sabato 23 luglio 2011

CRETA SPIAGGE

Spiagge a Creta
Balos: la più bella spiaggia di Creta
Le spiagge di Creta sono tra le più belle del mondo. Creta non può certo essere considerata un’isoletta greca date le sue dimensioni: 255 km di lunghezza e 50 di larghezza massime, per una costa di circa 1000 km di cui quasi 200 km sono costituite da spiagge.
Per dormire a Creta è consigliabile preferire, piuttosto che grandi alberghi impersonali, piccole strutture accoglienti. Ci sono molti appartamenti per vacanze a Creta che oltre a essere economici danno anche la possibilità di godere dell’autentica atmosfera dell’isola, come solo una casa per vacanza permette. Creta, dunque, può offrire una vasta scelta di spiagge che variano in base alla loro posizione.
Creta - Spiaggia di VaiNella zona orientale di Creta ci sono splendide spiagge come Vai, esotica per la presenza dell’unico palmeto indigeno d’Europa; Kato Zakros, spiaggia bella ed incontaminata; Xerocambos, un posto fuori dal mondo che di notte offre soltanto la vista delle stelle e nel quale non esistono carte di credito e banche, ma soltanto qualche albergo e taverna; la pittoresca baia di Elounda, anche se negli ultimi anni preda di un eccessivo sviluppo turistico.
Nella zona meridionale di Creta le spiagge più belle e caratteristiche sono: Preveli, contesa tra un fiume ed il mare; Matala, pittoresca e un tempo rifugio degli hippy; Loutro, uno dei posti più romantici al mondo bagnato da un mare che sembra una piscina. Discorso a parte per Chrissi, un’isola disabitata che offre spiagge caraibiche. Si parte dal porto di Ierapetra, una ridente cittadina sulla costa meridionale.
Creta - Spiaggia di ElafonissiMa le spiagge più belle di Creta si trovano nella parte occidentale. Balos, con il suo isolotto Gramvousa, è una delle spiagge più belle del mondo. In realtà è non una spiaggia, ma una laguna incontaminata. L’acqua assume colori incredibili: verde, azzurro, blu intenso, turchese, bianco, in base ai fondali più o meno profondi. La spiaggia è bianchissima come nei luoghi tropicali ed è attrezzata soltanto in un piccolo tratto. Falassarna, una lunghissima ed ampia spiaggia con una caratteristica unica: sul bagnasciuga assume un colore rosa. Questo è dovuto a minuscole conchiglie che nel tempo il mare ha consumato fino a confondere con la sabbia. Falassarna è una delle spiagge di Creta dove si possono ammirare i tramonti più belli dell’isola. Elafonissi è un’altra spiaggia che non ha nulla da invidiare ai Caraibi: il mare assume colori indescrivibili e la spiaggia è un misto di bianco e rosa.
Oltre alle sue meravigliose spiagge, Creta offre molto anche archeologia (Cnosso, Festo), vita notturna (Hersonissos, Malia), luoghi esotici (spiaggia di Vai, isola di Chrissi), romanticismo (Loutro), città veneziane (Chania), natura e trekking (gole di Samaria). Semplicemente, un’isola meravigliosa.

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venerdì 22 luglio 2011

ALEXANDER CALDER

Alexander Calder
Alexander Calder nacque a Lawnton, Pennsylvania, il 22 luglio 1898. La sua era una famiglia di artisti: il nonno era lo scultore scozzese Alexander Milne Calder, emigrato in America e autore della statua di William Penn in cima alla torre del Philadelphia City Hall; il padre era Alexander Stirling Calder, autore di diversi monumenti pubblici di Philadelphia; la madre, Nanette Lederer Calder, era una famosa ritrattista francese.
Dopo essersi laureato in ingegneria, Alexander Calder frequenta la Art Students League di New York e, nel 1926, tiene la sua prima mostra all’Artist’s Gallery di New York. Nello stesso anno va a Parigi, dove frequenta l’Académie de la Grande Chaumière ed espone al Salon des Indépendants. Inizia gli spettacoli nel suo circo in miniatura costruiti con filo metallico, spago, gomma, stracci ed altri oggetti riciclati. Nel 1928 conosce Joan Mirò con il quale instaura un’amicizia lunga una vita. Nel giugno del 1929, durante uno dei suoi viaggi da Parigi a New York, incontra Louisa James, pronipote dello scrittore Henry James e del filosofo William James. La sposa due anni dopo.
Alexander Calder fu un esponente dell’arte cinetica. Realizzò sculture cinetiche che Marcel Duchamp avrebbe battezzato “mobiles”, un gioco di parole francese che significa sia “mobile” e “motivo”.
Tra i suoi più famosi capolavori ci sono le sue sculture monumentali installate nei parchi pubblici o nelle piazze di tutto il mondo. Il suo monumentale Teodelapio (1962) è diventato uno dei simboli di Spoleto. Pittsburgh (1958) è appeso in aeroporto, dove ruota con leggiadria sopra le teste dei viaggiatori di passaggio.
La produzione creativa di Alexander Calder è molto ampia. Utilizzando materiali come il vetro, la lamiera o il bronzo, Calder concentrò sull’espressione della bellezza delle forme. Affermò che “anche se è fatto di alluminio e piuttosto piccolo, anche se non è solo un semplice modello dipinto, un oggetto deve essere accuratamente piacevole”.


martedì 19 luglio 2011

L'AMORE E ALTRI LUOGHI IMPOSSIBILI

Titolo originale: The other woman
Nazione: USA
Anno: 2009
Genere: drammatico
Durata: 1h59m
Regia: Don Roos
Sceneggiatura: Don Roos
Fotografia: Steve Yedlin
Musiche: John Swihart
Cast: Natalie Portman, Lisa Kudrow, Scott Cohen, Anthony Rapp, Charlie Tahan, Daisy Tahan, Elizabeth Marvel, Debra Monk, Maria Dizzia, Michael Cristofer, Mary Joy, Tom Stratford, Mona Lerche, Marcia Miller


Trama
Emilia è un giovane avvocato newyorkese, figlia di un noto giudice. Inizia a lavorare in un importante studio associato. Qui conosce Jack Woolf, uno dei soci, ed ha una relazione con lui. Jack, però, è sposato ed ha un figlio. Emilia rimane incinta, ma tutto sembra andarle bene, perché Jack, innamorato di lei, lascia la moglie e così i due si sposano ottenendo anche l’affidamento congiunto del figlio. La bimba nasce, ma dopo pochi giorni muore SIDS, la sindrome di morte improvvisa del lattante. Emilia è sconvolta e vive la perdita come una colpa. Nel frattempo, il figliastro William, istigato dalla mamma, cerca di rovinare il rapporto con Jack.

Recensione
“L’amore e altri luoghi impossibili”, tratto da un romanzo di Ayelet Waldman, è un dramma familiare, più in particolare, quello di una donna che vede la sua vita stravolta in breve tempo. Dalla tranquilla e spensierata vita universitaria,  Emilia viene catapultata nel mondo del lavoro, conosce l’amore, quello clandestino perché chi ama è già sposato. Rimane incinta, ma diversamente da come spesso capita al cinema (basta pensare a “Match Point” di Woody Allen), questo figlio conferma il loro amore e così i due si sposano. Ma il dramma deve arrivare, altrimenti il pubblico avrebbe preso subito sonno. Così muore la sua bambina a causa di una malattia che colpisce ed uccide improvvisamente neonati sani e robusti. Una malattia che in pochi conoscono. Anche la comunità scientifica non ha ancora notizie certe sulla sua causa, tanto che molti casi non vengono neanche diagnosticati.
“L’amore e altri luoghi impossibili” è diretto da Don Ross, regista che aveva entusiasmato con la sua pellicola d’esordio “The opposite of sex - L’esatto contrario del sesso”. Ross, rimasto affascinato dal potenziale del romanzo della Waldman, aveva già portato con successo questa storia al teatro.
La morte di un neonato è il trauma più grande che una donna possa provare, ma il dolore che pervade la pellicola non si limita a questo episodio, arrivando ad essere frustrante: Emilia sembra una persona che attira verso di sé le sfighe e ciò sembra essere una punizione per i suoi comportamenti. In effetti, come si ricava anche dai flashback ben ponderati, Emilia ha distrutto una famiglia e ha chiuso la porta in faccia al padre. Ross, però, fa di tutto affinché gli spettatori siano solidali verso la giovane donna. “L’amore e altri luoghi impossibili” si poggia molto su Natalie Portman. L’attrice lavora bene sul lato freddo ed egocentrico del suo personaggio e nelle circostanze in cui deve mostrare umanità, è in grado di trasmettere le emozione necessarie anche se a tratti risulta un po’ zuccherosa.
Del cast, decisamente di ottimo livello, merita un breve accenno anche Lisa Kudrow, perfetta nel ruolo di ex-moglie ancora piena di risentimento anche se cede un po’ quando deve mostrare il suo lato umano.
Bella la fotografia: Steve Yedlin cattura bene l'anima malinconica di New York. Le musiche accompagnano l’atmosfera triste della storia.
“L’amore e altri luoghi impossibili” è film interessante, lievemente penalizzato dalla presenza di troppe sottotrame che se inserite con l’intenzione di accrescere l’interesse, alla lunga confondono e distolgono l’attenzione da quella principale. Ross non è riuscito a tagliare qualche capitolo del romanzo che poteva essere omesso. Ottime le prove del cast, Natalie Portman sopra tutti.

Voto: 66%


mercoledì 13 luglio 2011

L'AMORE NON BASTA (QUASI MAI)

L'amore non basta (quasi mai)
Canale 5 ci riprova. Dopo il flop della prima puntata andata in onda il 26 novembre 2011 con soli 3.094.000 di telespettatori, pari all’11,65% di share, il più basso della serata, “Due mamme di troppo” diventa “L’amore non basta (quasi mai)”. La fiction tv viene modificata nella sua struttura con la speranza che il nuovo primo episodio potrà dare risultati ben migliori. Protagoniste de “L’amore non basta (quasi mai)” sono sempre le due mamme della Torino bene, Gabriella Terrani Du Bessè, detta Gabry e Gabriella “Lellè” Pelliconi, professione massaggiatrice, interpretata rispettivamente da Angela Finocchiaro e da Lunetta Savino. Le due sono costrette ad intrecciare le proprie vite perché i loro figli Alessandro (Giorgio Pasotti) e Rita (Sabrina Impacciatore) si sono sposati e trasferiti a Parigi. Alessandro è il direttore di una compagnia aerea e Rita è una disegnatrice di fumetti. Gabry e Lellè, invece, hanno avviato aperto “Villa Terrani”, un albergo nella campagna piemontese.
Il cast de “L’amore non basta (quasi mai)” vede anche Marco Cocci (Paride), Maria Amelia Monti (Luana), Bebo Storti (Piromallo), Pamela Prati (Patty), Nino Castelnuovo (Gerolamo), Paolo Bessegato (Giorgio Terrani), Eleonora Sergio (Allegra), Pierfrancesco Loche (Cagliostro), Angela Goodwin (Nonna Terrani), Jessica Ugatti (Jasmine), Rudiger Vogler (Thorwaldsen), Frank Crudele (Anthony Giammatti), Francesco Pannofino (Ispettore Lo Monaco).
Diretta da Antonello Grimaldi, regista di diverse fiction televisive come “Distretto di Polizia” e “Il mostro di Firenze”, e del film “Caos Calmo” con Nanni Moretti, e scritto da Paola Pascolini e Stefano Ceccarelli, “L’amore non basta (quasi mai)” era stata inizialmente pensata per il cinema, con Sophia Loren e Catherine Deneuve nel ruolo delle suocere. Va in onda ogni mercoledì su Canale 5 dal 20 luglio per cinque serate, sperando che questa volta riesca ad arrivare all’ultima puntata.


martedì 12 luglio 2011

ASCOLTA IL TUO CUORE

Ascolta il tuo cuore - Film
Titolo originale: Listen to your heart
Nazione: USA
Anno: 2010
Genere: drammatico, sentimentale
Durata: 1h42m
Regia: Matt Thompson
Sceneggiatura: Kent Moran
Fotografia: Chase Bowman
Musiche: Kent Moran
Cast: Alexia Rasmussen, Kent Moran, Cybill Shepherd, Shirley Knight, Frank Watson, Ernie Sabella, Lisa Benner, Amy Clare Lockwood, Matthew Albrecht, Robert Ousley, Luke Moran, Gia McKnight, Kelly Kirklyn, Chase Dean Nelson, Aisha Kabia, John Rawlinson, Brian McCormack


Trama
Danny è un cantautore di New York. Un giorno conosce Ariana, una ragazza sordomuta di Greenwich, Connecticut, e subito se ne innamora. I due sono ostacolati da Victoria, mamma iperprotettiva di Ariana, che non si piega all’idea che la figlia possa staccarsi da lei. Ariana dovrà imparare ad essere indipendente per poter vivere una vita felice con Danny.

Recensione
Ariana, sordomuta, non può ascoltare le parole delle canzoni che Danny scrive ispirandosi a lei. Così, non le resta che “ascoltare il suo cuore”. Un film diretto dallo sconosciuto regista e attore Matt Thompson che cerca senza mezzi termini di raggiungere il cuore dello spettatore, fornirgli un mix di amore e tragedia per poter così farlo crollare. “Ascolta il tuo cuore” fa riflettere sulla vita e sul suo significato, sull’amore e sul suo valore, sulle scelte più o meno importanti che possono condurre alla felicità. Concetti che trovano realtà nei volti e nelle azioni dei protagonisti. Danny (Kent Moran) è talmente carino da far innamorare ogni ragazza. Il bravo ragazzo, dolce e premuroso, che ogni madre spera di vedere accanto alla propria figlia, non quella di Ariana, che farà di tutto per allontanare i due ragazzi, spinta dal senso di eccessiva protezione nei confronti della figlia. L’handicap, spesso, condiziona meno chi lo ha che i propri cari. Ottimo il lavoro di Alexia Rasmussen, interpretare il ruolo di una sordomuta non è mai facile. Non raggiunge l’intensità espressiva di Marlee Matlin in “Figli di un dio minore”, ma la Matlin aveva dalla sua il fatto di essere davvero sorda. Il cast a supporto dei due attori principali si comporta discretamente: Cybill Shepherd, nel ruolo della madre iperprotettiva è credibile, forse un po’ eccessiva in alcuni frangenti.
La sceneggiatura di Kent Moran pecca di perfetta linearità lasciando che tutti i personaggi si comportino come si devono comportare che la storia prosegua come deve proseguire. Carine le musiche originali, sempre di Kent Moran. Ben studiata la fotografia di Chase Bowman.
“Ascolta il tuo cuore” è un film carino, forse troppo, sentimentale, forse troppo, lineare, forse troppo, che decisamente soddisferà le ragazzine alle prese con i primi amori, spesso osteggiati dai genitori. C’è, tuttavia, un buon messaggio, si spera riescano a coglierlo e farlo proprio. Un pubblico più esigente sicuramente lo reputerà un film minore di “Figli di un dio minore”.

Voto: 62%


CATTEDRALE DI SAN BASILIO

Cattedrale di San Basilio
La Cattedrale di San Basilio è il simbolo di Mosca e dell’intera Russia. Edificata nella famosa Piazza Rossa sul lato opposto della Porta Voskresensky, la Cattedrale di San Basilio, nota anche come la Cattedrale Pokrovsky Sobor o la Cattedrale dell’intercessione della Vergine del Fossato, fu voluta da Ivan IV, detto il “Terribile”, per celebrare la conquista della roccaforte tartare di Kazan, avvenuta nel 1552. La cattedrale fu costruita nell’arco di cinque anni e mezzo seguendo il progetto dagli architetti russi Barma e Posnik. Un complesso architettonico ardito di nove strutture a torre, coperte da cupole a bulbo asimmetriche con un sontuoso esterno di piastrelle policrome. Il numero delle cupole fu scelto dallo zar, per indicare i nove giorni necessari per far capitolare Kazan. La leggenda narra che, una volta terminata l’opera, Ivan il Terribile, ammaliato dalla bellezza della cattedrale, fece accecare gli architetti in modo che non avessero la possibilità di ripetere un tale capolavoro. Alcuni testi storici, però, smentiscono questa leggenda dato che dopo la morte di Ivan IV, il suo successore, Fëdor Ivanovich, commissionò ai due architetti la costruzione di una cappella da annettere alla cattedrale. Il nome San Basilio fa riferimento, in realtà, proprio a questa cappella costruita sulla tomba di Vassili (Basilio) il Beato
Inizialmente la Cattedrale di San Basilio era in legno e soltanto durante il regno di Caterina II fu costruita la sua attuale facciata in pietra. Le cupole furono dipinte nel 1670 e circa un secolo dopo fu aggiunto un tetto metallico e le cupole furono rivestite d’oro.
La cattedrale ha avuto una storia molto sofferta. Nel 1812 Napoleone ordinò che fosse distrutta, ma tale ordine non fu mai eseguito a causa di problemi politici molto più gravi. Quando i bolscevichi salirono al potere la cattedrale fu chiusa e furono uccisi tutti i sacerdoti. Stalin non la vedeva di buon occhio fino a far preparare un piano di demolizione. L’architetto Piotr Baranovskij si oppose minacciando di uccidersi. Stalin cambiò idea, la cattedrale fu risparmiata e l’architetto rimase in prigione per due anni.
L’interno della Cattedrale di San Basilio è attualmente aperto ai visitatori che possono così ammirare le pareti affrescate, le nicchie e le cappelle. Inoltre, la cattedrale ospita il Museo Storico di Stato.


domenica 10 luglio 2011

MALEDUCAZIONE IN SPIAGGIA

Educazione in spiaggia
Arriva l’estate e le spiagge si riempiono di gente di tutti i tipi. Ormai non esistono più spiagge isolate e deserte e quindi rilassarsi in spiaggia può essere un miraggio anche perché spesso la maleducazione delle persone non ha più limiti. Il Codacons ha dichiarato che la maleducazione in spiaggia è in continuo aumento e gli stabilimenti balneari stanno diventando sempre più chiassosi e fastidiosi. Molti considerano la spiaggia come qualcosa di proprio e così si comportano senza rispettare chi, come loro, cercando di godersi una giornata in spiaggia.
Così il Codacons ha redatto un decalogo del bon ton da spiaggia, frutto delle proteste ricevute dai consumatori, ed ha invitato i proprietari degli stabilimenti balneari ad esporre tale decalogo, in modo da rendere le vacanze più gradevoli per tutti.

Il telefonino - Ciò che più disturba le persone in spiaggia è il telefonino, ormai incollato all’orecchio di chiunque. Impossibile farne a meno, anche sulla spiaggia. E quando squilla nessuno si cura dell’eventuale vicino che sta riposando. Eliminare, dunque, la suoneria e, se proprio non è possibile, è meglio abbassare il volume in modo da non disturbare gli altri con sveglie improvvisate. Quando poi si risponde al telefono è educato evitare di urlare: “Proooonto? Mi sentiiiii?”. Stesso dicasi per la radio: esistono le cuffie… usatele!
Lo spazio - Anche se molto affollate, ognuno ha diritto al proprio spazio. Tra un ombrellone ed un altro c’è uno spazio libero dove le persone dovrebbero passare senza impedimenti. Non invadere l’ombrellone del vicino. Evitare di occupare con sedie ed altri oggetti personali lo spazio dedicato al passaggio.
Schizzi - Evitare il tamarrissimo tuffo “a cufaniello” in modo da non inondare chi sta cercando di entrare pian piano in acqua cercando di adattarsi alla temperatura dell’acqua.
Doccia - La doccia in spiaggia serve per rinfrescarsi e per togliersi salsedine e sabbia. Non serve per lavarsi! Bisogna stare il minimo possibile per evitare di creare code. Non si devono usare saponi e shampoo che possono inquinare il mare.
Non urlare - Se il proprio bambino non vuole uscire dall’acqua non è il caso di rimproverarlo urlando a squarciagola. A fianco, potrebbe esserci qualcuno che sta riposando oppure che non vuole sentire urla.
Calcetto, tennis ed ingegneri in erba - La spiaggia non è un campo di calcetto, né di tennis. Praticare sport è salutare, ma è necessario ci sia lo spazio adatto. Palloni che arrivano in faccia alle persone sdraiate possono infastidire se non far male. Stesso dicasi per racchettoni o frisbee. I castelli di sabbia e piste per le biglie sono simpatici, ma è meglio evitare che il proprio figlio scavi delle buche che possono diventare fosse pericolose per chi passeggia in spiaggia. Spiegategli che per arrivare in Cina si può prendere l’aereo.
Sport acquatici - Acqua scooter e barche a motore devono sempre rispettare le leggi. Sono rumorosi e pericolosi.
Rifiuti - Il mare e la spiaggia non sono la soluzione dei problemi dei rifiuti di Napoli, né di altre città italiane. Le cicche di sigaretta non vanno spente e nascoste sotto la sabbia. Una volta terminato il pranzo, raccogliere gli avanzi della lasagna e della parmigiana in buste in modo da buttarle, a fine giornata, negli appositi cestini.
Vucumprà - In realtà non dovrebbero neanche esserci in spiaggia perché, vendendo merce contraffatta, violano un buon numero di leggi. Nel caso ci siano quelli che vendono prodotti artigianali evitare di fare discussioni e non comprare nulla. Basta un semplice rifiuto gentile.
Cani - Se la spiaggia consente la presenza di cani, questo non significa che sono liberi di fare quello che vogliono. Il cane deve essere sempre vicino al padrone, con il guinzaglio e, se si tratta di una razza pericolosa, museruola. Non sono in grado di capire cosa possono e cosa non possono fare (a volte non lo sanno neanche i loro padroni!). E’ necessario, dunque, controllarli.

Recensione film Un soffio per la felicità


giovedì 7 luglio 2011

RODI: VITA NOTTURNA

Rodi: divertimento e vita notturna
La vita notturna per molti è un elemento importante durante le proprie vacanze: divertirsi con gli amici, socializzare e fare nuove conoscenze Rodi offre davvero tanto: cittadini e turisti sono si intrecciano creando un’atmosfera divertente ed eccitante.
La vita notturna di Rodi si concentra nel capoluogo e a Faliraki, ma tutti i maggiori centri turistici hanno locali, bar, discobar, discoteche e taverne, in particolare Ialyssos, Ixia e Lindos. Le alternative sono tante. Nella città di Rodi, Orfanidou Street, nei pressi del mare, offre una serie discobar con musica di ogni genere ed è frequentata da ragazzi provenienti da tutto il mondo, mentre altri locali si trovano nella Old Town, un po’ più raffinata e tranquilla.
Una delle discoteche più grandi e famose di Rodi è il Paradiso Beach Club, un locale all’aperto del complesso Rodia Mare, facile da trovare sulla strada verso Kallithea. La discoteca più bella di Rodi è sicuramente il Taj Mahal Club, ad Ixia, dalla scenografia orientale e musica di ogni genere. E’ una discoteca che ha sia una zona chiusa che una all’aperto, attorno ad una piscina con un negozio di oggetti etnici nel quale è possibile anche noleggiare il narghilè e fumarlo sui divanetti all’aperto.
Faliraki è invece il regno dei british boys: centinaia di ragazzini gremiscono la strada principale che conduce fino in spiaggia. Qui la vita notturna si trascorre nella successione di decine di discobar, quasi tutti sono gratuiti ed è dunque possibile entrare ed uscire senza problemi scegliendo la propria musica preferita. Lindos ha, invece, una vita notturna un po’ più raffinata e frequentata soprattutto da ragazzi del posto.
Gli amanti del gioco d’azzardo possono trascorrere la notte al Casino di Rodi. Si trova all’interno dell’Hotel delle Rose, elegantissimo albergo costruito dagli italiani durante l’occupazione dell’isola.


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ANGELI E DIAMANTI

Angeli e diamanti 2011
“Angeli e diamanti” è una miniserie televisiva in tre puntate prodotta da Canale 5. I tre angeli sono Martina Stella (Giorgia, un maresciallo dei Carabinieri), Vittoria Belvedere, (Chiara, un capitano della Guardia di Finanza) e Camilla Ferranti (Laura, un tenente della Polizia). Un gruppo di bellissime agenti delle forze dell’ordine che indaga su un furto di diamanti del quale è stato accusato il padre della finanziera. Determinata a discolpare il padre, Chiara viene aiutata dalle sue amiche e arrivano in un isola tropicale per cercare il vero ladro dei diamanti.
La regia è affidata a Raffaele Mertes, in passato aiuto regista di Dario Argento e Michele Soavi e le location variano tra Roma e Porto Rico. Il titolo “Angeli e diamanti” e la presenza di tre donne affascinanti ricorda molto il telefilm “Charlie’s Angels” prodotto da Aaron Spelling (“Love boat”, “Beverly Hills 90210” e “Melrose Place”), andato in onda in Italia negli anni ’80. “Angeli e diamanti” era in programmazione a dicembre 2010, ma la paura del flop aveva fatto riflettere i responsabili di Canale 5 che hanno deciso di rinviarlo a luglio 2011, più precisamente il 7, il 14 e il 21 luglio. Tre giovedì, in prima serata, che vedranno i tre angeli a caccia di diamanti che, in realtà, interessano ad organizzazioni criminali internazionali.


mercoledì 6 luglio 2011

LINDOS (RODI)

Lindos (Rodi)
Lindos è il villaggio più famoso dell’isola dopo il capoluogo Rodi Town, da cui dista 55 km. E’ composto da un gran numero di casette bianche che formano un dedalo di stradine piene di piccoli negozi e bar, occupa la medesima posizione nella quale si trovava l’antico insediamento. Lindos è stato inserito dal Ministero della Cultura greco nella lista dei beni storici vincolati e dunque conserva ancora il suo fascino tradizionale e romantico, uno dei pochi rimasti a Rodi. Gli alberghi non possono essere costruiti in prossimità del paese ed il centro cittadino è completamente off-limits per le automobili.
L’origine dell’attuale villaggio di Lindos risale all’anno 1610, quando fu ricostruito dopo un forte terremoto che distrusse quasi del tutto l’antico impianto urbanistico. Entrando nel paese da nord, ci si ritrova immediatamente nella piazza principale del villaggio, nella quale è presente un grande platano ed una bella fontana risalente al periodo dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni.
Lindos è simile ai vecchi villaggi medievali del Mar Egeo. Le case sono costruite a breve distanza l’uno dall’altro e la maggior parte di essi è composta da pietra porosa calcarea. Le pietre sono intonacate e di colore bianco in modo da respingere il calore prodotto dai raggi solari. Tutti questi elementi fanno somigliare Lindos ad un tipico villaggio cicladico. Le case più caratteristiche, del XVII e XVII sec., recano i nomi dei loro proprietari. Più tardi, intorno alla fine del XIX sec., alcune famiglie benestanti di Lindos hanno costruito grandi case in stile neoclassico. L’edificio della vecchia scuola, accanto alla chiesa di Panagia, è un tipico esempio di neoclassicismo rodiese. L’edificio viene oggi utilizzato come centro culturale ed ospita infatti alcune associazioni della zona.
Situata ad un’altezza di 116 m, raggiungibile dalla città attraverso un irto sentiero, l’acropoli di Lindos è uno dei più importanti siti archeologici dell’intera Grecia. Oltre al fascino storico ed archeologico, questa collina regala un panorama mozzafiato: da un lato la città di Lindos, con le sue casette bianche, dall’altro il mare, la spiaggia e le rocce a strapiombo sottostanti il colle. Se la salita verso l’acropoli dovesse essere troppo ardua anche per il gran caldo estiva, è possibile salire nei cosiddetti “taxi di Lindos”, ovvero asinelli sui quali giungere comodamente sulla collina dell’acropoli.



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martedì 5 luglio 2011

MYKONOS: SPIAGGE

Spiagge di Mykonos
Le spiagge di Mykonos rappresentano l’altra faccia dell’isola. Anche se la maggior parte delle persone viene a Mykonos soltanto per divertirsi nella sua folle e sfrenata vita notturna, in realtà può essere anche un’isola dove trascorrere una vacanza tranquilla, trascorrendo giornate in spiaggia ad abbronzarsi e a nuotare. Se poi si riesce ad arrivare in spiaggia la mattina presto si potrà godere di uno spettacolo eccezionale: le spiagge silenziose ed pacifiche perché chi ha fatto l’alba ballando nei discobar della Chora o in discoteca, si riposa fino al pomeriggio.
Il nudismo è consentito in quasi tutte le spiagge, di solito però i nudisti vengono relegati alle estremità delle spiagge perché la ricerca di tranquillità viene spesso contrastata dal continuo baccano delle spiagge.
Paradise (Kalamopothi) e Superparadise (Plindri) erano un tempo meta privilegiata del turismo gay, oggi invece sono il luogo di ritrovo di tantissimi ragazzi, quasi tutti italiani. Sono le spiagge più famose e frequentate. Nella Paradise si trova il Tropicana Beach Bar, uno dei bar migliori del mondo e qui lavora Sasà Mykonos, un italiano diventato ormai un’istituzione sull’isola con il suo perizoma con la proboscide di elefante.
Paraga è una spiaggia da molti considerata tra le più belle di Mykonos. Negli ultimi anni sta iniziando a competere con le spiagge Paradise e Super Paradise grazie al suo nuovo beach bar che dal pomeriggio inizia a sparare musica da discoteca fino al calar del sole.
Platys Gialos è una spiaggia di sabbia che si trova in un’incantevole baia. Sulla collina alla sinistra della strada pubblica che porta in spiaggia, in località Portes, si trovano le rovine di un antico castello. Nonostante l'intenso sviluppo turistico, Platys Gialos ha conservato alcune delle caratteristiche degli antichi paesaggi agricoli: coltivazioni estese su terrazze a scalare sulle pendici delle colline in un ambiente idilliaco di tranquillità e relax.
La spiaggia di Kalafatis ha un mare dai colori indescrivibili, un luogo ideale per le famiglie, ma soprattutto un paradiso per i surfisti che vengono qui da ogni parte del mondo.
Le spiagge della zona settentrionali di Mykonos sono quelle meno frequentate perché dal nord soffia il meltemi, vento benevolo perché consente di stare in spiaggia senza patire il caldo, ma nelle giornate in cui soffia forte rende impossibile la presenza in spiaggia. Il meltemi rende queste spiagge la meta preferita dagli amanti del surf che si radunano per solcare le onde del mare agitato.

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BIG MAMA - TALE PADRE TALE FIGLIO

Big Mama - Tale padre tale figlio
Titolo originale: Big mommas: like father, like son
Nazione: USA
Anno: 2011
Genere: commedia
Durata: 1h47m
Regia: John Whitesell
Sceneggiatura: Matthew Fogel, Darryl Quarles, Don Rhymer
Fotografia: Anthony B. Richmond
Musiche: David Newman
Cast: Martin Lawrence, Brandon T. Jackson, Jessica Lucas, Michelle Ang, Portia Doubleday, Emily Rios, Ana Ortiz, Henri Lubatti, Lorenzo Pisoni, Tony Curran, Marc John Jefferies, Brandon Gill, Zack Mines, Trey Lindsey, Ken Jeong


Trama
L'agente dell'FBI Malcolm Turner il suo figliastro di 17 anni, Trent, si travestono e cominciano le indagini una scuola femminile di arti dello spettacolo dopo che il ragazzo è stato testimone di un omicidio. I due diventano, così, Big Mama e Chairmane, due finte donne alla ricerca di un assassino, prima che questi trovi il ragazzo.

Recensione
Dopo due pessimi episodi di Big Mama, ovvero l’agente dell’FBI Malcolm Turner nei panni di una vecchia grassona che non strappa neanche un sorriso. Non bastava questo ridicolo personaggio posticcio, in “Big Mama - Tale padre tale figlio” dobbiamo sopportare anche il figliastro che, nonostante sia stato accettato in un prestigioso college, vuole lasciare gli studi per la carriera di rapper. Testimone di un omicidio, il ragazzo dovrà poi travestirsi da donna per assemblare una coppia terribile, antipatica e noiosa.
Ormai sono anni che la musica rap in Italia non ha più molti seguaci e doversi sorbire la stessa nenia per tutto il film è estenuante e disgustoso. Ne esce fuori una delle colonne sonore più brutte degli ultimi anni, nonostante siano state concepite da David Newman, uno che finora non aveva mai deluso.
Il film è diretto da John Whitesell, già regista del primo sequel. Whitesell non regala nulla di nuovo, la regia è scolastica e la storia sembra uscita un telefilm passabile soltanto nel cuore della notte. Neanche si può parlare di spreco di talenti, perché di talento in “Big Mama - Tale padre tale figlio” non ce n’è l’ombra!
L’aspetto poliziesco del film è ridicolo, nulla a che vedere con quello mostrato in commedie degli anni ’80/’90 come la saga di “Beverly Hills Cop” e “Prima di mezzanotte”. Insomma, non è possibile trovare in “Big Mama - Tale padre tale figlio” un solo elemento che invogli a vederlo. Ancor più triste è che, a causa del successo che questo genere di pellicole negli Stati Uniti, si rischia di vedere anche un quarto episodio. Roba da rimpiangere i film dei fratelli Vanzina.

Voto: 20%


lunedì 4 luglio 2011

TRANSPORTER: EXTREME

Transporter 2 Extreme
Titolo originale: Transporter 2
Nazione: Francia, USA
Anno: 2005
Genere: azione
Durata: 1h27m
Regia: Louis Leterrier
Sceneggiatura: Luc Besson, Robert Mark Kamen
Fotografia: Mitchell Amundsen
Musiche: Alexandre Azaria
Cast: Jason Statham, Matthew Modine, Amber Valletta, Alessandro Gassman, Kate Nauta, Jason Flemyng, Keith David, Hunter Clary, Shannon Briggs, François Berléand, Raymond Tong, George Kapetan, Jeff Chase, Gregg Weiner, Gregg Davis, Marty Wright


Trama
Frank Martin ha lasciato il suo lavoro di mercenario senza paura. Adesso lavora come autista del ministro Billings, che sta tentando di far approvare leggi restrittive contro la droga. Il figlio del ministro viene rapito e gli viene iniettato un virus letale. Frank é costretto ad una corsa contro il tempo per salvare il bambino.

Recensione
C’è poco da dire su “Transporter: Extreme”, un sequel che supera il primo episodio in termini di sfrontatezza e fracasso. Un film che si rivolge soltanto ad uno spettatore che vuole azione senza cervello. Jason Stratham ha il fisico ed il carisma perfetto per questo tipo di personaggio, all’apparenza tranquillo, ben vestito, ma capace di demolire ogni cosa. Le sue peripezie escono fuori direttamente dalle pagine dei fumetti, perché nulla segue i normali vincoli imposti dalle leggi della fisica. Non c’è logica, soltanto pura azione. “Transporter: Extreme” si diverte a mettere il protagonista in situazioni precarie, dalle quali riesce sempre ad uscirne nel modo più improbabile e, forse, impossibile. Luc Besson e gli altri sceneggiatori sono consapevoli di tutte queste assurdità e calcano la mano per il puro divertissement quasi a voler tracciare una parodia dei film d’azione.
“Transporter: Extreme” offre soltanto brevi momenti tranquilli, necessari per far proseguire la trama e qualche dialogo che ben poco serve alla storia, ma che a volte divertono. Buone le scene di combattimento: calci, pugni, arti marziali (in un’occasione il protagonista e il bambino!). Spettacolari ma esagerati gli inseguimenti.
Poca roba il cast, in particolare bisogna segnalare un’imbarazzante prova di Matthew Modine. Sufficiente, invece, quella del nostro Alessandro Gassman.
Luc Besson, regista francese di film di buon livello, è il co-sceneggiatore e co-produttore di “Transporter: Extreme” (ricopriva analoghi ruoli nel precedente “Transporter”). Anche in questo episodio lascia la sedia di regista a Louis Leterrier (questa volta senza la co-regia di Corey Yuen) che conferma le buone qualità di ripresa delle concitate scende di combattimento.
In sintesi, “Transporter: Extreme” è il classico film d’azione privo di profondità. La trama è del tutto in secondo piano rispetto all’azione che, per fortuna, offre scene di lotta ben coreografate.

Voto: 60%


domenica 3 luglio 2011

MARIO BORGIOTTI GENIO DEI MACCHIAIOLI (VIAREGGIO)

Macchiaioli in mostra a Viareggio
Se il valore dell’arte è intrinseco, la sua conoscenza avviene grazie all’apprezzamento di critici e collezionisti spesso legati agli artisti stessi. Ci sono state in passato figure importanti che hanno dato valore a determinate correnti e sono state il fulcro di intere culture, grazie al loro occhio vigile e alla capacità di distinguere il capolavoro dalla semplice opera comune.
Mario Borgiotti è stato di certo uno dei personaggi più rappresentativi in questo senso, capace di influenzare la cultura a lui contemporanea, è stato per oltre quarant’anni il punto di riferimento di grandi artisti, in particolare dei Macchiaioli.
Ricostruire la collezione Borgiotti significa ricostruire un periodo storico, compito difficile ma di grande valore, che ha portato alla nascita della mostra “Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista”, curata da Elisabetta Palminteri Matteucci ed organizzata dal Centro Matteucci d’Arte Moderna di Viareggio. Il fondatore Giuliano Matteucci, ha posto come obiettivo del centro quello di ricostruire il panorama artistico che va dall’Unità d’Italia fino agli inizi del nuovo secolo, avendo come linee guida le collezioni di grandi personaggi come Borgiotti, ne viene fuori, quindi, un panorama complesso, in cui gusto personale e cultura generale si fondono.
Sono capolavori della pittura macchiaiola, reperiti da Borgiotti nell’arco di una vita e oggi confluiti nelle più famose raccolte italiane. Il progetto espositivo privilegia la qualità e il significato di quadri esemplari, poco noti o non più visti da tempo, e mira a ricostruire le fasi salienti di un’avventura critica scandita da pubblicazioni esemplari: I Macchiaioli, 1946, Capolavori macchiaioli, 1949, Poesia dei Macchiaioli, 1958, I Grandi pittori dell’Ottocento italiano, 1961, The “Macchiaioli”, 1963, Genio dei Macchiaioli, 1964, La lezione pittorica di Fattori, 1968. Un vasto compendio bibliografico, insomma, arricchito da un prezioso apparato iconografico costituito da dipinti dei quali si era persa ogni traccia. Ed è proprio di questo compendio di indubbio valore storico-documentario, destinato, nel tempo, ad assumere sempre maggior rilievo per gli studi sulla pittura italiana del secondo Ottocento, che intende dar conto la mostra promossa dal Centro Matteucci.
“Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista” riunisce a Viareggio circa 60 opere, indicative del suo gusto raffinato che influenzò la cultura e l’arte del suo tempo. In mostra ci sono quadri come “La scolarina”, “Maremma”, “Episodio della campagna contro il brigantaggio” e “La libecciata a Castiglioncello” di Giovanni Fattori; “L’uscita dalla messa” e “Ospedale del ceppo a Pistoia” di Antonio Puccinelli; “Il Ponte Vecchio a Firenze” e “Bimbi a Settignano” di Telemaco Signorini e tanti altri.
La mostra consente di ammirare alcune opere d’arte di cui si erano perse le tracce o che erano state dimenticate nonostante la grande importanza avuta al tempo, e la cui presentazione al pubblico procede secondo le pubblicazioni dello stesso Borgiotti, che, da appassionato critico qual era, pubblicò moltissimi volumi sull’argomento.


Informazioni mostra “Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista”
Dove: Centro Matteucci per l'Arte Moderna - Via Gabriele D'Annunzio, 22 - Viareggio (Lucca)
Quando: 1 luglio - 13 novembre 2011
Orari (luglio-agosto): 17.00-23.00 (lunedì-venerdì), 10.00-13.00/17.00-23.00 (sabato e domenica)
Orari (settembre): 10.00-13.00/15.30-19.30 (tutti i giorni)
Orari (ottobre-novembre): 10.00-13.00/15.00-19.00 (tutti i giorni)
Prezzo biglietti: n.d.
Telefono: 0584430614 (informazioni e prenotazioni)


LE MIGLIORI SPIAGGE DI MAIORCA

Le spiagge più belle di Palma di Maiorca
Es Trenc - La spiaggia più bella di Maiorca
L’isola di Maiorca ha un tratto di costa sul quale si trova un gran numero di spiagge, calette e baie. Posti dove rilassarsi in totale tranquillità oppure dove fare nuove amicizie. Ci sono, infatti, spiagge lontane dal turismo di massa, poco affollate, dove abbronzarsi in pieno relax e lidi con ombrelloni, sdraio e bar sulla spiaggia dove si rischia di non trovare posto dove sdraiarsi al sole.
In effetti nel considerare le migliori spiagge è necessario prendere in considerazione diversi fattori perché spesso quelle con il mare più bello non sono attrezzate e dunque poco indicate per le famiglie con bambini. Platja de Palma merita un discorso a parte: una lunghissima striscia di sabbia di quasi 4 km di lunghezza, distante circa 15 km da Palma di Maiorca. In realtà, è l’unione di quattro spiagge Ca’n Pastilla, Sometimes, Les Meravelles e S’Arenal. La successione di ombrelloni, lettini e, bar e chiringuitos tutti uguali ne fanno le spiagge più frequentate dell’isola, una marea umana di ragazzi che prendono il sole, fanno sport (c’è un gran numero di palestrati) e cercano di rimorchiare o si organizzano per la serata.

Le migliori spiagge della costa nord-est di Maiorca

  • Cala Tuent - E’ una piccola baia sovrastata dalla parte settentrionale del Puig Major, il monte più alto di Maiorca che discende ripido fino alla costa. Questa caletta è un vero paradiso: la spiaggia è completamente immersa nel verde e il mare è favoloso, ma soggetto a forti correnti e, dunque, non bisogna uscire troppo in mare. La cosa più bella è la tranquillità che offre in ogni momento della giornata.
  • Sa Calobra - Forse anche più bella della vicina Cala Tuent, ma soffre l’enorme afflusso di turisti portati dagli autobus dei tour organizzati.
  • Cala Sant Vicenç - Piccola baia poco di stante da Pollença. Attorno ad essa si è sviluppato un piccolo centro turistico che offre tutti i servizi. Malgrado la deturpante presenza su uno dei promontori dell’omonimo grande albergo, l’atmosfera rimane semplice e molto suggestiva.
  • Port d’Alcudia - Una spiaggia molto attrezzata, ma sempre affollata: un ampio sabbiale con alberi di pino presenti in diversi punti ed un porto dal quale partono le crociere e i tour organizzati, nonché le barche dei pescatori. Nonostante l’eccessivo afflusso turistico l’acqua è pulita e trasparente, di colore azzurro molto chiaro. La sua organizzazione e i suoi bassi fondali la rendono perfetta come spiaggia per famiglie.
  • Cala Mesquida - E’ una spiagge più incontaminate della parte nord dell’isola. Lunga 300 metri e larga per 130 metri, ha sabbia bianca molto fine. Molto frequentata perché ha un mare meraviglioso anche se, spesso, molto mosso.
  • Cala Torta - E’ una spiaggia molto difficile da raggiungere e per questo motivo è una delle poche spiagge di Maiorca incontaminate e quasi deserte. Amata dai nudisti.
  • Platja de Formentor - Oltre al mare meraviglioso, queata spiaggia si trova in uno degli ambienti naturali più belli di Maiorca. Ad agosto diventa troppo affollata.

Le migliori spiagge della costa ovest di Maiorca

  • Cala Agulla - La migliore spiaggia vicina al centro turistico Cala Ratjada. Finissima sabia dorata, bagnata da un mare blu intenso.
  • Cala Petita - Minuscola (circa 30 m) spiaggia di sabbia mista a ghiaia e pietre più grandi fiancheggiata da scogliere che formano una piccola baia. E’ una delle spiagge più belle dell’isola, caratteristica per le incantevoli rocce di color rosa che fanno da suggestivo scenario.

Le migliori spiagge della costa sud di Maiorca

  • Cala d’Or - Il mare è bellissimo, peccato però che sia sempre affollatissima. Difficile spesso trovare anche un pezzo di spiaggia dove sdraiarsi. La soluzione è arrivare non più tardi delle 9.00 di matina.
  • Cala Figuera -  Una piccola baia che non ha una vera e propria spiaggia. Basta, però, trovare qualche tratto basso di roccia e tuffarsi nel suo mare turchese.
  • Es Trenc - E’ la spiaggia più bella di Maiorca. Tre chilometri di dune e sabbia bianchissima e fine generano uno scenario che non ha nulla da invidiare alle isole caraibiche. Nel 1984 il Governo delle Baleari l’ha dichiarata area naturale protetta e dunque per fortuna non è possibile la presenza né oggi né in futuro di terrificanti strutture alberghiere.

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venerdì 1 luglio 2011

MAGALLUF (MAIORCA)

Magalluf: vita notturna, discoteche, discobar, divertimento e spiagge
Distante 16 km da Palma di Maiorca, Magalluf è senza dubbio una delle località più animate dell’isola, un luogo di villeggiatura popolato da ragazzi, in particolare tedeschi, inglesi ed olandesi, anche se negli ultimi anni si è notato un aumento della presenza italiana. Gli abitanti dell’isola se ne tengono alla larga perché il predominio del turismo britannico ha reso Magalluf una città per nulla spagnola, piena di fast-food, pub e bar dalla cucina britannica, che trasmettono partite di calcio inglese di sera e fanno casino per tutta la notte.
La via principale di Magalluf è il centro della vita notturna con un’infinità di discopub gratuiti o con ingresso a pochi euro (a volte i pr offrono un biglietto con il quale è possibile entrare in più locali). I migliori sono il Boomerangs, il Tokyo Joe, il Mulligan’s Club e il Fusion. l’Office 2. L’unica discoteca di Magalluf è il BCM Planet Dance, una delle più grandi d’Europa.
Un posto sconsigliato alle famiglie, alle ragazze e alle coppie: inglesi che sporcano, urlano (anche negli alberghi), vomitano, spesso protagonisti di risse; ideale se siete alla ricerca di relax di giorno e divertimento di notte, un divertimento fatto di discoteche e caccia alle ragazze: inglesi, svedesi, russe, tedesche e polacche. Attenzione, però, perché gli italiani non sono ben visti.
La spiaggia di Magalluf è, malgrado l’eccessivo turismo, bella, molto spaziosa ed attrezzata. Oltre a numerose file di ombrelloni ci sono zone dove starsene tranquilli con la propria asciugamano.


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METEO RODI

Rodi Grecia meteo
Rodi ha un clima tipicamente mediterraneo, caratterizzato da estati soleggiate e asciutte ed inverni miti. In estate, le temperature meteo di Rodi si mantengono mediamente attorno ai 30°C, anche se nelle giornate più calde si possono raggiungere temperature di 35°C. Il caldo è, però, reso sopportabile dalla bassa umidità e dal meltemi, vento fresco proveniente dal nord, tipico delle isole del Mar Egeo. La temperatura dell’acqua rende possibile il bagno da aprile ad ottobre, variando dai 18°C fino ai 28°C dei mesi più caldi. Le piogge, durante l’estate, sono rare e poco frequenti in inverno, presentandosi più spesso nelle zone montuose dell’isola.



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