Maria, il diciassettenne Paolo, orfano, e la giovane Giulia. Alla famiglia si aggiunge la servitù: la cuoca Teresa, la figlia Loretta, e il custode Renato, da poco arrivato alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico.
Consegnato invece ad Andrea Camilleri il “Premio Fondazione Il Campiello” per aver saputo reinventare il genere giallo con grande ironia e con forti personaggi.

La Feltrinelli - Spedizione Gratuita


domenica 4 settembre 2011

DOV'È MIA FIGLIA?

Dov'è mia figlia
In attesa di vederlo sul set de “I Cesaroni 5”, Claudio Amendola è il protagonista di “Dov’è mia figlia?”, nuova fiction in onda da giovedì 8 settembre 2011 su Canale 5. Quattro episodi per una storia che unisce poliziesco, dramma e thriller.
Il cast di “Dov’è mia figlia?” vede, oltre a Claudio Amendola (Claudio), Serena Autieri (Sabina), Edoardo Leo (Marco), Nicole Grimaudo (Anna), Andrea Santonastaso (Francesco), Benedetta Gargari (Chiara), Andrea Pittorino (Giulio), Giulia Bevilacqua (Valentina), Edoardo Sylos Labini (Serrano), Simon Grechi (Ivan), Ascanio Pacelli (Morra), Giorgio Gobbi (Cesare), Valentina Carnelutti (Marzia), Sergio Romano (Ferro).
La trama di “Dov’è mia figlia?” vede protagonista Claudio Valle, un imprenditore di successo che ha una famiglia perfetta. E’ sposato con Sabina, una donna bellissima, e ha due figli adorabili, Chiara, di 16 anni, e Giulio, di 8. I suoi soci in affari sono il fratello Marco e l’amico Francesco. Dopo la morte misteriosa di quest’ultimo, una notte Chiara non fa ritorno a casa. La polizia crede che Chiara si sia allontanata volontariamente a causa di problemi familiari. Infatti, investigando sulla famiglia vengono alla luce alcune situazioni poco chiare, riguardanti anche gli affari di Claudio. In realtà, molti indizi portano a credere che Chiara sia stata rapita e così Claudio si improvvisa detective alla disperata ricerca della figlia.
“Dov’è mia figlia?”, fiction in quattro puntate da 100 minuti, è prodotta da Mediavivere, diretta da Monica Vullo e sceneggiata da Andrea Purgatori e Giuseppina Torregrossa.


giovedì 1 settembre 2011

CON GLI OCCHI DELL'ASSASSINO

Con gli occhi dell'assassino
Titolo originale: Los ojos de Julia
Nazione: Spagna
Anno: 2010
Genere: thriller
Durata: 1h52m
Regia: Guillem Morales
Sceneggiatura: Guillem Morales, Oriol Paulo
Fotografia: Óscar Faura
Musiche: Fernando Velázquez
Cast: Belén Rueda, Lluís Homar, Pablo Derqui, Francesc Orella, Joan Dalmau, Boris Ruiz, Daniel Grao, Clara Segura, Andrea Hermosa, Julia Gutiérrez Caba, Mia Esteve, Jordi Llordella, Pere Ventura


Trama
Julia ha una malattia degenerativa che le causa la graduale perdita della vista. Sua sorella, già non vedente da tempo, si è suicidata. Julia è convinta che la sorella non sarebbe mai stata capace di un gesto così estremo e crede che si tratti di omicidio. Julia ha intenzione di scoprire quale mistero ci sia dietro la morte della sorella e comincia a indagare tra le persone che la conoscevano.

Recensione
Se nel suo film d’esordio, “El habitante incierto”, Guillem Morales aveva omaggiato il cinema di Hitchcock, in questa nuova pellicola dal titolo “Con gli occhi dell’assassino” il regista catalano rivolge le sue attenzioni al thriller/horror italiano, riportando ambientazioni, location e stile di regia che ricordano i migliori film di Dario Argento e Lucio Fulci. Del cinema di Gulliermo del Toro, qui produttore, non v’è traccia se non la protagonista, Belén Rueda, del film “The orphanage”.
La sceneggiatura di “Con gli occhi dell’assassino” presenta un mistero affascinante ed imprevedibile che  tiene in sospeso lo spettatore per gran parte della pellicola. A parte alcune situazioni al limite del paradossale, ma è ormai un classico del genere thriller, Morales mette in scena situazioni interessanti senza mai essere fuori luogo o eccessivo. Cecità e legame gemellare vengono adoperati per confondere lo spettatore lasciandolo sul sottile confine tra realtà e fantasia, tra crimine e paranormale. Accrescono la tensione i già citati rimandi al cinema italiano di genere con inseguimenti in corridoi bui, case che sembrano celare oscure presenze, vecchi misteriosi che mettono in guardia da pericoli imminenti, la mdp che non riprende mai il volto di determinati personaggi, la polizia che non prende sul serio le teorie dal personaggio principale. Buono anche il comparto sonoro (in particolare, se ascoltato con sistema audio 5.1).
Belén Rueda fa un ottimo lavoro sul duplice ruolo di Sara e Giulia (anche se quello di Sara è del tutto marginale). Trasmette tutta l’angoscia e la paura che affligge la protagonista. La sua performance si fa apprezzare ancor di più durante la seconda parte del film, quando la narrazione iniziale tesa ed angosciante cede il passo ad un’improvvisa svolta melodrammatica. Se da un lato piace l’introduzione del tema della solitudine e della consapevolezza che la propria esistenza non ha valore se si è invisibili agli occhi gli altri, invece dispiace che nella sua parte conclusiva “Con gli occhi dell’assassino” segua schemi thriller prevedibili e convenzionali. Ma lo stile di Morales è così elegante ed accurato farsi perdonare questa pecca. Stupenda è, infatti, la scena finale con il flash della macchina fotografica che illumina nel buio il finale della storia. Pessima è, invece, l’ultima scena per il mieloso romanticismo di cui avremmo fatto sicuramente a meno.

Voto: 77%


OTRANTO FILM FUND FESTIVAL 2011

Otranto Film Fund Festival 2011
Dal 1 al 6 settembre 2011 si tiene nella splendida cittadina costiera di Otranto, in provincia di Lecce, la terza edizione dell’Otranto Film Fund Festival (OFFF), luogo d’incontro per le produzioni cinematografiche europee realizzate con il sostegno dei fondi pubblici locali che, in questo modo, cercano di valorizzazione territori non soltanto da un punto di vista turistico ma anche con riferimento al grande patrimonio storico e culturale.
Il programma 2011 dell’Otranto Film Fund Festival, giunto alla terza edizione, alterna proiezioni di opere cinematografiche europee ed incontri con gli stessi protagonisti: attori, registi e produttori. Diversi gli eventi in programma: una “Masterclass” indirizzata a giovani professionisti europei del settore cinematografico e finalizzata alla realizzazione di un’opera cinematografica da girare nel Comune di Otranto e presentare durante la rassegna; un “Workshop” di approfondimento e di indagine del ruolo dei Film Fund in Europa, con la partecipazione di Film Fund, Film Commission, produttori, distributori, festival europei ed enti e associazioni di categoria; una “Open air film location route”, tour dei luoghi scelti come location di produzioni cinematografiche e la nuova sede del Cineporto di Lecce; l’assegnazione del Premio “Cinema e territori” attribuito all’opera cinematografica che meglio ha documentato il rapporto tra cinema e storia culturale, sociale, politica ed economica dei territori cui fa riferimento.
L’Otranto Film Fund Festival comincia il 1 settembre a Porta Alfonsina, ore 19.00, con la consegna del Premio Cinema e Territori 2011 al regista Giovanni Albanese e all’attrice Donatella Finocchiaro per il film “Senza arte né parte”, riconosciuto di Interesse Culturale, realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione Generale per il Cinema e la collaborazione di Apulia Film Commission. La serata prosegue alle 22.30 con un omaggio al ventennale degli sbarchi albanesi in Italia e la proiezione del film “Ballkan Bazar” di Edmond Budina, produzione italo-albanese.
Venerdì 2 settembre, alle ore 10.00 presso il Castello Aragonese (Sala triangolare), si svolge un workshop di approfondimento sugli impatti economici delle produzioni cinematografiche in Puglia. Durante il workshop, dal titolo “Il ruolo dei Film Fund in Europa: origine ed evoluzione”, viene presentato lo studio inerente Il sostegno alla filiera audiovisiva in Puglia: per una analisi di impatto di Apulia Film Fund (2007-2010). A Porta Alfonsina, ore 19.00, con il Premio Cinema e Territori alla regista Giorgia Cecere e all’attrice Isabella Ragonese per il film “Il primo incarico”, realizzato con il contributo di Apulia Film Commission e presentato nella scorsa edizione al festival di Venezia, sezione Controcampo Italiano. Alle ore 22.30, sempre a Porta Alfonsina, viene proiettato il documentario “Ritals” di Sophie e Anna-Lisa Chiarello, con la presentazione di Carlo Bonini. Nato sotto l’ala del produttore Gianluca Arcopinto, il film ha ottenuto il contributo di Apulia Film Commission e il patrocinio dell’Ambasciata Francese di Roma. “
Sabato 3 settembre, Porta Alfonsina ore 19.00, sarà proiettato il film “Che bella giornata” di Gennaro Nunziante e interpretato Checco Zalone. Il sodalizio Nunziante-Zalone, nato nel 2009 con “Cado dalle nubi”, conferma il suo successo, tanto che il film è diventato il maggior incasso di tutti i tempi del cinema italiano. La serata prosegue con la sezione “Short films & documentaries”, inizio alle 22.30, e la proiezione delle pellicole: “Il richiamo del tordo” di Rossella Piccinno, “Fliegen” di Piotr J. Lewandowski , “Vino amaro” di Pascal Pezzuto.
L’Otranto Film Fund Festival si conclude il 6 settembre, alle 19.00 nel Castello Aragonese, con l’omaggio al decennale del fondo Wallimage e la consegna del Riconoscimento speciale Città di Otranto ai registi Jean-Pierre e Luc Dardenne per il film “Il ragazzo con la bicicletta”. Prima della proiezione del film i due registi terranno una lezione pubblica sul cinema.