venerdì 26 febbraio 2010

MAISON MOSCHINO: UN HOTEL DA FIABA A MILANO

Maison Moschino - MilanoLa casa di moda italiana Moschino, fondata nel 1983 dallo stilista Franco Moschino, apre a marzo 2010 a Milano la Moschino Maison, un concept hotel frutto del progetto capitanato dalla creative director Rossella Jardini e che vede come partner Hotel Philosophy, compagnia alberghiera del Gruppo Mobygest.
La Maison Moschino è situata nell’antica stazione ferroviaria neoclassica di Viale Monte Grappa 12, che fu aperta nel 1840 per la tratta Milano-Monza. La facciata esterna dell’albergo mantiene lo stile neoclassico della struttura, mentre l’interno è stato completamente reinventato seguendo lo stile distintivo di Moschino nel quale il mondo di tutti i giorni è raffigurato con forti sfumature surrealiste. Disposte su quattro piani, le 65 camere e suites sono tutte diverse tra loro, ma legate dal tema delle favole. Dormendo si può sognare e, spesso, i sogni sono fiabe che ci consentono di vivere in prima persona esperienze fantastiche. Al piano terra la hall ed il bar introducono gli ospiti nell’hotel e all’ingresso del ristorante si estende su tutti i piani dell’albergo fino alla terrazza. Nei piani interrati trovano collocazione la SPA e la palestra. Dopo il successo del Clandestino sushi bar di Portonovo del celebre chef Moreno Cedroni, il progetto Clandestino arriva a Milano diventando l’elegante ristorante di Maison Moschino. Il menu comprende piatti creativi per tutti i momenti della giornata attraverso un percorso culinario d’effetto. Il delizioso “Mos kit”, variabile ogni giorno, apre la giornata presentando appetitose combinazioni servite in un prezioso cofanetto che riproduce, con gusto ed ironia, una scatola di scarpe. Anche il resto della giornata è caratterizzato da toni divertenti ed ironici: il pranzo e l’aperitivo, quest’ultimo in versione spazzolino da denti, dentifricio commestibile al gusto di cocco e menta ed il “collutorio” a base di sakè e menta.
Tra i pacchetti esclusivi proposti dalla Maison Moschino ai suoi ospiti ci sono il Tour privato di Milano: una passeggiata per le vie di Milano con una guida personale. I punti d’interesse includono il Duomo, il Castello Sforzesco, Palazzo Reale, il Teatro La Scala e il paradiso degli amanti dello shopping: la Galleria Vittorio Emanuele. Il pacchetto ha un prezzo che parte da €550 ed include 2 notti in camera classic, upgrade gratuito a camera di categoria superiore in base a disponibilità, 1 biglietto per il tour speciale di Milano che comprende la visita al Cenacolo, alla cattedrale del Duomo, al teatro Alla Scala e al Castello Sforzesco (durata di circa 3 ore).


GLI OSTELLI PIU' ECOLOGICI DEL MONDO

Gli ostelli più ecologici del mondoDormire in ostello è una delle soluzioni più scelte dai giovani di tutto il mondo. Un soggiorno economico e ideale per chi vuole fare amicizie in modo semplice. Il sito di prenotazione di ostelli HostelsClub ha pubblicato una guida sugli ostelli che oltre al low cost ed al divertimento si sono interessati all’impatto ambientale: dalle semplici lampadine a basso consumo alla produzione in casa di energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici. Questi eco-ostelli possono fregiarsi della “green key”, il marchio internazionale di certificazione per lo sviluppo sostenibile del turismo, rilasciato dalla FEE (Foundation for Environmental Education).

AIG Piero Rotta (Milano - Italia)
Lo storico ostello AIG Piero Rotta di Milano ha realizzato una serie di lavori di restauro per convertire la struttura in un ostello ad impatto zero. I lavori sono stati realizzati con la consulenza del politecnico di Milano effettuando un’attenta analisi che tenesse in considerazione ogni aspetto relativo a bioedilizia, risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Sono stati, ad esempio, installati pannelli fotovoltaici per l’energia elettrica e l’acqua calda, nonché energetiche geotermiche per la refrigerazione in estate. L’ostello si trova in prossimità di Fieramilanocity ed a soli 10 minuti dal nuovo polo fieristico di Rho, in una zona tranquilla ma dalla quale è possibile facilmente raggiungere Milano e gli altri centri interessanti della regione lombarda.

Urbany Hostel (Barcellona - Spagna)
Urbany Hostel (Barcellona - Spagna)L’Urbany Hostel di Barcellona è stato realizzato con una facciata in grado di assorbire il rumore esterno; un sistema di raccolta dell’acqua piovana ed un sistema che consente il riciclo e riutilizzo del 50% delle acque; l’impiego di impianti ad elevata efficienza energetica ed illuminazione a basso consumo proveniente da energia elettrica prodotta da pannelli solari. Un eco-ostello economico ma dotato di tutti i confort: collegamento internet gratuito sia nella zona comune che in modalità Wifi, zona comune con TV, DVD e giochi, accesso alle camere ed agli armadietti con carte magnetiche, piscina e fitness club gratuiti.

High Street Hostel (Edimburgo - Scozia)
Situato in una piccola strada a due passi dalla celebre Royal Mile, nel pieno centro di Edimburgo, l’High Street Hostel è stato aperto nel 1985 e si trova in un antico edificio del XVI secolo. Un ostello economico ed ecologico. La maggior parte dei servizi offerti dall’ostello è gratuita: collegamento internet e Wifi, passeggiate in città, film, noleggio biciclette. L’High Street Hostel punta tutto sull’ecocompatibilità: riesce a contenere le sue emissioni grazie all’acquisto di una foresta di più di 75 ettari, che riesce ad assorbire una quantità di CO2 maggiore di quella prodotta dal suo funzionamento. Inoltre pratica con regolarità il riciclo dei rifiuti e utilizza elettricità ricavata soltanto da fonti rinnovabili.

Sleepzone Hostels (Irlanda)
Sleepzone Hostels (Irlanda)Gli ostelli irlandesi della catena Sleepzone, lo Sleepzone Galway, lo Sleepzone Connemara e lo Sleepzone - The Burren, sono accomunati da ottimi servizi, meravigliose location in contesti naturali e grande attenzione e rispetto agli standard ambientali. Viene utilizzata energia elettrica prodotta esclusivamente da sistemi eolici e pannelli fotovoltaici, lampadine ed elettrodomestici a basso consumo, isolamento termico per evitare inutili dispersioni di calore. Questi eco-ostelli applicano incentivi al trasporto pubblico per i clienti ed aderiscono ai principi promossi dalla campagna Leave No Trace, che punta ad una maggiore sensibilità nei confronti della salvaguardia del territorio irlandese.

4 you Munich Hostel (Monaco - Germania)
4 you Munich Hostel (Monaco - Germania)Nei pressi nella stazione centrale di Monaco, praticamente nel cuore della città, si trova il 4 you Munich Hostel, un ostello che da anni si distingue per il suo impegno nel rispetto dell’ambiente. Il 4 you Munich Hostel utilizza una serie di tecnologie per migliorare l’efficienza in ambito ecologico: pannelli solari, materiali d’arredo ecologici, sistemi per ridurre al minimo il consumo di energia elettrica, acqua e detergenti compatibili con l’ambiente ed un efficiente sistema di raccolta differenziata al quale i clienti devono rigorosamente attenersi. L’ostello è ben collegato ed è raggiungibile con facilità dall’aeroporto di Monaco, tramite la metropolitana che porta direttamente alla stazione centrale.

Zurich Youth Hostel (Zurigo - Svizzera)
Zurich Youth Hostel (Zurigo - Svizzera)In un tranquillo quartiere della periferia di Zurigo (dal centro 20 minuti di tram ed una breve camminata) si trova lo Zurich Youth Hostel, uno degli eco-ostelli più puliti e moderni al mondo, ricavato dal restauro di un edificio degli anni ’60. Lo Zurich Youth Hostel può vantare numerosi riconoscimenti nel campo dello sviluppo economico e sociale, ma in particolare per l’impegno profuso in campo ambientale. Ha ottenuto il Capricorn Label ed il marchio ambientale dell’UE, che certificano un’importante riduzione nei consumi di energia, acqua e rifiuti, nonché l’utilizzo di materiali ecologici. Il rispetto dei massimi livelli di standard relativi alla ecocompatibilità ambientale non lo privano di tutti gli aspetti relativi ai confort ed i servizi offerti.

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mercoledì 24 febbraio 2010

SCOPERTO UN DIPINTO INEDITO DI VAN GOGH

Van Gogh - Le Blue Fin MillUn team di esperti del Museo Van Gogh ha scoperto ed accertato l’autenticità di un dipinto inedito del pittore olandese, “Le Blute-Fin Mill”, finora sconosciuto e conservato, o meglio, dimenticato in un deposito del Museo de Fundatie di Zwolle. Il quadro, datato 1886 e disegnato su una piccola tela era stato lasciato dal 1984 all’interno di un deposito del museo della cittadina olandese di Zwolle. Raffigura un mulino a vento, da qui il titolo “Le Blute-Fin Mill”, con a fianco una scala dalla quale scendono e salgono uomini. L’annuncio ufficiale del ritrovamento è stato dato soltanto adesso dal Museo Van Gogh di Amsterdam, dopo aver eseguito una lunga serie di analisi scientifiche che ne ha confermato l’autenticità e l’attribuzione al pittore olandese.
L’opera fu acquistata nel 1975 dal collezionista e studioso d’arte Dirk Hannema, fondatore del Museum de Fundatie di Zwolle, in un’asta a Parigi, dove non venne però presentato come realizzato da Van Gogh. Il collezionista morì nel 1984 e da allora i suoi eredi non hanno dato molta importanza al quadro, tanto da conservarlo in un deposito. Da domani “Le Blute-Fin Mill”di Van Gogh sarà esposto in mostra al Museum de Fundatie di Zwolle.


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE BOICOTTATO DAI CINEMA

Alice nel paese delle meraviglie boicottato dai cinemaLa catena di cinema Odeon & UCI Cinemas Group, una delle più importanti d’Europa (110 sale nel Regno Unito e 22 in Italia), ha annunciato l’intenzione di ritirare dalle sale cinematografiche di Gran Bretagna ed Italia il film “Alice nel paese delle meraviglie”, ultima creatura del regista Tim Burton. Una protesta nei confronti della Walt Disney, intenzionata a far uscire la versione in DVD e Blu Ray in 3D soltanto tre mesi dopo l’uscita cinematografica, invece delle classiche 17 settimane. Il network Odeon ha puntualizzato che il film sarà invece proiettato nei cinema in Austria, Germania, Portogallo e Spagna, nazioni in cui la Disney rispetterà le uscite in home video. Gli studios americani hanno annunciato da qualche settimana la loro intenzione di mettere in vendita il dvd in 3D del film soltanto tre mesi dopo la sua uscita nelle sale, invece delle 17 settimane abituali. Un danno economico per le sale i cui proprietari temono che gli spettatori non vadano al cinema, aspettando invece l’uscita in home video.


martedì 23 febbraio 2010

CARAVAGGIO IN MOSTRA ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE (ROMA)

Caravaggio - Scuderie del Quirinale - RomaUna mostra dal titolo semplice, “Caravaggio”, realizzata nel pieno delle celebrazioni dei 400 anni della morte dell’artista lombardo, offre ai suoi visitatori un insieme di opere disposte secondo un criterio lineare ma ben disciplinato. L’esposizione raccoglie, infatti, le sole opere ufficialmente riconosciute dagli studiosi dell’arte come figlie del Caravaggio, al secolo Michelangelo Merisi. Un percorso museale che si svolge in una sede importante, le Scuderie del Quirinale (Roma). Opere dell’intera carriera artistica di Caravaggio mostrate non in ordine cronologico, bensì accostandole per tematiche. Una serie di confronti mai proposti in passato che vedono, ad esempio, “Ragazzo con il canestro di frutta”, fondamentale esempio del suo periodo giovanile, assieme a “Bacco degli Uffizi”, un giovane che cattura il visitatore con sguardo languido ed un bicchiere di vino. Se non bastasse, nei suoi pressi giace un canestro di succulenti frutti. Entrambi i giovani mostrano una sessualità dai contorni ambigui ed una velata allusione nell’offrire se stessi assieme ai prodotti di Madre Natura. Ambiguità che sottintende la stessa identità sessuale, tanto che, nel caso del “Ragazzo con il canestro di frutta”, chiamato anche “Il fruttarolo”, in un primo momento fu intitolato “La fruttarola”, sintomo del carattere sessuale del soggetto non identificabile. 24 opere di indiscusso valore provenienti da istituzioni museali di tutto il mondo, alcune delle quali per la prima volta in esposizione al di fuori degli usuali confini: lo sguardo tenero e malinconico de “Il suonatore di liuto” dall’Ermitage di San Pietroburgo; “I musici” dal Metropolitan Museum di New York, risalente al periodo di massimo successo artistico; le due versioni de “La cena in Emmaus” rispettivamente dalla National Gallery di Londra e dalla Pinacoteca di Brera; “Amor vincit omnia” dalla Gemaldegalerie di Berlino, un ritratto sconveniente dell’amore che scandalizzò il cardinale Borromeo; le tre versioni del San Giovanni Battista; “L’annunciazione” proveniente dal Museo di Nancy, restaurata per l’occasione grazie ad progetto italo-francese; “La canestra di frutta”, commissionata dal cardinale Francesco Maria Del Monte per regalarlo al cardinale Federico Borromeo di Milano, mai uscita dall’Ambrosiana, biblioteca fondata dello stesso Borromeo.
La mostra “Caravaggio” presso le Scuderie del Quirinale di Roma, ideata da Claudio Strinati e curata da Francesco Buranelli e Rossella Vodret, è organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Roma.
Il catalogo della mostra, edito da Skira, è il frutto di studi realizzati da illustri studiosi del Caravaggio assieme ai membri del Comitato Nazionale per le celebrazioni caravaggesche.

Info
Sede: Scuderie del Quirinale - Via XXIV Maggio, 16 - Roma
Periodo: 20 febbraio - 24 maggio 2010
Orari: 10.00-22.30 (venerdì e sabato), 10.00-20.00 (altri giorni), lunedì chiuso
Ingresso: €10,00 intero - €7,50 ridotto - €4,00 (studenti in gruppi scolastici)
Tel: 0639967500 (infos e prenotazioni)
Note: l’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.

Libri 3x2


lunedì 22 febbraio 2010

BAFTA 2010 - I VINCITORI

BAFTA 2010 - I vincitori“The Hurt Locker” della regista Kathryn Bigelow è il trionfatore assoluto dei BAFTA 2010, gli Oscar del cinema britannico. Il film, già da tempo in DVD e Blu Ray dopo un’uscita in sordina nelle sale cinematografiche, ha battuto “Avatar”, il film con il maggior incasso nella storia del cinema mondiale. Sei premi, tra i quali quelli più importanti di miglior film e miglior regia, hanno assegnato al film il ruolo di leader da battere ai prossimi Oscar 2010 che si terranno il 7 marzo. “The Hurt Locker” è un film sulla guerra in Iraq, più precisamente su un gruppo di artificieri americani che si avventura nelle strade alla ricerca di ordigni da neutralizzare sempre in pericolo di un attacco a sorpresa. Due curiosità: Bigelow è la prima donna a vincere il un premio BAFTA 2010 per la migliore regia ed è inoltre l’ex moglie di James Cameron, regista di “Avatar”, film che si deve accontentare di due premi tecnici (miglior scenografia e migliori effetti visivi). “The Hurt Locker” vince anche il premio per la migliore sceneggiatura originale (Mark Boal), miglior montaggio (Chris Innis e Bob Murawski) miglior fotografia (Barry Ackroyd) e miglior sonoro (Ray Beckett e Paul N.J. Ottosson). “Il profeta” del regista francese Jacques Audiard vince il premio di miglior film in lingua straniera. I premi BAFTA 2010 per gli attori sono stati vinti da Colin Firth, miglior attore per “A Single Man”, pellicola d’esordio di Tom Ford; Carey Mulligan, miglior attrice per “An Education”; Mo’Nique, miglior attrice non protagonista per “Precious” di Lee Daniels; Christoph Waltz, miglior attore non protagonista per “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino. Infine, Kristen Stewart, protagonista della saga di "Twilight", vince il premio del pubblico come miglior attrice emergente. Il premio alla carriera è andato invece all’attrice britannica Vanessa Redgrave.
Segue la lista di tutti i vincitori del BAFTA 2010:

Miglior film
The Hurt Locker, regia di Kathryn Bigelow
Migliore regista
Kathryn Bigelow - The Hurt Locker
Miglior attore protagonista
Colin Firth - A Single Man
Miglior attrice protagonista
Carey Mulligan - An education
Miglior attore non protagonista
Christoph Waltz - Bastardi senza gloria
Miglior attrice non protagonista
Mo’Nique - Precious
Miglior sceneggiatura originale
Mark Boal - The Hurt Locker
Miglior sceneggiatura adattata
Jason Reitman e Sheldon Turner - Tra le nuvole
Miglior film in lingua straniera
Il profeta, regia di Jacques Audiard
Miglior film di animazione
Up, regia di Pete Docter e Bob Peterson
Miglior film britannico
Fish Tank, regia di Andrea Arnold
Miglior cortometraggio
Martina Amati, James Bolton - I do Air
Miglior cortometraggio di animazione
Sally Arthur e Emma Lazenby - Mother of Many
Miglior debutto di uno scrittore, regista o produttore britannico
Duncan Jones, regista di “Moon
Miglior colonna sonora
Michael Giacchino - Up
Miglior fotografia
Barry Ackroyd - The Hurt Locker
Miglior montaggio
Chris Innis e Bob Murawski - The Hurt Locker
Migliore scenografia
Rick Carter, Kim Sinclair, Robert Stromberg - Avatar
Migliori costumi
Sandy Powell - The Young Victoria
Miglior sonoro
The Hurt Locker
Migliori effetti speciali
Richard Baneham, Andrew R. Jones, Joe Letteri, Stephen Rosenbaum - Avatar
Miglior trucco
Jenny Shircore - The Young Victoria
Premio Orange per la miglior stella nascente (votato dal pubblico)
Kristen Stewart
Premio alla carriera “Academy Fellowship”
Vanessa Redgrave


domenica 21 febbraio 2010

FESTIVAL DI BERLINO 2010: I VINCITORI

Festival di Berlino 2010 - I vincitoriL’Orso d’Oro della 60ma edizione della Festival di Berlino (Berlinale 2010) viene vinto dal film “Miele” (“Bal) del regista turco Semih Kaplanoglu. Bal è l’ultimo capitolo di una trilogia, dopo “Uovo” (“Yumurta”) del 2007 e “Latte” (“Sut”) del 2008, attraverso la quale Kaplanoglu esplora le difficoltà e le sofferenze dovute all’allontanamento forzato dal proprio paese natale. Roman Polanski vince l’Orso d’Argento per la migliore regia. Il premio che il regista del film “The Ghost Writer” non potrà ritirare perché ancora agli arresti domiciliari in Svizzera in seguito al mandato di cattura emesso dagli Stati Uniti per aver avuto rapporti sessuali con una minorenne nel 1977. Il Gran Premio della giuria va al regista romeno Florin Serban per il film “Se voglio fischiare, fischio”. L’Orso d’argento per il migliore attore è andato, ex aequo, ai russi Grigori Dobrygin e Serguei Puskepalis interpreti nel film "How I Ended This Summer" del regista Alexei Popogrebsky. Migliore attrice è invece la giapponese Shinobu Terajima per "Caterpillar" di Koji Wakamatsu.
Segue la lista di tutti i vincitori del Festival cinematografico di Berlino assegnati dalla giuria internazionale presieduta presieduta dal regista tedesco Werner Herzog:

Orso d’Oro per il miglior film
Miele, regia di Semih Kaplanoglu
Gran Premio della giuria
Se voglio fischiare, fischio, regia di Florin Serban
Orso d’Argento per la miglior regia
Roman Polanski - The Ghost Writer
Orso d’Argento per il miglior attore
Grigoriy Dobrygin e Sergei Puskepalis - How I ended this summer (ex aequo)
Orso d’Argento per la miglior attrice
Shinobu Terajima - Caterpillar
Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura
Wang Quanan e Na Jin - Apart Together
Orso d’Argento per il miglior contributo artistico
Pavel Kostomarov per la fotografia di “How I ended this summer”
Premio Alfred Bauer
If I want to whistle, I whistle, regia di Florin Serban
Premio per l’opera prima
Sebbe, regia di Babak Najafi
Orso d’oro per il miglior cortometraggio
Händelse Vid Bank, regia di Ruben Östlund
Berlinale Camera
Yôji Yamada


giovedì 18 febbraio 2010

DOVE TV, IL NUOVO CANALE SKY DI VIAGGI

Dove TV SkyDa oggi, 18 febbraio, sui canali satellitari Sky iniziano le trasmissioni di “Dove TV”, un canale interamente dedicato al mondo dei viaggi. Il canale nasce come versione televisiva del mensile di viaggi Dove, del gruppo editoriale RCS. Nel primo anno di attività sono state annunciate 450 ore di programmazione. Il 75% sarà composto di programmi del mondo televisivo estero, importati e tradotti in italiano. Il restante 25% sarà prodotto “in casa” da Digicast, divisione televisiva di RCS. Tra i programmi più interessanti “Italia segreta”, in onda ogni sabato alle 21.00: Melba Ruffo, modella e conduttrice televisiva dominicana, a bordo di una Peugeout 3008, viaggerà in Italia facendo conosce i luoghi meno conosciuti. Anche i reality faranno parte di “Dove TV”: Il finanziere giramondo, vedrà protagonista Conor Woodman, analista di mercato londinese che, abbandonato il proprio lavoro, farà il giro del mondo con £.25.000 in tasca. Woodman farà di tutto raddoppiare il proprio budget, sfruttando le proprie competenze finanziarie. Ad aprire il palinsesto alle 17.30 ci sarà “I weekend di Samantha”, nel quale, Samantha Brown, viaggiatrice e famosa presentatrice americana, mostrerà i luoghi più belli del mondo in un fine settimana: i quartieri famosi, gli hotel interessanti, i ristoranti dove mangiare, le attrazioni locali da non perdere. “In viaggio con i bambini” mostrerà due genitori in giro per il mondo con i figli alla scoperta delle meraviglie della natura, rilassandosi insieme ai propri figli. Grandi viaggi, grandi tavole” è l’esempio di come viaggiare significhi anche assaporare la cucine di nuovi Paesi. Gli amanti dell’architettura e del design ameranno invece “Città di Cristallo”, nel quale due architetti, Charlie Luxton e Matt Berman, studieranno i grattacieli delle maggiori località del mondo con interviste a famosi architetti come Cesar Pelli e Santiago Calatrava che saranno guide illustri nelle visite ai loro palazzi e le loro strutture d’avanguardia. “Dove TV” sarà in onda sul canale 412 di Sky.


mercoledì 17 febbraio 2010

NOTTING HILL

Notting HillTitolo originale: id.
Nazione: Gran Bretagna, USA
Anno: 1999
Genere: commendia, sentimentale
Durata: 2h04m
Regia: Roger Michell
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: Michael Coulter
Musiche: Trevor Jones
Cast: Hugh Grant, Julia Roberts, Rhys Ifans, Emma Chambers, James Dreyfus, Hugh Bonneville, Gina McKee, Tim McInnerney, Mischa Barton, Richard McKabe, Roger Frost, Henry Goodman, Julian Rhind-Tutt


Trama
Will Thacker è il proprietario di una piccola libreria che vene libri di viaggi nel celebre quartiere londinese di Notting Hill. Will è divorziato, al momento single, e divide un appartamento con un suo amico pittore. Quando nel suo negozio entra in incognito Anna Scott, una celebre attrice americana, la vita di Will è destinata a cambiare. I due si innamorano, ma è difficile consolidare il loro legame, perché i loro mondi sono troppo diversi.

Recensione
“Notting Hill” segue fedelmente i canoni della commedia sentimentale, ripercorrendo i sentieri romantici di “Quattro matrimoni e un funerale”, film con il quale condivide attore protagonista, Hugh Grant, e sceneggiatore, Richard Curtis. La storia, seppur chiaramente studiata per colpire al “bottegino”, ha il pregio almeno di non scandere nella banalità grazie ad una brillante comicità british che caratterizza dialoghi e gran parte dei personaggi. Hugh Grant si trova decisamente a suo agio nel ruolo di Will, single timido ed impacciato, tendente all’innamoramento ma mai troppo passionale e deciso a dimostrarlo. Un uomo comune, dai modi gentili, un sognatore che però cerca di rimanere con i piedi per terra. Julia Roberts gioca bene il ruolo dell’attrice americana di successo, alla ricerca di una vita ed una relazione amorosa ordinaria, lontana dai flash dei paparazzi. Ma è Rhys Ifanss a regalare il personaggio più divertente: Spike, pittore e coinquilino di Will, è rozzo, irresponsabile, trasandato. L’amico superfluo e imbarazzante che però chiunque vorrebbe avere. Importanti sono inoltre i ruoli interpretati da Tim McInnerny e Gina McKee: Max, il miglior amico di Will, e sua moglie Bella, su una sedia a rotelle per un banale incidente. L’amore ordinario di questa coppia fornisce uno sguardo più realistico dell’amore, in contrapposizione con la storia di Will ed Anna, ancora impregnata di innamoramento ed entusiasmo.
“Notting Hill” è dunque una commedia delicata e briosa con dialoghi, in alcuni frangenti, esilaranti. Scene che hanno il sapore della vita quotidiana, tra cene in famiglia e passeggiate romantiche. Pur non riproducendo la comune realtà, non è mai troppo eccessivo da apparire inopportuno. Una storia d’amore che vive di incontri successivi. Può apparire un po’ tirata per le lunghe, ma se i suoi protagonisti sono un timido un po’ troppo romantico e una ragazza introversa e riservata, non è che, al meno in questo caso, specchio di vita reale. Troppo spesso nel cinema, i protagonisti passano, in un attimo, dal primo bacio a condividere il letto.
Ottima colonna sonora, regia senza infamia e senza lode, interessante location londinese e buona alchimia tra i due protagonisti: “Notting Hill” offre cose semplici, ma lo fa in modo gradevole e divertente. Non troppo realistico, ma neppure banale.

Voto: 75%

Trailer “Notting Hill”


lunedì 15 febbraio 2010

MELISSA SATTA NUDA

Melissa Satta a seno nudo per Sport Illustrated
Melissa Satta, ex velina di “Striscia la notizia” e fidanzata di Bobo Vieri, ha posato nuda per il magazine americano “Sport Illustrated”. La splendida sarda è stata inserita nella sezione “Soccer Wags”, ovvero “Le compagne dei calciatori” dove mette in mostra il suo corpo senza veli. Dal video e dalle immagini non sembra vero, in quanto si vede Melissa Satta con una succinta e sexy maglietta dell’Italia ed un microscopico slip giallo. In realtà, si tratta soltanto di disegni, esempio di “body painting”: Melissa è completamente a seno nudo!
Dopo essere stata scartata durante i provini per “Victoria’s Secret”, si è rifatta approdando sulle pagine di quello che viene considerato il magazine sportivo più glamour.
Un nudo sexy e non volgare che vede protagonista Melissa Satta, un servizio che anticipa i prossimi Mondiali di Calcio 2010. Infatti, oltre a lei sono state ritratte anche altre compagne di sportivi famosi: Sarah Brandner, Abbey Clancy e Bethany Dempsey. Adesso anche gli americano conosceranno la sua immensa bellezza!


ROY LICHTENSTEIN IN MOSTRA A MILANO

Roy Lichtenstein in mostra a MilanoRoy Lichtenstein, artista americano tra i più celebri esponenti della Pop Art, è in mostra a Milano alla Triennale di Milano dal 26 gennaio al 30 maggio 2010. Un’importante mostra antologica curata da Gianni Mercurio, esperto di arte americana del Secondo Dopoguerra, e realizzata in collaborazione con The Roy Lichtenstein Foundation, la mostra racchiude oltre cento opere, la maggior parte di enormi dimensioni, oltre a numerosi disegni, collages e sculture provenienti da prestigiose istituzioni museali e collezioni private di tutto il mondo, tra le quali il Ludwig Forum di Aachen, il Ludwig Museum di Colonia, il Louisiana Museum di Copenaghen, il Moderner Kunst Museum di Vienna, il Whitney Museum e il Gugghenheim Museum di New York, the Broad Art Foundation di Los Angeles. La mostra, dal titolo “Roy Lichtenstein - Meditations on Art” è suddivisa in sezioni tematiche, comprendenti tutta la carriera artistica di Lichtenstein dagli anni ’50 agli anni ’90. Come afferma Gianni Mercurio: “Lichtenstein non cita gli originali ma le proprie versioni di quelle immagini. In sostanza, l’autore si auto cita, dando vita ad un processo fino a quel momento inedito: il citazionismo dell’appropriazionismo”. La mostra, dunque, analizza l’attività di Lichtenstein di rielaborazione dell’arte del passato, filtrata attraverso espressivi di molte correnti artistiche: Cubismo, Espressionismo, Futurismo, Modernismo degli anni ‘30, all’astrazione minimalista, all’Action Painting, e ai generi del paesaggio e della natura morta. La mostra inizia dai suoi primi lavori degli anni ‘50 meno conosciuti (molti per la prima volta in esposizione) con i quali l’artista riesaminava iconografie medievali e rifaceva propri, attraverso il suo linguaggio espressivo, dipinti di artisti americani trattando temi cari alla tradizione americana: Far West, i cowboy, gli indiani ed i primi pionieri americani. Negli anni ’60 Lichtenstein rielabora invece opere degli artisti di ispirazioni classica. Il Laocoonte in salsa pop, il fumetto raffigurante “il Sole che nasce” di Pellizza da Volpedo, la serie delle Cattedrali di Rouen di Moneto, “il Nudo disteso” di Picasso. Diversi stili artistici che confluiscono in un'unica arte, la Pop Art. Una rielaborazione attraverso lo stile dei fumetti, dissacrante ma mai oltraggiante, di grandi artisti come Dalì, Cezanne, Carrà e De Koonig. Naturalmente sono esposti i celebri dipinti di Roy Lichtenstein come “Sunrise” (1965), “Figures in Landscape” (1977) e “Girl with Tear” (1977).
Dopo la tappa milanese, la mostra si sposterà a luglio al Ludwig Museum di Colonia, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 3 ottobre 2010. Il catalogo ufficiale della mostra “Roy Lichtenstein - Meditations on Art”, edito da Skira, contiene, oltre all’introduzione di introduttivo del curatore Gianni Mercurio, alcuni saggi critici di Demetrio Paparoni, Annabelle Ténèze, Frederic Tuten e Robert Pincus-Witten.

Info
Sede: Triennale di Milano (Palazzo dell’Arte) - Viale Emilio Alemagna, 6 - Milano
Periodo: 26 gennaio - 30 maggio 2010
Orari: 10.30-20.30 (tutti i giorni), 10.30-23.00 (giovedì), lunedì chiuso
Ingresso: €9,00 intero - €6,50-€5,50 ridotto
Tel: 199202202 - 0455230304 (infos e prenotazioni)
Note: la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra.


DONNA. AVANGUARDIA FEMMINISTA NEGLI ANNI '70 (GNAM - ROMA)

Donna – Avanguardia femminista negli anni '70 (Roma)La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma ospita la mostra “Donna - Avanguardia femminista negli anni 70”, un omaggio all’arte femminista che in quegli anni ebbe come fine principale l’analisi e la diffusione di temi spesso poco conosciuti e confinati dal tabù. Una mostra curata da Gabriele Schor e Angelandreina Rorro e realizzata in collaborazione con il Sammlung Verbund di Vienna, una delle più importanti collezioni museali di arte contemporanea. Dal 19 febbraio al 16 maggio 2010, la mostra “Donna - Avanguardia femminista negli anni 70” mette a disposizione dei visitatori una raccolta di 200 opere di 16 artiste che negli anni ‘70 ebbero il coraggio, per prime, di trattare temi spesso velati dalla mancata apertura nei confronti della donna e del suo universo. Il corpo femminile, l’identità sessuale in opposizione con il potere maschile. Artiste che rischiarono ricercando nuove espressioni artistiche attraverso riferimenti moderni e surrealisti.
La Sammlung Verbund di Vienna, è una collezione d’impresa fondata nel 2004, nella quale si raccolgono artisti di fama internazionale dagli anni ‘70 ad oggi. Si propone due scopi principali: uno performativo e centrato sulle avanguardie femministe ed un altro basato sullo studio e la destrutturazione degli spazi.
Questa la lista delle artiste in mostra: Helena Almeida, Eleanor Antin, Renate Bertlmann, Valie Export, Birgit Jürgenssen, Ketty La Rocca, Suzanne Lacy / Leslie Labowitz, Suzy Lake, Ana Mendieta, Martha Rosler, Cindy Sherman, Annegret Soltau, Hannah Wilke, Martha Wilson, Francesca Woodman, Nil Yalter
Durante il periodo della mostra, più precisamente sabato 17 aprile, presso la Galleria nazionale d’arte moderna, si svolgerà un convegno sulle Avanguardie femministe negli anni ’70.

Info
Sede: Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea - Viale delle Belle Arti, 131 - Roma
Periodo: 19 febbraio - 16 maggio 2010
Orari: 8.30-19.30 (tutti i giorni), lunedì chiuso
Ingresso: €10,00 intero - 8,00 ridotto
Tel: 0632298221 (infos e prenotazioni), 0632298451 (visite guidate)
Note: la biglietteria chiude alle 18.45. Biglietto idotto per i cittadini UE fra i 18 e 25 anni. Gratis per i cittadini UE sotto i 18 e over 65 anni.


venerdì 12 febbraio 2010

AMABILI RESTI

Amabili restiTitolo originale: The lovely bones
Nazione: Gran Bretagna, Nuova Zelanda, USA
Anno: 2009
Genere: drammatico, fantasy, thriller
Durata: 2h15m
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Philippa Boyens, Peter Jackson, Fran Walsh
Fotografia: Andrew Lesnie
Musiche: Brian Eno
Cast: Saoirse Ronan, Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Stanley Tucci, Susan Sarandon, Michael Imperioli, Amanda Michalka, Reece Ritchie, Nikki SooHoo, Andrew James Allen, Rose McIver, Carolyn Dando, Christian Thomas Ashdale, Jake Abel, Charlie Saxton, Anna George


Trama
Norristown, Pennsylvania. Susie Salmon, è una ragazzina di 14 anni appassionata di fotografia ed innamorata di un suo compagno di classe, Ray Singh. Il 6 dicembre 1973, dopo aver finalmente capito di essere corrisposta ed aver fissato un appuntamento per il successivo sabato, Susie, rientrando a casa tagliando per i campi di granoturco, viene fermata dal sig. Harvey, un vicino di casa. Viene convinta ad entrare in un piccolo rifugio sotterraneo da lui stesso costruito, dove la uccide brutalmente dopo averla violentata. Susie si ritrova in una sorta di limbo dal quale osserva la sua famiglia distrutta dal dolore della sua scomparsa, mentre il suo assassino è ancora a piede libero.

Recensione
Dopo il grande successo ed i premi cinematografici della trilogia de “Il signore degli anelli” e di “King Kong”, Peter Jackson si cimenta nella trasposizione di uno dei libri più belli ed appassionanti degli ultimi anni. “Amabili resti”, scritto da Alice Sebold, è la storia di Susie Salmon, una ragazzina che a soli 14 anni, in un freddo pomeriggio del 1973, vede spezzati i suoi sogni e le sue aspettative. La sua tragica morte è il punto di inizio della storia. Susie, si ritrova imprigionata in una “terra di mezzo”, continuando ad osservare la sua famiglia distrutta ed il suo assassino libero ancora di colpire qualche altre giovane innocente vittima. “Amabili resti” rappresenta per Jackson l’opportunità di ritornare ai suoi primi film, rivedendo nel libro di Alice Sebold, la drammaticità del reale, la visione del fantastico e il legame affettivo vissuto dalle protagoniste del suo film “Creature del cielo”. Questa volta però, Jackson, ha la possibilità di sfruttare gli effetti speciali della Weta Digital, con lui per la realizzazione dei suoi capolavori. Il limbo nel quale Susie si trova dopo la sua morte, riportato dalla Sebold come figlio degli stati d’animo della protagonista, rappresentava ovviamente la parte più complessa, forse impossibile, da trasporre in immagine filmica. Attraverso la visione di Jackson diviene un ardito affresco di magrittiana memoria, infarcito di numerosi simbolismi new age. Il quadro è accompagnato dalla colonna sonora prodotta da Brian Eno nella quale spicca, indovinata, la voce di Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins (non a caso, Paul Morley, critico musicale, scrisse alcuni anni fa: “Se Dio esistesse, avrebbe la voce dei Cocteau Twins!”). La dimensione eterea nella quale si trova Susie è una meraviglia onirica, a tratti un po’ eccessiva, ma di sicuro impatto emotivo, influenzata dai sentimenti alterni dell’adolescente: vendetta nei confronti del suo aguzzino e dolore nel vedere la sua famiglia disgregarsi a causa dell’incapacità di elaborare il lutto. “Amabili resti” è fortemente pervaso dal senso di adolescenza troncata in un breve attimo, per il volere di un essere (dis)umano, nel momento per lei più desiderato. Così l’emozione del primo amore, finalmente consapevole di essere corrisposto, e l’attesa del primo bacio non restano che un amaro ricordo. Jackson si perde però nella gestione dei personaggi che se nel libro avevano ognuno un “focal point” all’interno della narrazione, nel film appaiono abbozzati e privi di una reale funzionalità. Indubbiamente era impossibile sistemare tutti gli aspetti del libro in due ore di film (lo stesso Jackson ha affermato che sarebbero state indispensabili 4, 5 ore), ma il ruolo di alcuni personaggi risulta troppo marginale o, peggio ancora, inspiegabile. Si può concedere che la sceneggiatura, scritta da Peter Jackson assieme alla moglie Fran Walsh e la fidata Philippa Boyens, messa in relazione al libro abbia elementi omessi, modificati o addirittura in constrasto, però in alcuni casi tali operazioni portano a risultati che fuorviano e confondono: la fuga spirituale nei campi della California della madre appare più un incomprensibile abbandono del tetto coniugale e Ruth, fondamentale nel libro, diviene quasi comparsa nel film, rendendone vana la presenza se non nella scena del bacio (un omaggio al bacio tra Patrick Swayze e Demi Moore nel film “Ghost”?). “Amabili resti” conferma le doti di Saoirse Ronan, adolescente già nominata all’Oscar come miglior attrice non protagonista per il film “Espiazione”. Saoirse è Susie e tutta la sua dolcezza, intelligenza, drammaticità, freschezza e voglia di vivere. Il volto di questa giovane promettente attrice passa con naturale istinto dalla luce della spensieratezza adolescenziale, al buio dell’angoscia per le sorti della sua famiglia, attraverso il desiderio di castigo per il suo assassino. Mark Wahlberg e Rachel Weisz sono gli interpreti dei genitori di Susie: una coppia riuscita, in grado di trasmettere emozioni sincere, pur se limitati in parte dalla sceneggiatura. Oltre la Ronan, nel cast di “Amabili resti” sono da applausi sia Stanley Tucci che Susan Sarandon. Il primo è il sig. Harvey, vicino di casa dall’aspetto tranquillo che coltiva fiori e costruisce case per bambole, in realtà assassino perverso. Tucci raggiunge il gusto spessore psicologico del personaggio, un uomo comune che nasconde un lato orrendo della sua personalità. Susan Sarandon è la nonna alcolista, piena di gioielli, dai capelli vaporosi ed unghia colorate. In tutte le scene in cui è presente (peccato davvero poche per la qualità dell’attrice e del personaggio) è accompagnata da una sigaretta o da un bicchiere di liquore. E’ il personaggio dissacrante della storia, una nonna moderna e stravagante, ma decisa in tutti i modi a far accettare la morte di Susie. Perché la vita, bene o male, deve continuare.
“Amabili resti” è film è accattivante ed estremamente suggestivo (la scena del “raduno” è quanto di più straziante e commovente si sia mai visto al cinema), caratterizzato da diverse pecche che gli strappano però il titolo di capolavoro. Il film non arriva per qualità al libro (in particolare nel finale poco convincente), non riesce a coglierne né il valore profondamente simbolico, né il rapporto tra il mondo di Susie e quello reale. “Amabili resti” resta tuttavia un lavoro fatto di sincerità e passione, condotto da un regista disposto a rischiare pur di trasformare in cinema un libro che ha amato. La voce di Susie, il suo volto, il suo mondo, non possono lasciare indifferenti. Doloroso e commovente, non c’è cinismo che tenga.

Voto: 80%

Trailer “Amabili resti”


L'ATLETA VITTORIOSO DI LISIPPO RITORNERA' IN ITALIA?

Atleta Vittorioso - LisippoL’Atleta Vittorio, statua bronzea attribuita allo scultore greco Lisippo, è ormai sul punto di diventare un caso giudiziario internazionale. L’opera, contesa tra Italia e Stati Uniti, è oggetto di una richiesta di confisca da parte del gip del Tribunale di Pesaro Lorenza Mussoni. Ritrovata nel 1964 al largo delle acque di fronte la città Fano, la statua era poi finita in circostante poco chiare nel 1974 al Getty Museum di Malibu. Non è tuttavia facile ottenere tale confisca in quanto l’Italia dovrebbe convincere un tribunale americano ad applicare l’ordine, e sono molto complesse le questioni legali implicate in questa circostanza. Il Getty Museum ha annunciato che farà ricorso in Cassazione contro l’ordinanza di confisca, considerandola inesatta sia dal punto di vista procedurale che sostanziale e rende noto che difenderà energicamente la proprietà della statua. Il mese scorso, il Los Angeles Times aveva rivelato l’esistenza di documenti dai quali risulterebbe che il Getty Museum acquistò la statua malgrado il fondatore del museo, il miliardario petroliere Paul Getty, morto nel 1976, fosse consapevole della non chiara provenienza dell’opera. L’Atleta Vittorio è da anni oggetto di acceso dibattito tra il museo e il ministero della Cultura italiano, perché secondo quest’ultimo fu esportata illegalmente dall’Italia. Francesco Rutelli, ex ministro del Ministero dei Beni Culturali, ha espresso gioia e soddisfazione per questa iniziativa: “Si tratta di una decisione di importanza storica, che mette fine alla vecchia stagione del saccheggio del nostro patrimonio archeologico”. Nel 2007 Rutelli firmò un accordo con il Getty Museum che ha già consentito di far rientrare in Italia 40 reperti archeologici trafugati dal nostro paese. Entro la fine di quest’anno, anche la “Statua di culto di una dea”, la cosiddetta Afrodite di Morgantina, in Sicilia, ad Aidone, assieme agli argenti trafugati da quella antica città.


LA SCRITTA "HOLLYWOOD" RISCHIA DI SPARIRE PER SEMPRE

HollywoodUna grave minaccia incombe sulla città di Los Angeles. Uno dei suoi simboli, la celebre scritta “Hollywood” che campeggia sul Cahuenga Peak potrebbe essere abbattuta perché il terreno, circa 60 ettari, è in vendita. Il terreno fu acquistato nel 1940 dall’industriale Howard Hughes per costruire una casa per sua moglie Ginger Rogers, celebre compagna di ballo di Fred Astaire. Quando il loro rapporto finì, Hughes mantenne la proprietà della collina fino al 2002, quando l’ha venduto ad un gruppo di investitori che nel 2007 l’ha rimessa sul mercato. Secondo il Los Angeles Times, un gruppo non profit sta cercando di reperire i 22 milioni di dollari necessari per acquistare la collina. Soltanto così si potrà essere sicuri che la scritta rimarrà lì dov’è per sempre. salvarla dalle ruspe. Attualmente è stata raccolta metà della cifra richiesta, più precisamente 11,7 milioni di dollari. L’acquisto dei terreni di Cahuenga Pea deve essere concluso entro il 14 aprile. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, il gruppo Public Trust for Lands che si batte affinché i parchi rimangano pubblici, ha intenzione di coprire scritta con lo striscione “Save the Peak” (“Salvate la collina”). Per salvare la scritta di Hollywood è nato anche su Facebook il gruppo “Save the Hollywood sign!”.


AVATAR 4D: IN COREA E' REALTA

Avatar 4DChiunque abbia visto “Avatar” in 3D, sappia che già si tratta di storia passata. Tom Oh, presidente della 20th Century Fox Corea il film “Avatar” è stato già proiettato in 4D in tre sale della catena di multiplex coreana CJ-CGV. Malgrado l’alto costo del biglietto, $15.80 (costo di un normale biglietto: $6.90), le sale interessate hanno fatto registrare il tutto esaurito per tutta la durata della programmazione. E’ chiaro che vedere un film in 4D non significa viaggiare nel tempo (il tempo, viene considerato in matematica, come eventuale quarta dimensione), bensì essere al centro di un esplosione di suoni ed odori durante la quale anche le poltrone si muoveranno in base alle scene del film. La proiezione 4D di “Avatar” utilizza più di 30 effetti. Si possono sentire gli odori degli esplosivi, l’acqua spruzzata, le luci laser ed il vento tra i capelli. Tuttavia, “Avatar” non è il primo film ad essere proiettato in 4D, dato che lo scorso anno la CJ-CGV, cominciò con il 4D proiettò il film “Viaggio al centro della Terra” in una sala di 88 posti.
Studio Wonderworld ha annunciato di aver lanciato una troupe specializzata nell’esperienza in 4D e con la collaborazione di Animation Picture Co. prevede di realizzare 10 film in 4D nel 2010.


giovedì 11 febbraio 2010

BEER-BIKE: UNA BIRRA IN BICICLETTA A BERLINO

Beer-bike: una birra in biciclettaAndare in bici in una capitale europea è un’idea realizzabile facilmente, basta rivolgersi ad dei numerosi “rent-a-bike” presenti, ma Berlino offre un’opportunità incredibile e divertente. Nel paese dove la birra spesso sostituisce il latte nella tradizionale colazione, non si poteva non pensare ad un beer-bike, un particolare mezzo di trasporto che può ospitare fino a sedici persone (conducente incluso). La beer-bike è dotata di ogni confort utile per chi non vuole rinunciare alla sua bevanda preferita: un bancone di legno per la birra dal quale si può spillare la birra proveniente da una botte sistemata alla sua base; un lettore CD per ascoltare musica che fuoriesce dalle casse predispose sul tettuccio, utile anche a conservare i propri bagagli; un sedile con volante per il conducente (si spera, sia l’unico astemio). Il costo complessivo del noleggio del mezzo è varia tra gli €80 ed i €130 l’ora, in base al giorno ed al numero di ore. Le bevande non sono incluse: barilotto di birra da 10, 20 o 30 litri al prezzo di €3.5 al litro; soft drinks (acqua, Coca Cola, Fanta e Sprite) 2€ al litro; spumante €10 al litro.
Sono diverse le offerte disponibili:
- “L’altra pinta mattutina”: ogni domenica, dalle 10.30 alle 13.00 è possibile girare la città di Berlino con 20 litri di birra e 6 litri di soft drinks.
- “Berlin Marathon”: cinque ore di beer-bike, inclusivi di 30 litri di birra, 10 litri di soft drinks e 3 bottiglie di spumante.
- “Piccola gita nel Brandeburgo”: un rilassante tour fuori dalla città di Berlino, in una terra piena di laghi, foreste ed incantevoli castelli. Durata indicata: almeno 4 ore. A disposizione 30 litri di birra, 5 litri di soft drinks e 2 bottiglie di spumante.
- “After Work”: disponibile nel taglio da due e da tre ore, è l’ideale per distendersi dopo una dura giornata di lavoro, un ottima alternativa al classico aperitivo.
Per tutte le informazioni, i prezzi ed eventuali prenotazioni delle beer-bikes, è possibile consultare il sito ufficiale BeerBike.de.


mercoledì 10 febbraio 2010

VERONA IN LOVE 2010

Verona in Love 2010Il 13 ed 14 febbraio 2010, ritorna a Verona “Verona in Love 2010”. La sesta edizione del classico evento di San Valentino vede nella città di Verona, legata al mito di Romeo e Giulietta grazie allo scrittore William Shakespeare, la cornice più suggestiva e romantica dove celebrare la festa degli innamorati. Intenso il programma di “Verona in Love 2010” che con il motto “Se ami qualcuno portalo a Verona”, invita tutti a partecipare ai numerosi eventi legati alla manifestazione: teatro, danza, musica, presentazione di libri, visite a musei ed ai luoghi celebri del centro storico di Verona. Nella mattinata di sabato 13, presso la Biblioteca Civica, è di scena il festival “Schermi d’Amore”, una rassegna di cinema sentimentale e melò. “Verona in Love 2010” prosegue con i concerti di “Live in Love”, in piazza dei Signori, con musica jazz ed altro eventi musicali. Al Foyer del Teatro Nuovo si esibiscono il Quartetto Maffei e la RBR Dance Company. Al Filarmonico è di scena l’Opera da tre soldi, mentre all’auditorium della Gran Guardia l’orchestra del Conservatorio si esibisce in un grande concerto sinfonico. Nel weekend, nella centralissima in Piazza dei Signori, viene riproposto “Un cuore da scoprire”, una serie di bancarelle disposte a forma di cuore che piene di prodotti legati al tema dell’amore con il sottofondo di gruppi musicali, spettacoli ed eventi. Domenica 14 febbraio alle 11.30 l’associazione di volontariato il “Club di Giulietta” premia le più belle lettere scritte tra quelle inviate da tutto il mondo al personaggio shakespeariano. Le coppie che vogliono ammirare dall’alto il panorama di Verona e della piazza sottostante con il coreografico grande cuore rosso, possono salire sulla Torre dei Lamberti acquistando un solo biglietto per due. L’entrata alla casa di Giulietta e la visita alla mostra al suo interno, durante il weekend degli innamorati è gratuita. Per una cena romantica, invece, le coppie possono ritrovarsi in uno dei locali che aderiscono all’iniziativa “Due cuori a tavola”. Menu ispirati al tema dell’amore ed estrazioni a premi contribuiscono a rendere più particolare la serata. Per il programma di “Verona in Love 2010” è possibile consultare il sito ufficiale.



martedì 9 febbraio 2010

PARANORMAL ACTIVITY: MEGLIO VIETATO AI MINORI?

Paranormal Activity - Vietato ai minori di 18 anniDopo il primo weekend di programmazione nel quale ha sbancato i botteghini dei cinema italiani (3.6 milioni di euro), “Paranormal activity” è al centro della bufera: il film oltre a provocare la semplice paura, fine di ogni film horror, in realtà ha causato tremori, malori, stati di choc e vomito negli spettatori più impressionabili, in particolar modo bambini ed adolescenti che hanno potuto accedere alla visione del film per la mancanza in Italia del divieto ai minori, anche di 14 anni. Mentre negli Stati Uniti è siglato con la “R” assegnata alle pellicole riservate ai minorenni accompagnati dai genitori, in gran parte dei paesi europei il film è vietato ai minori di 16 anni. Già prima dell’uscita del film i trailer imperversavano nelle reti televisive ad ogni ora ed il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si era lamentato chiedendo la messa al bando del trailer, preoccupato per il figlio terrorizzato da quello spot visto in televisione. Il MOIGE (Movimento Italiano GEnitori) ed il Codacons hanno richiesto che si faccia chiarezza su una situazione che, al momento, sembra essere priva di ogni controllo. L’onorevole Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Infanzia, ha richiesto l’intervento del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi il quale ha evidenziato come secondo la legge il parere della Commissione per la revisione cinematografica non ha previsto divieti in quanto in “Paranormal activity” non ci siano scene di sesso, di sangue o particolarmente violente ed efferate tali da imporre il divieto. Il film, infatti, gioca tutto sull’attesa ansiogena che possa accadere qualcosa che alla fine viene mostrata soltanto in minima parte. In definitiva, il viral marketing che ha contraddistinto “Paranormal activity” sembra non finire mai: nel bene o nel male purché se ne parli!


lunedì 8 febbraio 2010

PROIETTILI SUL TEATRO OSCAR (MILANO)

Giulio Cavalli - Teatro contro la mafiaPotrebbe sembrare il titolo di un’ipotetica versione italiana del film di Woody Allen “Pallottole su Broadway”, ma si tratta di pura cronaca: 23 proiettili inesplosi sono stati ritrovati di fronte la sede del Teatro Oscar di Milano. Un nuovo “avvertimento” dopo il ritrovamento di altri tre proiettili già ritrovati dal direttore di sala nel parcheggio del teatro. Lo spettacolo dell’attore Giulio Cavalli, tratto da un testo di Dario Fo, dal titolo “L’Apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe!” in programma al Teatro Oscar è stato rimandato. Giulio Cavalli vive da tre anni sotto scorta per aver denunciato nomi e cognomi dei mafiosi presenti in Lombardia nel suo spettacolo teatrale “A cento passi dal Duomo”, (titolo che rimanda al film “I cento passi” del regista Marco Tullio Giordana dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato ad opera della mafia) scritto con il giornalista Gianni Barbacetto, direttore dell’Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord. Da allora lettere anonime, scritte minacciose ed una bara disegnata sul muro del teatro Nebiolo di Tavazzano, diretto dall’attore lodigiano. In realtà, Cavalli è un autore che non si risparmia neanche nei confronti della politica e dell’economia tanto che, lo scorso anno, Gianpiero Fiorani fece interrompere la programmazione di un suo spettacolo sulla Antonveneta/BPL.
Il Teatro Oscar ha comunicato che martedì 9 febbraio sarà “aperto per mafia”: una speciale serata, aperta al pubblico, per manifestare piena solidarietà all’attore, contro ogni tipo di censura, sia politica che criminale. Saranno presenti Dario Fo, Eugenio Finardi, Paolo Rossi, Marco Balbi, Enzo Iannacci, Flavio Oreglio, Gian Carlo Dettori, Massimo De Vita, Maddalena Crippa, Andrèe Ruth Shammah e altri esponenti della scena teatrale milanese. Tutti uniti intorno a Giulio Cavalli che salirà sul palco con il suo spettacolo “L’apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofe”. Lo spettacolo riprenderà la normale programmazione dal 10 febbraio. Il teatro non si ferma di fronte a nulla.
Nel video, lo spettacolo “L’apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofe” presentato da Giulio Cavalli al Napoli Teatro Festival Italia 2009


venerdì 5 febbraio 2010

PARANORMAL ACTIVITY

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: horror
Durata: 1h39m
Regia: Oren Peli
Sceneggiatura: Oren Peli
Fotografia: Oren Peli
Musiche: Mark Binder
Cast: Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer, Randy McDowell


Trama
Una giovane coppia si è appena trasferita nella nuova casa nella periferia di San Diego. Lei, Katie Featherston, è una studentessa universitaria e lui, Micah Sloath, lavora come programmatore. La loro potrebbe essere una vita perfetta, ma una serie di strani e minacciosi eventi mette a rischio la loro tranquillità. In particolare, Katie si sente perseguitata fin dall’età di otto anni da un’entità che non le dà pace. Micah convince Katie a filmare con una videocamera digitale ciò che accade durante la loro giornata, lasciandola accesa di notte nella loro camera da letto mentre dormono. Quello che registra la videocamera è davvero inquietante: Katie è sempre più angosciata dalla spirale di eventi spaventosi, mentre Micah è sempre più ossessionato dalla ricerca di una prova filmata di un’attività paranormale.

Recensione
“Paranormal activity” è il perfetto esempio di come si possa realizzare un buon film senza aver a disposizione un budget tale da garantire un cast stellare ed effetti speciali straordinari. “Paranormal activity” è infatti costato appena $15000, frutto delle riprese girate nella casa dello stesso regista Oren Peli, un americano di origini israeliane all’esordio nel cinema (è un ex programmatore di videogames), assieme ad un cast ridottissimo di attori sconosciuti (amici del regista). Bisogna premettere che “Paranormal activity” non è il primo film che si inspira, nel modo di girare, al film “The Blair Witch Project”. La sua realizzazione segue infatti quella di altre pellicole “amatoriali” che hanno trovato successo nelle sale cinematografiche o che hanno trovato un po’ di visibilità soltanto sul web. Il successo di “Paranormal activity”, al di là di quelli che possono essere i suoi meriti, è dovuto alla fortunata coincidenza che ha visto Steven Spielberg entrare in possesso di una copia del film. Il regista è rimasto talmente terrorizzato dal film da terminarne la visione in due giorni. In realtà, “Paranormal activity” è un film estremamente semplice in ogni suo aspetto. La trama si sviluppa sulle vicende quotidiane della coppia, noiose come spesso sono le giornate di chiunque. La regia si suddivide tra le riprese diurne, affidate agli stessi attori che, videocamera alla mano, riprendono tutto ciò che accade nella loro casa (Peli ha affermato di non averli vincolati su particolari tecniche di regia) e quelle notturne della videocamera fissa nella loro camera da letto. I dialoghi sono per lo più banali, avvicinando il film ad un comune filmino amatoriale. Le interpretazioni dei due attori principali sono lontane da ogni possibile nomination a premi cinematografici. I personaggi sono privi di ogni attrattiva: Katie è estenuante nella sua angoscia incessante, e Micah è il classico giovane americano belloccio, stupido e presuntuoso. Infine, la componente splatter, tipica di un film horror, è del tutto assente. Cos’è che allora può affascinare di “Paranormal activity”? Può sembrare assurdo, ma sono tutti gli elementi sopra citati. La genialità e l’orrore di questo film si trovano nel realismo delle interpretazioni e della messa in scena, per quanto siano semplici e banali. Si vede chiaramente come i due attori protagonisti non brillino per qualità, ma, consapevoli di questo, non si preoccupano di lavorare sulla loro recitazione, rimanendo dunque rilassati e naturali tanto da apparire convincenti nella loro genuinità. Se al principio il comportamento di Katie può sembrare legato ai suoi timori riguardanti il suo rapporto con Micah e l’importante decisione di vivere insieme, nel proseguo dei terrificanti eventi paranormali, quando è ormai sull’orlo di un esaurimento nervoso, depressa dalla mancanza di una soluzione ai suoi problemi, non si può non preoccuparsi per il suo benessere fisico e psichico. Il sopraggiungere della notte e del momento in cui i due vanno a dormire nella consapevolezza che qualcosa di brutto sta per accadere è motivo di ansia per lo spettatore. L’atmosfera di realismo di “Paranormal activity” è accentuata dal fatto che i due attori siano degli sconosciuti (sarebbe difficile immaginare la stessa empatia nei confronti di attori famosi). I personaggi sono fedeli a se stessi, le loro decisioni possono essere dai più considerate stupide, ma non sono che una delle possibili reazioni ad uno scenario razionalmente inspiegabile, dal quale neanche la fuga può essere d’aiuto. Tutto ciò produce effetti di disagio e di tensione nei quali lo spettatore è vincolato dalla visione stessa del film. Il buio ed il silenzio poi fanno il resto. La visione notturna di un letto, della sua intimità, della sua imprescindibilità (chiunque deve coricarsi ogni notte nel proprio letto e dormire), in attesa che possa accadere qualcosa, che possa arrivare un’entità (fantasma o demone che sia) è agghiacciante. La tecnica scelta da Oren Peli di scorrere rapidamente le riprese notturne del film fino all’ora esatta in cui sta per accadere qualcosa è snervante: il passaggio dai classici pulsanti “FF” e “PLAY” segna l’inizio dell’incubo. Riguardo al finale del film (che per ovvie ragioni non viene rivelato) è necessario precisare che quello inizialmente pensato da Peli è più in linea con il taglio “amatoriale”, mentre quello suggerito da Spielberg e proposto per le sale cinematografiche è di certo più spaventoso, ma più “commerciale”.
Un suggerimento: non vedete “Paranormal activity” al cinema, in particolare nelle serate del weekend, quando la sala è piena di ragazzini chiassosi. Per immergersi totalmente nell’atmosfera del film è consigliabile vederlo a casa, meglio se da soli o con il proprio partner, meglio ancora nella propria camera da letto, al buio. Capirete perché una porta che sbatte, un’ombra che si muove o una luce che si accende da sola possano davvero spaventare. “Paranormal activity” viola la sacralità della camera da letto ed è proprio quello il tempio perfetto dove immolarsi!

Voto: 80%

Trailer italiano “Paranormal activity”


giovedì 4 febbraio 2010

L'UOMO CHE CAMMINA DI GIACOMETTI: E' PREZZO RECORD

L'uomo che cammina (Giacometti) - RecordAppena otto minuti di frenetica asta tra circa dieci offerenti sono stati sufficienti per decretare il nuovo record di prezzo per un’opera d’arte venduta all’asta. La casa d’aste Sotheby’s di Londra ha infatti battuto la scultura “L’uomo che cammina I” (“L’homme qui marche I”) dell’artista svizzero Alberto Giacometti alla stratosferica cifra di 65 milioni di sterline (oltre 74 milioni di euro), battendo così il precedente record detenuto dal quadro di Pablo Picasso “Ragazzo con la pipa”. “L’uomo che cammina I”, una scultura in bronzo a grandezza naturale (183 cm di altezza), rappresenta l’apice della sperimentazione di Giacometti con la figura umana. Ispirato all’omonima opera di Rodin, “L’uomo che cammina I”, è senza dubbio una delle immagini più conosciute e rappresentative dell’arte di Giacometti tanto da poter essere ammirata sulle banconote svizzere da cento franchi. L’opera, commissionata all’autore nel 1956 per essere installata nella Chase Manhattan Plaza di New York, raffigura un’esile ed indefinita figura umana in movimento, segnata dalle sofferenze della vita moderna, un esempio classico dell’analisi e della raffigurazione di Giacometti dell’esistenzialismo. Da oggi, un anonimo acquirente, potrà contemplarla in prima persona, sperando che possa comunque metterla a disposizione in occasione di eventi ed esposizioni museali.


mercoledì 3 febbraio 2010

NORMAN ROCKWELL CELEBRATO DA GOOGLE

Norman RockwellGoogle celebra oggi la nascita di Norman Rockwell, pittore ed illustratore americano del XX secolo reso famoso dalle oltre 300 copertine da lui realizzate tra il 1916 e il 1963 per la rivista “The Saturday Evening Post”, ritraendo la storia della società americana del secolo scorso. Norman Rockwell ha riportato nei suoi disegni la politica, le guerre, gli scontri razziali e la ricerca dello spazio. A parte le tavole commissionate per le campagne pubblicitarie e governative, il soggetto preferito da Rockwell erano le persone comuni: i ragazzini insolenti e con poca voglia di studiare; le famiglie immerse nelle loro piccole tragedie; i lavoratori in metropolitana, le feste di Natale. Storie comuni raffigurate con un realismo che denota sempre un delizioso romanticismo che rende poetica anche la banalità quotidiana. Nel video alcuni degli splendidi disegni realizzati da Norman Rockwell durante la sua lunga carriera:


martedì 2 febbraio 2010

TIM BURTON PRESIDENTE DI GIURIA A CANNES 2010

Il regista americano Tim Burton, autore di capolavori come “Edward mani di forbice”, “Nightmare before Christmas” e “Big Fish - Le storie di una vita incredibile”, è stato scelto come presidente di giuria per la prossima edizione del Festival di Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. Gilles Jacob, presidente del Cannes film fest, spera che la presenza di Tim Burton possa diffondere l’aria di sogno e di fiaba che hanno caratterizzato la sua produzione cinematografica. In realtà, Burton è stato già presente a Cannes come membro della giuria ufficiale nel 1997 e nella giuria dei cortometraggi nel 2006. Il regista, il cui prossimo film “Alice in Wonderland” sarà nelle sale cinematografiche a marzo, si è mostrato estremamente felice affermando di vivere un sogno divenuto realtà.