domenica 28 giugno 2009

NASTRI D'ARGENTO 2009: I VINCITORI

Nastri d'Argento 2009

I Nastri d’Argento 2009 decretano “Il divo” e “Vincere” come film rappresentativi di questa stagione cinematografica italiana. Il film sulla vita del senatore a vita Giulio Andreotti, diretto da Paolo Sorrentino, si aggiudica infatti ben quattro nastri (regista del miglior film italiano, miglior sceneggiatura, miglior attore protagonista e miglior produttore). Stesso numero di premi sono stato conquistati dal film “Vincere” di Marco Bellocchio: miglior attrice protagonista, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior scenografia. Il film “Gomorra”di Matteo Garrone esce decisamente sconfitto con un premio tecnico (miglior sonoro in presa diretta) ed un premio speciale (Nastro d’Argento dell’anno 2009). A ritirare il premio è stato Roberto Saviano, autore del libro, famoso ormai in tutto il mondo, dal quale è stato tratto il film.
Tra gli attori vince, per il secondo anno consecutivo, Toni Servillo, per la splendida interpretazione e trasformazione fisica nel ruolo di Giulio Andreotti ne “Il divo”. Questo premio rappresenta, insieme a tanti altri vinti in questi ultimi due anni, una vera e propria consacrazione per l’attore casertano, ormai di sicuro il miglior attore italiano in circolazione. Miglior attrice protagonista è Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Ida Dalser, amante segreta di Benito Mussolini. Importante affermazione per Ezio Greggio. Il comico e conduttore televisivo dimostra qualità anche come attore drammatico. Miglior regista esordiente è risultato Gianni di Gregorio per “Pranzo di Ferragosto”, graziosa commedia con protagoniste vispe vecchiette che vivacizzano un caldo e noiso ferragosto al protagonista del film, interpretato dallo stesso regista.
Seguono tutti i vincitori per ogni categoria.

Regista del miglior film italiano
Paolo Sorrentino - Il divo
Miglior regista esordiente
Gianni Di Gregorio - Pranzo di Ferragosto
Miglior attore protagonista
Toni Servillo - Il divo
Miglior attrice protagonista
Giovanna Mezzogiorno - Vincere
Miglior attore non protagonista
Ezio Greggio - Il papà di Giovanna
Miglior attrice non protagonista
Francesca Neri - Il papà di Giovanna
Miglior produttore
Francesca Cima, Fabio Conversi, Maurizio Coppolecchia , Nicola Giuliano e Andrea Occhipinti - Il divo
Miglior soggetto
Fabio Bonifacci - Diverso da chi?, Si può fare
Miglior sceneggiatura
Paolo Sorrentino - Il divo
Miglior fotografia
Daniele Ciprì - Vincere
Miglior montaggio
Francesca Calvelli - Vincere
Miglior scenografia
Marco Dentici - Vincere
Migliori costumi
Maria Rita Barbera - Sanguepazzo
Miglior sonoro in presa diretta
Maricetta Lombardo - Gomorra
Miglior colonna sonora
Paolo Buonvino - Italians
Miglior canzone originale
Baustelle e Valeria Golino, “Piangi Roma” - Giulia non esce la sera
Miglior film europeo
The Millionaire, regia di Danny Boyle
Miglior film extraeuropeo
Gran Torino, regia di Clint Eastwood
Miglior documentario
Gustav Hofer e Luca Ragazzi - Improvvisamente l’inverno scorso
Nastro d’Argento dell’anno 2009
Matteo Garrone, Domenico Procacci e Roberto Saviano - Gomorra
Nastro d’Onore
Ettore Scola
Nastro Speciale 2009 - Commedia
Ex, regia di Fabio Brizzi
Nastri d’Argento Speciali 2009
Raul Bova, come interprete e produttore, l’impegno anche umanitario di 15 Seconds e Sbirri
Piera Degli Esposti - Il divo, L’uomo che ama, Giulia non esce la sera, come non protagonista dell’anno"
Nastro d’Argento per il doppiaggio
Adriano Giannini - voce italiana di Heath Ledger - Il cavaliere oscuro
Nastro Europeo del Ventennale
Andrzej Wajda
Menzione Speciale
Focaccia Blues, regia di Nico Cirasola


venerdì 26 giugno 2009

XIII RASSEGNA SUL GIALLO D’AUTORE

XII Rassegna sul Giallo d'autore - Le signore del noir

Dal 27 giugno al 9 agosto presso il Belvedere Antonio Cederna - Clivo Acilio, a pochi passi dal Colosseo (Roma), ritorna la “Rassegna sul giallo d’autore”, un evento ormai divenuto appuntamento tradizionale che propone di film e libri dedicati ai maestri del giallo e dei suoi generi derivati, dal thriller al noir. Un evento culturale che da più di dieci è tra i preferiti del pubblico dell’Estate Romana. Un’affascinante location, il Belvedere Cederna, dalla quale si possono ammirare alcuni dei più bei monumenti della storia di Roma: dal Colosseo ai Fori Imperiali, dal Campidoglio al Vittoriano. Saranno proiettate durante la rassegna una serie di storiche pellicole che ormai è impossibile godere al cinema e che di rado vengono trasmesse in televisione e sempre ad orari improponibili, nel cuore della notte.
Il titolo di quest’anno, “Le signore del noir”, lascia intendere come principali protagoniste della rassegna siano le donne, sentimentali ma spesso anche spietate, nel ruolo di mogli insoddisfatte, adultere affascinanti, seduttrici ambigue e misteriose, arrampicatrici sociali, assassine crudeli o vittime innocenti. Sull’argomento è allestita una mostra cinematografica curata dal critico Ernesto G. Laura, con informazioni biografiche, filmografie, curiosità, foto e cronache del periodo. La mostra è suddivisa in sei sezioni: “La vittima”, “La pupa del gangster, “La dark lady”, “La spia”, “Le investigatrici” e “Le assassine”. Sono inoltre in mostra costumi degli anni ’30 e ’40, creati dalla sartoria teatrale “Costumearte” che da tanti anni collabora con produzioni per il cinema, il teatro e la televisione.
In programma titoli scelti tra le celebri pellicole del noir che hanno affascinato generazioni di spettatori di tutto il mondo. Film d’autore come “Il terrore corre sul filo” di Anatole Litvak, “La scala a chiocciola” di Robert Siodmak, “Lo straniero” di Orson Welles, “Un angelo è caduto” di Otto Preminger e tanti altri film cult di registi del calibro di Alfred Hitchcock, Ernst Lubitsch, Fritz Lang, George Pollock. Ma l’edizione 2009 della “Rassegna sul giallo d’autore” presenta una selezione di pellicole rare ed alcuni inediti mai distribuiti nel circuito italiano: “La campana del convento”, diretto da Douglas Sirk ed interpretato da Claudette Colbert; “Manicomio” (1946), un film che anticipò i temi del disagio mentale, un mix di melodramma, horror ed analisi sociale all’epoca censurato in Gran Bretagna.
Una rassegna che riporta in auge personaggi creati e sviluppati da splendidi romanzi e che è dunque affiancata da incontri con scrittori ed autori. Inoltre per coloro che al cinema preferiscono i libri è in programma l’appuntamento classico di ogni edizione con “Salotto letterario”, spazio curato dalla “Casa del giallo” e riservato agli amanti del romanzo noir in tutte le sue salse: poliziesco, spy story e thriller. Novità di quest’anno è lo spazio dedicato all’80esimo anniversario della collana “Il Giallo Mondadori” la più antica raccolta di libri di genere che diventarono un fenomeno letterario dell’epoca degli anni ’20 e ‘30. Sono in mostra gli otto romanzi più venduti della storica raccolta Oscar, da tempo rarissimi, ristampati nell’originale veste grafica.
Di sicuro divertimento sono i quattro spettacoli teatrali interattivi che si terranno ogni giovedì alle 20.30, nella formula “Il detective sei tu” curata dall’associazione “Murder party”. Un genere teatrale interattivo che coinvolgerà gli spettatori, chiamati ad interpretare il ruolo del detective e scoprire l’assassino.
Torna l’ottima iniziativa delle “Biblioteche di Roma”: per tutto il mese di luglio, dalle 20.00 alle 24.00, è possibile prendere in prestito libri da una selezione di circa 170 Gialli d’autore.
Il bar della rassegna, curato dalla “en:joy eventi”, offre specialità della casa, cocktail preparati da esperti barman acrobatici, accompagnati da degustazioni di sushi abbinato al classico aperitivo.
La “Rassegna sul giallo d’autore” vede due proiezioni ogni sera (21.30 e 22.30) nell’area da 200 posti. Il costo del biglietto è di €4, ma sono previsti abbonamenti da cinque ingressi (€16), da 10 ingressi (€28) e da 30 ingressi (€65). Gli spazi della mostra sono aperti dalle 19.00 all’1.00.


BREACH - L'INFILTRATO

Titolo originale: Breach
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: thriller
Durata: 1h50m
Regia: Billy Ray
Sceneggiatura: Adam Mazer, Billy Ray, William Rotko
Fotografia: Tak Fujimoto
Musiche: Mychael Danna
Cast: Chris Cooper, Ryan Phillippe, Laura Linney, Caroline Dhavernas, Gary Cole, Kathleen Quinlan, Dennis Haysbert, Bruce Davison, Jonathan Potts, Jonathan Watton, Tom Barnett, David Huband, Catherine Burdon


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Trama
Eric O’Neil è un giovane agente dell’FBI ed un esperto in sistemi informatici. Viene scelto per un importante incarico nella divisione sicurezza interna della compagnia, ma il suo lavoro sembra, a prima vista, piuttosto noioso e poco stimolante: dovrà infatti fare da assistente e tenere d’occhio l’agente veterano, prossimo alla pensione, Robert Hanssen, sospettato di scambio su internet di materiale pornografico. In realtà O’Neil verrà a sapere soltanto in un secondo momento il vero obiettivo della sua missione: indagare e trovare le prove del tradimento di Hanssen che secondo l’FBI ha venduto per venti anni informazioni top secret all’Unione Sovietica.

Recensione
Non aspettatevi inseguimenti, sparatorie, esplosioni in stile “007”, perché “Breach - L’infiltrato” è una spy-story basata su una delicata partita a scacchi tra le personalità dei due personaggi principali, nella quale l’azione lascia il campo alla tensione psicologica ed emotiva. Il film deve per forza mantenere un alto grado di realismo perché narra la vera storia di Robert Philip Hansen, una delle più grosse falle nella sicurezza della storia americana. Per 25 anni Hansen passò ai russi dietro compenso informazioni top secret: nominativi degli agenti del KGB assoldati dall’FBI, il piano di evacuazione del presidente degli USA ed il luogo del nascondiglio in caso di attacco nucleare e tutte le operazioni di controffensiva in queste eventualità.
Molto curata la parte relativa ai dialoghi, tra indiscrezioni e bugie vengono man mano alla luce le complesse dei personaggi. Peccato però che il personaggio di Hanssen venga analizzato a fondo soltanto negli aspetti relativi alla sua bigotteria di facciata, che in realtà nasconde un’ipocrisia immorale. Restano oscure sia le motivazioni per cui Hanssen avrebbe tradito gli Stati Uniti e di conseguenza causato la morte di molti uomini che quelle relative alla sue perversioni sessuali. Chris Cooper si destreggia bene, Robert Hanssen è un personaggio piuttosto complesso, con una doppia vita ben nascosta, dall’alto profilo morale ma in realtà un bieco traditore, capace di ingannare anche i suoi cari. Discreta la prova di Ryan Phillippe, un giovane attore ormai sempre più lontano dalla semplicistica figura di “belloccio”. Buona la colonna sonora curata da Mychael Danna pienamente in linea con l’atmosfera della storia.
“Breach - L’infiltrato” è un film diretto con equilibrio e linearità. Una spy story intrisa di realismo che si rifà ai classici del passato, quando per l’impossibilità di far uso di straordinari effetti speciali, il successo della storia si basava sulla qualità dei dialoghi, sulla psicologia dei personaggi e sulle intense interpretazioni. Pur non raggiungendo appieno queste qualità, “Breach - L’infiltrato” riesce in parte nell’intento. Può risultare un po’ lento, ma mantiene un fascino particolare che molti potranno apprezzare, pur rimanendo convinti che si poteva fare di meglio. Chi è alla ricerca di una spy story ricca di azione, eviti però questo film e cerchi altrove.

Voto: 67%


FACEBOOK DIVENTA UN FILM

Facebook diventa un film.In Italia è uscito “Feisbum”, un film ad episodi che ruotavano attorno a Facebook, ma anche Hollywood realizzerà un film sul più famoso social network del mondo. Questa volta, però, non si tratta di una commedia, bensì della storia della sua nascita ed affermazione su scala mondiale.
Il titolo scelto per il film è, in questa fase di pre-produzione, “The social network” e molto probabilmente sarà prodotto da David Fincher, regista di splendide pellicole, in prevalenza thriller, come “Fight club”, “Seven”, “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Zodiac” e “The game”. Non si tratterà di una commedia, bensì il racconto della storia di Facebook e del suo ideatore Mark Zuckerberg, la cui sceneggiatura è già pronta da molto tempo, scritta da Aaron Sorkin, autore di serie TV americane di successo e alcuni buoni film come “Malice - Il sospetto” e “Codice d’onore”. Sorkin ha riadattato il romanzo “The Accidental billionaires: the founding of Facebook, a tale of Sex, money, genius and betrayal” (tradotto: “Miliardari occasionali: la creazione di Facebook, una storia di sesso, soldi, genio e tradimento”) di Ben Mezrich. Il film sarà prodotto, tra gli altri, dall’attore Kevin Spacey e, secondo la Columbia Pictures, le riprese dovrebbero iniziare entro la fine del 2009. Il personaggio principale, Mark Zuckerberg, molto probabilmente sarà interpretato da Shia LeBoeuf, una scelta che a prima vista sembra ottima, considerando la somiglianza tra giovane attore americano e Zuckerberg. Con più di 200 milioni di utenti in tutto il mondo, Facebook è diventato uno strumento quasi indispensabile per molte persone, affermandosi come un vero fenomeno sociale, tanto che quest’anno è stato l’argomento più trattato per la prova scritta di italiano dai candidati agli esami di maturità.


VILLA D’ESTE (CERNOBBIO) E' IL MIGLIOR HOTEL DEL MONDO

Villa d'Este è il miglior albergo del mondoSecondo la rivista americana Forbes, Villa d’Este è l’albergo più bello del mondo. In questa edizione del 2009 che ha visto in gara dall’inizio 800 tra i migliori alberghi del mondo, per la prima volta l’ambito riconoscimento va ad un resort italiano. Villa d’Este, che si trova infatti a Cernobbio, in riva al lago di Como, ha vinto la concorrenza di hotel meravigliosi come il Peninsula di Bangkok, il Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong, il Four Seasons George V di Parigi o dell’unico albergo a sette stelle del mondo, il Burj al Arab di Dubai. Le valutazioni degli alberghi sono state effettuate esprimendo voti sul servizio offerto, sulla bellezza delle stanze, l’arredamento, la cucina, la posizione, le condizioni climatiche. La villa rinascimentale, costruita nel 1568 come residenza estiva per il Cardinale Tolomeo Gallio, rimase di proprietà della famiglia per circa due secoli. Per molti anni a seguire Villa d’Este fu residenza dell’aristocrazia europea. Nel 1815 divenne proprietà di Carolina di Brunswick, principessa di Galles e moglie del re Giorgio IV d’Inghilterra. E’ nel 1873 che Villa d’Este divenne un albergo di lusso, quando una società formata da un gruppo di uomini d’affari milanesi la trasformò in modo che potesse offrire eleganza e comfort ad una clientela prestigiosa ed esigente. Durante gli ultimi anni Villa d’Este ha subito una completa modifica per poter offrire attrezzature all’avanguardia. Tali innovazioni non hanno avuto alcun impatto sulla struttura interna che conserva inalterato il suo fascino storico: il lusso, la tradizione e lo splendore delle epoche passate sono sempre gli stessi, uniti ai migliori comfort attuali.
L’arredamento delle sale mantiene l’atmosfera del passato con i mobili e gli accessori di gusto raffinato. Le 152 stanze hanno una propria identità, diverse ognuna per spaziosità e stile, ma tutte arredate in modo da ottenere la tipica accoglienza di una dimora privata. I molteplici servizi offerti vengono assicurati da un personale altamente qualificato. Il cibo è preparato da chef di rilievo internazionale e viene offerto nei ristoranti della struttura: Veranda, il ristorante formale, affacciato sul lago, con le vetrate controllate elettricamente; la Terrazza, il ristorante all’aperto, dove, quando il tempo è indulgente, vengono serviti i pasti; il Grill, ristorante più informale, nel quale viene servita la cena; il ristorante giapponese Kisho.
I servizi offerti sono tantissimi: la spiaggia di sabbia riservata agli ospiti; una piscina coperta con palestra, sauna, bagno turco, campo squash e simulatore di golf; una piscina galleggiante sul lago; la piscina per i bambini; gli sport acquatici quali vela, canoa e sci d’acqua; otto campi da tennis; un percorso vita che si snoda nel parco secolare; il centro benessere, dotato di sei cabine con i migliori strumenti idroterapeutici, offre una selezione di massaggi da riflessologia a shiatsu, trattamenti per viso e corpo; diverse sale riunioni con le attrezzature moderne; negozi con una vasta scelta di prodotti dall’abbigliamento al regalo
L’ubicazione dell’albergo è ideale sia per il lavoro che per le vacanze. Cernobbio è lontana dal traffico cittadino ma a breve distanza da Milano, una delle città d’affari più importanti d’Italia e del mondo. Il lago di Como è, invece, un ambiente perfetto dove trascorrere un po’ di tempo in pieno relax. Uno dei migliori momenti è sedere all’ora dell’aperitivo sulla terrazza affacciata sul lago del mondo in attesa del tramonto. La notte invece può essere un momento di divertimento nel “Night Club”, aperto il venerdì e il sabato, con disco music e musica dal vivo; il “Bar Canova”, invece, offre ai suoi ospiti un piacevole piano bar.
Gli ospiti dell’albergo sono personalità dell’alta aristocrazia e del jet set internazionale: regnanti, politici, attori, cantanti. Non certo persone comuni, o meglio persone con un lavoro normale, come si può osservare dalle tariffe non facilmente accessibili. Diventa però normale se si vuole trascorrere un periodo nel migliore del mondo.


MOSTRA SULLA SCAPIGLIATURA A MILANO

Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arteDal 26 giugno al 22 novembre 2009, presso il Palazzo Reale di Milano si tiene la mostra “Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte”. In esposizione 250 opere di 38 artisti appartenenti alla Scapigliatura, un movimento artistico e letterario che nacque a Milano nell’800 subito dopo la proclamazione del Regno d’Italia (1861). Il termine “Scapigliatura” apparve per la prima volta nel titolo di un romanzo di Cletto Arrighi, “La Scapigliatura e il 6 febbraio” del 1862, che racconta la fallita rivolta mazziniana di Milano del 1853. In realtà il termine era già di uso corrente anni prima, facendo riferimento allo spirito bohème degli artisti parigini descritto nel romanzo di Henri Murger “Scènes de la vie de bohème”.
La Scapigliatura si sviluppo in seguito in Lombardia e Piemonte, per poi diffondersi in tutta la penisola. Gli scapigliati erano contraddistinti da un forte spirito di insofferenza nei confronti della cultura tradizionale e il perbenismo conservatore. Erano in forte contrapposizione con il Romanticismo, da loro ritenuto melenso e privo di contenuti reali. La loro ribellione non si limitava però all’arte, ma si trasformò in una vero protesa sociale e politica e la loro arte serviva come strumento per diffondere le loro idee di liberta e giustizia che l’Italia, in quel periodo, sembrava aver abbandonato. Questo impulso di rinascita spirituale, artistica e sociale determinò uno stravolgimento ideologico, artistico e di costume. Gli scapigliati cercarono di trovare il legame tra la realtà fisica e quella spirituale. Uno dei temi più frequenti fu infatti quello della malattia, per molti di loro triste compagna di vita. Nella Scapigliatura, che ebbe mai un vero e proprio manifesto né rappresentò un scuola organizzata, confluirono diverse correnti di pensiero, spesso straniere, configurandosi così come un crocevia della cultura europea.
La mostra “Scapigliatura. Un pandemonio per cambiare l’arte” di Palazzo Reale dunque ospita le opere di questi importanti artisti, tra i quali Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Medardo Rosso e Pietro Troubetzkoy, provenienti da collezioni private ed importanti istituzioni italiane e straniere.
Parallelamente alla mostra, presso la Biblioteca di via Senato sarà approfondita la parte letteraria e giornalistica della Scapigliatura, nella mostra dal titolo “La Scapigliatura e Angelo Sommaruga - Dalla bohème milanese alla Roma bizantina”. Per la prima volta verrà in esposizione il Fondo di Angelo Sommaruga di proprietà della biblioteca: lettere, cartoline, volumi, riviste fra cui “Cronaca Bizantina” e “Forche Caudine”. Durante il periodo delle mostre sulla Scapigliatura, Milano diverrà un palcoscenico per concerti, declamazione di poesie, letture di testi, pièce teatrali e proiezioni cinematografiche. Saranno anche possibili alcuni itinerari nei luoghi classici della Scapigliatura: osterie, caffè ed atelier.

Info
Sede: Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
Periodo: 26 giugno - 22 novembre 2009
Orari: 9.00-19.30 (tutti i giorni), 14.30-19.30 (lunedì), 9.30-22.30 (giovedì)
Ingresso: €9,00 intero - €7,50 ridotto
Tel: 02804062 (infos e prenotazioni)
Note: gli orari sono soggetti a variazione, meglio verificare telefonando. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra.


mercoledì 24 giugno 2009

WRONG TURN

Wrong turnTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2003
Genere: horror
Durata: 1h24m
Regia: Rob Schmidt
Sceneggiatura: Alan McElroy
Fotografia: John S. Bartley
Musiche: Elia Cmiral
Cast: Desmond Harrington, Eliza Dushku, Jeremy Sisto, Emmanuelle Chriqui, Kevin Zegers, Lindy Booth, Garry Robbins, Julian Richings, Ted Clark, Yvonne Gaudry, Wayne Robson, Joel Harris, David Huband


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Trama
Chris sta percorrendo il West Virginia per un importante appuntamento di lavoro, ma a causa di un incidente stradale si ritrova bloccato nel traffico. Così abbandona la statale per cercare una strada alternativa che gli consenta di superare l’incidente e riprendere la statale per continuare il suo viaggio. In un momento di distrazione Chris, però, tampona la jeep di un gruppo di ragazzi ferma in mezzo alla strada con una gomma forata. In cerca di un telefono i ragazzi iniziano a camminare per il bosco rendendosi conto che qualcuno li sta scrutando tra gli alberi.

Recensione
Un gruppo di ragazzi, una strada di campagna e strani personaggi che cercano di ucciderli in tutti i modi. La trama di “Wrong turn” assomiglia, come molti slasher, a quella di “Non aprite quella porta”. Una storia semplice e poco originale, eppure “Wrong turn” ha un ritmo giusto ed un discreto grado di suspense capace di tenere incollato alla poltrona lo spettatore per tutta la sua durata. Anche nella sua parte iniziale, “Wrong turn”, con la triste sequenza dei ritagli dei giornali e le foto delle ragazze scomparse e dei mostri, sembra omaggiare un altro film horror, “La casa dei 1000 corpi”.
Il regista Rob Schmidt conduce la classica caccia alla preda senza eccessive forzature ed inutili virtuosismi stilistici, mantenendo i fatti il più verosimili possibile (nel limite del lecito, trattandosi di un horror). Da un lato i “cattivi”, spinti da un’ancestrale voglia di uccidere, dall’altro il gruppo di giovani che, non appena si rendono conto di essere piombati in un incubo, fanno l’unica cosa da fare: scappare. Buone alcune sequenze di uccisioni in grado di trasmettere, attraverso un’adeguata preparazione e un buon grado di atrocità, la giusta tensione. Il cast si mantiene in linea con il film di questo genere: i personaggi sono stereotipati, belli e mai troppo intelligenti, ma per fortuna raramente scadono nel ridicolo. Spicca senz’altro Eliza Dushku, non solo bella, la tenacia e la voglia di sopravvivere del suo personaggio sono resi in maniera apprezzabile.
Malgrado la trama sia prevedibile, “Wrong turn” è un film che regala inquietudine e paura, con scene pregevoli scene di efferata violenza, un vera manna per gli amanti dello splatter. Un film che genera un discreto coinvolgimento e che dunque è consigliato.

Voto: 67%


martedì 23 giugno 2009

LA GUINNESS FESTEGGIA 250 ANNI

GuinnessIl 2009 è un anno speciale per la birra più famosa d'Irlanda. La Guinness celebra infatti il 250esimo anniversario dal suo insediamento nel birrificio di St. James’s Gate. Era il 1759 quando Arthur Guinness, patriarca della famiglia, firmava il contratto di locazione.
La Guinness Storehouse, stabilimento nel cuore di Dublino ed una delle maggiori attrazioni turistiche in Irlanda, presenta ai suoi visitatori la mostra 250 Exhibition, allestita su un piano (dei sette dell’edificio) interamente riservato all’avvenimento. Tre mesi di festeggiamenti, giugno, luglio e agosto, con circa 90 eventi di musica, letteratura, tour guidati ed esibizioni.
Ogni weekend, la gli ospiti saranno immersi in un ambiente vivace tra musica e danza. Ogni sabato si balla al ritmo della Céilí Mór, tradizionale danza di gruppo irlandese, una festa di musica live con ballerini professionisti. Ogni domenica, il Source Bar presenta una session di musica tradizionale, “seisún”, e altre tradizionali canzoni irlandesi. Gli amanti dell’arte culinaria rimarranno entusiasti nell’assistere alla preparazione di squisitezze gastronomiche a base di Guinnes. Il capocuoco Justin O’Connor infatti offrirà dimostrazioni di cucina dal vivo in “Cooking with Guinness”. Nel “Guinness Variants Tasting Sessions” sarà possibile scoprire il sapore dei differenti tipi di Guinness e imparate l’arte di spillare una pinta perfetta. Anche la storia avrà il suo spazio con “Top 10 golden moments of Guinness History”, ovvero i 10 momenti d’oro della storia della Guinness. Il 19 giugno, il 17 luglio e il 28 agosto alcuni fortunati visitatori avranno la possibilità di conoscere Rory Guinness, discendente diretto di Arthur. Rory racconterà aneddoti sulla storia della sua famiglia, dando risposta ad ogni curiosità.
Questo il programma completo della festa della Guinness:

Ogni lunedì (11:00), Brewery Bar Restaurant, V piano: “Cucinare con la Guinness”.
Ogni martedì (11:00), archivi della Guinness, piano GM: “La classifica dei primi dieci momenti d’oro della storia della Guinness”.
Ogni mercoledì (11:00), Brindiamo all’Arthur Bar, IV piano: “Sessione di degustazione delle varianti della Guinness”.
Ogni giovedì (11:00), II piano: “Mostra sulla pubblicità della Guinness”.
Ogni venerdì (11:00), atrio, piano terra: “Tour Guinness 250”.
Ogni sabato (13:00), Arrol Suite, II piano: “Céilí Mór”.
Ogni domenica (13:00), Source Bar, V piano: “Session di musica tradizionale irlandese”
19 giugno, 17 luglio e 28 agosto (13:00), Brindiamo all’Arthur Bar, IV piano: “Godetevi una Guinness con un Guinness”


lunedì 22 giugno 2009

LA SCONOSCIUTA

La sconosciuta RecensioneTitolo originale: id.
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: drammatico, thriller
Durata: 1h45m
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Massimo De Rita, Giuseppe Tornatore
Fotografia: Fabio Zamarion
Musiche: Ennio Morricone
Cast: Ksenia Rappoport, Claudia Gerini, Michele Placido, Margherita Buy, Alessandro Haber, Clara Dossena, Piera Degli Esposti, Angela Molina, Pierfrancesco Favino, Nicola Di Pinto, Paolo Elmo


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Trama
Irina è una donna ucraina arrivata da qualche anno in Italia. Nel nostro Paese ha dovuto sopportare orrende sofferenze ed umiliazioni. I suoi sono ricordi frammentari ma molto forti. Nel frattempo cerca di rifarsi una vita e, spinta da un’accesa determinazione, riesce a farsi assumere come donna delle pulizie nel palazzo di fronte al suo. Irena lava le scale con impegno e sacrificio, ogni giorno. In realtà ha un altro obiettivo: sta tenendo d’occhio una delle famiglie che vivono nel palazzo, gli Adacher. Irina stringe amicizia con Gina, la donna che si occupa di Thea, la figlia degli Adacher. Quando Gina rimane gravemente ferita in seguito ad una caduta dalle scale, Irina viene assunta dalla famiglia per sostituirla. Un giorno, però, ricompare nella sua vita “Muffa”, un losco individuo che porta con sé le sofferenze e gli orrori che Irina ha dovuto subire in passato.

Recensione
“La sconosciuta” è Irena, una donna dell’Est che vive in una indefinita città del nord Italia. Della sua vita non ci è dato di sapere nulla al principio, se non attraverso qualche breve flashback che proviene dai suoi ricordi, ognuno dei quali sembra conficcarle delle lame con conseguenze dolorose. Il continuo susseguirsi dei flashback accresce il mistero nel quale si trova avvolta questa toccante vicenda. “La sconosciuta” è un dramma a forti tinte noir, descritto in maniera cruda ed angosciante, ma capace di trasmettere profonde emozioni. Argomenti duri, raccontati senza alcuna omissione: il dolore di una vita passata fatta di umiliazioni e sofferenze merita la possibilità di dimenticare e di riprendersi la propria vita. La prova di Ksenia Rappoport è sconcertante, capace di illustrare con minuzia le molteplici sfaccettature di Irina, una donna ambigua e tormentata. Incredibile la metamorfosi fisica di Michele Placido nei panni del disgustoso “Muffa”. L’attore e regista riesce a rendere talmente vivida la crudeltà e l’efferatezza di quell’uomo da riuscire con estrema facilità a ritenerlo peggiore di una bestia. Positiva anche Claudia Gerini che offre una maturità espressiva davvero notevole. Su ottimi livelli anche il resto del cast scelto da Tornatore per “La sconosciuta”: Margherita Buy, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Pierfrancesco Favino e la piccola Clara Dossena, che a soli cinque anni mostra doti recitative interessanti.
Giuseppe Tornatore, decisamente più a suo agio a descrivere ambientazioni che, seppur drammatiche, navigano nel thriller/noir (mediocre infatti fu la sua “Malena”, con Monica Bellucci), dosa con perfetto equilibrio suspense e ed aspetti drammaticiti, illustrando entrambe le caratteristiche della storia con saggezza: nel primo caso attraverso colpi di scena credibili ed inseriti al momento giusto, nel secondo senza mai cadere nel misero desiderio di strappare lacrime ad ogni costo. Tornatore, oltre che regista de “La sconosciuta” ne è anche co-sceneggiatore, e si dimostra prudente nell’addentrarsi in questioni così difficili non mostrando presunzione di voler lasciare giudizi. Lascia infatti che siano le immagini, attraverso la loro crudezza, a raccontare la storia. L’atmosfera nera de “La sconosciuta” viene descritta con grande efficacia dalla bellissima fotografia di Fabio Zamarion. Si evidenzia la scelta dei colori caldi durante i ricordi di Irina relativi al suo amore. Il maestro di musica Ennio Morricone viaggia nella solitudine e nella sofferenza di Irina con musiche angosciose ed asfissianti, realizzando uno splendido connubio tra le note e le immagini.
“La sconosciuta” è un film che commuove, inquieta. Un vortice di emozioni forti che inducono necessariamente alla riflessione.

Voto: 75%


SYDNEY E' LA CITTA' PIU' STIMATA AL MONDO

Sydney - La città più stimata del mondoSecondo un sondaggio realizzato dalla GfK Roper Public Affairs & Media su un campione di 10000 persone in venti diversi Paesi del mondo, Sydney è la città con la migliore reputazione al mondo, in una classifica basata sulla percezione dei consumatori dell’immagine e della reputazione delle 50 metropoli più importanti al mondo. Sul podio anche Parigi e Londra, ma Roma si piazza subito dietro, al quarto posto, lasciando dietro importanti città come Barcellona, Madrid, New York e Vienna.
Il sondaggio intende stimare la percezione di ogni città, fattore che influenza le preferenze delle persone sul luogo dove vivere, lavorare ed andare in vacanza. Non si limita dunque alle bellezze storiche ed architettoniche della città, parametri che influenzano il turismo, bensì la credibilità della città stessa in base a diversi fattori. In primis, nel sondaggio è stato chiesto agli intervistati di esprimersi sulla “presenza” di una città, indice dell’immagine e del contributo che esse apporta alla cultura mondiale ed è Londra a primeggiare in questa categoria. Altra categoria di valutazione è rappresentato dalla “persone” del posto in termini di ospitalità e cortesia. Per gli intervistati è Sidney a primeggiare in questa categoria. La categoria “luogo”, inteso come giudizio della città in termini di clima, monumenti e pulizia, vede Roma al secondo posto dietro Sidney. La Capitale è sul podio, precisamente al terzo posto, nella categoria “vitalità”, dietro Parigi e New York. La categoria “potenziale” che esprime le opportunità lavorative e di studio vede al primo posto Londra seguita da New York. In ultimo, la categoria “pre-requisiti” che valuta la qualità dei luoghi pubblici e le strutture ricettive vede in testa sempre Sidney, seguita da Toronto ed Amsterdam.


IL MUSEO NAZIONALE DELL'ACROPOLI DI ATENE

Dopo anni di continui rinvii (doveva essere pronto per le Olimpiadi di Atene del 2004), il 20 giugno viene inaugurato il nuovo Museo dell’Acropoli, una delle più importanti testimonianze della storia antica della Grecia. Struttura in vetro realizzata dall’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, il museo trova collocazione a 300 metri dall’Acropoli, dalla quale svetta maestoso il Partenone. Si sviluppa su tre piani, su una superficie di circa 15000 metri quadrati ciascuno, in cui sono in mostra oltre 350 resti archeologici e sculture provenienti dall’Acropoli. Costato 130 milioni di euro, messi a disposizione dalla Grecia e dal Fondo europeo di sviluppo regionale, il Museo dell’Acropoli rappresenta un fiore all’occhiello per la Grecia e per favorire le visite e la conoscenza della storia greca, è stato deciso un prezzo irrisorio del biglietto che sarà pari ad un euro.
La cerimonia di inaugurazione è divenuta l’occasione ufficiale per riaccendere le polemiche legate ai marmi del Partenone. La Grecia infatti pretende che il British Museum restituisca ciò che nell’800 fu trafugato dall’Acropoli da un britannico che in seguito vendette quanto in suo possesso al British Museum. Un appello al mondo intero, fatto davanti al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e a leader ed esponenti politici di numerose nazioni accorsi qui per questo importante avvenimento.


domenica 21 giugno 2009

BORDERLAND - LINEA DI CONFINE

Titolo originale: Borderland
Nazione: Messico, USA
Anno: 2007
Genere: horror
Durata: 1h44m
Regia: Zev Berman
Sceneggiatura: Zev Berman, Eric Poppen
Fotografia: Scott Kevan
Musiche: Andres Levin
Cast: Brian Presley, Jake Muxworthy, Rider Strong, Martha Higareda, Marco Bacuzzi, Beto Cuevas, Sean Astin, Damian Alcazar, Roberto Sosa, José Maria Yazpik, Humberto Busto, Francesca Guillen, Alenka Rios, Elizabeth Cervantes, Tomas Goros


Trama
Ed, Henry e Phil sono tre amici in viaggio verso il Messico per passare un breve periodo di vacanza fatta di sesso, droga e divertimento. Dopo l’estate i ragazzi partiranno per l’università e difficilmente in futuro avranno la possibilità di vedersi e stare insieme. Superato il confine, si fermano in una piccola cittadina passando la serata in un night club. I tre sono ignari di essere capitati in un luogo dove una setta pratica sacrifici umani, i cui seguaci vanno in giro alla ricerca di nuove vittime, meglio se americane, da sacrificare. Dopo una notte di bagordi, Ed e Henry si rendono conto che Phil è sparito nel nulla e quando la polizia locale si rifiuterà di intervenire, i due capiranno di essere in grave pericolo.

Recensione
“Borderland - Linea di confine” è un film che si ispira alla vera storia di Adolfo de Jesùs Costanzo, un serial killer fedele alla santeria che uccise 23 persone, anche se la polizia messicana ritrovò oltre cento cadaveri uccisi secondo le stesse modalità.
La santeria è una religione cubana, nata dalla fusione di elementi cristiani con riti tradizionali africani, dovuta all’obbligo alla fede cristiana, pena la morte, da parte degli spagnoli nei confronti degli schiavi africani deportati a Cuba. Il nome deriva infatti dall’eccessivo culto dei santi, che andavano a sostituire quello di Dio.
Costanzo fu influenzato e condotto alla pratica della santeria dalla madre, un’esule cubana. Divenne un’autorità in Messico, un uomo capace di prevedere il futuro, ottenendo la stima (ed i soldi) di numerosi uomini importanti e soprattutto di trafficanti di droga. Costanzo aiutava questi ultimi offrendo una magia che li avrebbe resi invisibili alla polizia. Più che di magia, si trattava di una truffa ben congeniata e facilmente credibile per i narcotrafficanti, un tempo contadini spesso affascinati dalla stregoneria popolare, ed in seguito convertitisi al crimine. Molto probabilmente l’invisibilità era ottenuta attraverso la corruzione di Costanzo nei confronti delle autorità messicane, confermata dalla presenza documentata tra i suoi adepti di poliziotti ed ufficiali. Le pratiche religiose di Costanzo rappresentavano qualcosa di terrificante: cuori, cervello ed organi genitali strappati, arti mozzati, parti della spina dorsale asportati.
La storia di Costanzo, dunque, si prestava alla realizzazione di un horror davvero terrificante (conferma che spesso la realtà supera ogni più terribile finzione cinematografica), con mostruosi elementi da torture porn, tali da far passare film come “Hostel” e “Saw” per giocosi e pacifici horror da ragazzini. In effetti chi è a caccia di siffatti horror si trova subito immerso nel crudo prologo del film attraverso il quale il regista Zev Berman vuole subito mostrare la sorte cui i tre amici protagonisti di “Borderland - Linea di confine” andranno in contro, una sorta di punizione per i loro beceri desideri di vacanza all’insegna di divertimenti fatti di donne facili (chiaramente non americane) e droghe (prodigiosi funghetti allucinogeni). Presentata così, la storia del film si allinea a tante altre già proposte nel genere horror splatter, ma “Borderland - Linea di confine” se ne discosta per la quasi totale assenza di sangue, incipit a parte, giocando tutto sull’attesa di qualcosa che, in realtà, se avviene, lo fa in maniera moderata e poco macabra.
I tre personaggi principali rappresentano il top dello stereotipo: Ed è il bello, deciso a fare della propria vita qualcosa di importante, anche se questo significa dover rinunciare all’università e ad un lavoro sicuro; Henry è invece il dannato ma stupido, sempre alla ricerca di una “femmina” da sedurre e portarsi al letto; Phil, infine, è il classico nerd, ancora vergine e pronto ad essere iniziato al sesso. Anche la bella messicana Valeria non si discosta tanto dalla classica bella ragazza autoctona affascinata e sedotta dal turista. Il cast si mantiene in linea con i classici horror “di cassetta”, se non per il sinistro Marco Bacuzzi e del cantante cileno Beto Cuevas nei panni dell’affascinante e carismatico Santillan. Tra gli attori figura anche Sean Astin che interpretò Samwise Gamgee nella saga de “Il Signore degli Anelli”, irriconoscibile nei panni dell’americano seguace della setta.
“Borderland - Linea di confine” procede, per sua e nostra sfortuna, su ovvi binari che includono anche le classiche insensate scelte dei protagonisti tali da far pensare:“ci sono o ci fanno?”. Poco sangue, poca tensione, poco di tutto. Un film che si allontana ben presto dal genere horror e giunge inesorabile in un finale da action movie, per giunta, neanche appassionante.
In sintesi, “Borderland - Linea di confine” ha una grave colpa: si basa su eventi reali che avevano elementi talmente macabri da consentire una sceneggiatura perfetta per gli amanti dello splatter. Peccato però non attinga affatto a tutto ciò, rimanendo a metà strada tra un thriller poco riuscito ed un action movie poco intrigante. Il film ricorda, per i temi trattati, “Perdita Durango” di Alex De la Iglesia, un strambo gioiellino poco conosciuto, ma che si preferisce almeno per la sua innata originalità.

Voto: 57%


sabato 20 giugno 2009

CODICE: SWORDFISH

Titolo originale: Swordfish
Nazione: USA
Anno: 2001
Genere: azione, thriller
Durata: 1h39m
Regia: Dominic Sena
Sceneggiatura: Skip Woods
Fotografia: Paul Cameron
Musiche: Paul Oakenfold, Christopher Young
Cast: John Travolta, Hugh Jackman, Halle Berry, Don Cheadle, Vinnie Jones, Sam Shepard, Rudolph Martin, Carmen Argenziano, Zach Grenier, Laura Lane, Drea de Matteo, Ilia Voloch, Nick Loren, Camryn Grimes


Acquista “Codice: Swordfish” in DVD (€ 8.99), Blu-ray (€ 17.91) su BOL.it

Trama
Stanley Jobson è uno dei più hacker del mondo. Dopo aver passato due anni in carcere è ormai un uomo solo, senza un lavoro dignitoso ma con il desiderio di riavere sua figlia, la cui custodia è stata affidata dal tributale alla sua ex-moglie, risposata con un produttore di film porno. Ha bisogno di soldi, unico modo per riuscire a strappare la figlia da quell’ambiente poco adatto. L’occasione gli viene offerta dalla splendida Ginger ed il socio di lei Gabriel Shear, ex agente dei servizi segreti americani. Gabriel gli offre dieci milioni di dollari in cambio della sua partecipazione ad piano criminale attraverso il quale intende sottrarre agli stessi servizi segreti un’enorme somma di danaro, necessaria a finanziare un gruppo patriottico da lui costituito per difendere, a suo modo, gli Stati Uniti d’America dal terrorismo internazionale.

Recensione
“Codice: Swordfish” è un film avvincente ed eccitante: feste in locali alla moda, pirateria informatica, potenti auto di lusso, belle donne molto disponibili, esplosioni, inseguimenti, rapine in banca. Dominic Sena, come aveva già fatto con “Fuori in 60 secondi”, punta tutto sull’immagine cercando di adulare e compiacere lo spettatore con scene d’azione adrenaliniche e forti momenti di tensione spesso scanditi da indovinati colpi di scena. Ottimi gli effetti speciali, in particolar modo la straordinaria deflagrazione, la cui intensità viene accentuata da uno slow motion Matrix style. Per fortuna, oltre questa esorbitante sfarzosità visiva, “Codice: Swordfish” offre una sceneggiatura originale fatta di dialoghi ironici ben curati e spesso ironici, ed un cast che rappresenta in maniera convincente i personaggi, ognuno dei quali ricopre un ruolo caratterizzato a tal punto da essere una pedina indispensabile nello sviluppo della storia. Se Hugh Jackman non ha proprio le sembianze dell’hacker esperto, troppo affascinante e troppo dannato, John Travolta conferma le sue doti nell’interpretare l’antieroe carismatico e convinto della sua superiorità. Travolta è in grado di conservare nel suo personaggio quell’ambinguità che rende incerto lo spettatore se parteggiare o meno per lui. E’ l’antierore, ma è davvero lui il “cattivo”? Buono dunque il gioco di ruoli nel quale ogni elemento può essere reinterpretato secondo una chiave di lettura alternativa.
Halle Berry rappresenta il climax della prepotenza delle immagini sugli altri elementi del film: priva di un nutrito copione, l’affascinante attrice americana si limita a trasmettere il suo sex appeal presentandosi con un look sensuale ed elegante, fino a regalare, per la gioia dei maschietti, un generoso topless.
La regia di Dominic Sena è sensazionale: oltre alla già citata scena dell’esplosione, il monologo iniziale di Gabriel Shear (John Travolta) nel quale critica cinema hollywoodiano e la sua incapacità di produrre pellicole con un buon grado di realismo, è memorabile. Sena gioca con l’ampiezza dell’inquadratura limitando al principio la scena con l’alternanza tra primi piani e primissimi piani, non andando dunque oltre il viso di Travolta fino al termine del suo discorso, quando, grazie ad un controcampo allungato, lascia scoprire al pubblica il reale contesto in cui si sta svolgendo l’azione.
La colonna sonora di “Codice: Swordfish” è la ciliegina sulla torta: Christopher Young, uno che ha dedicato gran parte della sua vita a comporre colonne sonore è qui coadiuvato da Paul Oakenfold, uno dei migliori DJ del mondo, che ha realizzato remix di brani di cantanti come Madonna, Justin Timberlake, U2, Massive Attack. I due danno vita ad una colonna sonora esplosiva, in perfetta simbiosi con le immagini del film. Sempre a proposito di immagini, la fotografia di Paul Cameron è volutamente satura e distorta nei colori, uno chiaro stratagemma per amplificare il senso surreale e suggestivo della pellicola.
“Codice: Swordfish” è un film consigliato laddove quello che interessa è rimanere coinvolti in un appassionante e divertente gioco tra guardie e ladri, nel quale poi è opinabile chi sia il vero “cattivo” tra entrambi. Chi avesse da lamentarsi del poco realismo della pellicola, beh, è semplicemente quantro afferma Gabriel Shear nei fotogrammi iniziali del film.
Da segnalare come curiosità, un grave errore di geografia politica presente in “Codice: Swordfish”. In un servizio giornalistico viene ubicata l’ambasciata americana ad Istanbul. In realtà essa si trova ad Ankara, capitale turca. Ad Instabul, al limite, si può trovare il consolato americano: in nome del realismo!

Voto: 74%


giovedì 18 giugno 2009

ROADSHARING: VIAGGI ECONOMICI ED ECOLOGICI

L’autostop ebbe il suo periodo di splendore negli anni ’60 in seguito alla pubblicazione del libro “Sulla strada” di Jack Kerouac. Il libro diventò il manifesto della cosiddetta “Beat generation”. Migliaia di americani iniziarono a fare l’autostop, imitando le gesta di Sal e Dean che girarono l’America chiedendo passaggi in auto a sconosciuti. Il suo fascino però andò incontro ad un cattivo destino fino ai giorni nostri. Con l’avvento di Internet, si è avuta una riduzione delle distanze non soltanto virtualmente ma anche nella vita reale. Sulle basi di questo spirito “on the road” è nato il sito Roadsharing, una community per far incontrare la domanda e l’offerta dei viaggiatori che intendono condividere un’auto per viaggiare in Italia ed in giro per il mondo.
Una volta completata l’iscrizione è possibile ricercare (domanda) oppure inserire (offerta) i percorsi da condividere per fare semplicemente un viaggio oppure per partecipare ad un evento (un concerto, un avvenimento sportivo o una festa). Anche i pendolari possono cercare oppure offrire un passaggio per coprire la distanza che divide il proprio domicilio al luogo di lavoro.
Viaggiare in modo economico ed ecologico. Perché utilizzando Roadsharing è possibile non solo risparmiare sui costi della benzina, dell’autostrada e del parcheggio, ma anche ridurre le emissioni inquinanti delle automobili ed il traffico.
Si selezionano la data ed il luogo di partenza e di arrivo, che verranno georeferenziati attraverso il servizio Google Maps. Non appena qualcuno è interessato al periodo ed al percorso può mettersi in contatto con l’inserzionista attraverso il sistema di RoadSharing, senza pagare un solo centesimo, perché RoadSharing è completamente gratuito.
In sintesi, un modo diverso per viaggiare che consente di avere un risparmio economico, una riduzione dell’inquinamento ambientale ed una compagnia durante il viaggio.
Per maggiori informazioni basta andare sul sito RoadSharing.


I MIGLIORI BEACH BAR DEL MONDO

I migliori beach bar del mondo

Dopo un’intensa giornata passata in spiaggia ad abbronzarsi, nuotare e divertirsi con amici, spesso ci si ritrova stanchi ed accaldati per il forte sole estivo. La cosa ideale è quella di prendere qualcosa di fresco, magari nei pressi della spiaggia. Nel tempo, da semplici capanni o baracche dediti alla vendita di qualche bibita e snack, i beach bar sono diventati dei veri e propri luoghi di ritrovo oppure parti distinte di villaggi e resort. Gli amanti delle discoteche non contenti di ballare tutta le notte, iniziano a divertirsi sulla spiaggia già dal primo pomeriggio, quando i DJ resident dei beach bar iniziano a suonare. Molti associano anche un ristorante per soddisfare chi ha voglia di mettere qualcosa sotto i denti. La spiaggia è diventata un importante luogo di divertimento estivo. Lo scorso anno la rivista americana Forbes ha stilato una classifica dei migliori beach bar al mondo ed alcuni di essi mantengono la propria autorità nel campo del divertimento.

Papeete Beach (Milano Marittima, Italia)
Il Papeete Beach ha riscosso negli ultimi anni un successo tale da farlo diventare senza dubbio uno dei luoghi di incontro più frequentati della riviera romagnola ed forse uno dei beach bar meglio organizzati d’Italia. Un club di tendenza sulla spiaggia di Milano Marittima che è cresciuto nel tempo ed attualmente può contare per la distribuzione di bevande su sei bar. Ogni giorno dal tardo pomeriggio fino alla notte centinaia di ragazzi vengono qui a ballare sui lettini ed ai bordi della piscina in un’atmosfera entuiasmante fatta di buona musica. La sigla: “Ooh Papeete! Mi sembra di volare, la gente in riva al mare fa: ooh Papeete! Ooh!” è diventata un must conosciuto in tutta Italia!

Tropicana Beach Club (Mykonos, Grecia)
Sulla Paradise Beach, una delle più famose spiagge della splendida isola di Mykonos, si raccoglie tutta la gioventù che da ogni parte del mondo (anche se nel mese di agosto sono in realtà tutti italiani) trascorre le proprie vacanze sull’isola greca più chic e trasgressiva. Una festa che inizia pian piano nel pomeriggio per raggiungere il suo apice la sera. Tutti agli ordini di Sasà Mykonos, un vocalist ed animatore italiano divenuto una celebrità a Mykonos. Una gran numero di party si volgono sulla spiaggia di notte: musica dance e tanto divertimento.

Sa Trincha Beach Bar (Ibiza, Spagna)
Ibiza è famosa per le sua vita notturna, ma per molti forse sembra troppo riduttivo poter ballare soltanto dal tramonto alle prime luce dell’alba. Quindi tutti gli amanti della discoteca non si recano sulla spiaggia di Las Salinas, dove da oltre dieci anni al calar del sole il Sa Trincha Beach Bar si anima con cocktail e musica. Una spiaggia incantevole fa da cornice ad atmosfera e, tra un Mojito ed un Daiquiri, tutti si divertono aspettando una nuova folle nottata. Un ambiente molto informale (la maggior parte dei ragazzi è in costume) permette di divertirsi senza dover perdere troppo tempo a prepararsi.

Big Sur Bar (Formentera, Spagna)
Lungo la strada che collega Es Pukols e La Savina, sulla spiaggia di Ses Illetes, si trova il Big Sur Bar, il locale più trendy di Formentera. Un gran numero di turisti, tra i quali vip e calciatori, si godono qui un aperitivo al tramonto, sicuramente il più bello di Formentera. Nella splendida atmosfera offerta dalla musica lounge e chillout, Big Sur Bar non è un semplice chiringuito (nome dato in Spagna ai bar-chiosco che si trovano sulle spiaggie), ma un vero e proprio ristorante, dove dal pomeriggio tutti ballano in attesa del termine della giornata.

Puro Beach (Marbella, Spagna)
Nella città amata dai ricchi arabi che hanno fatto di gran parte di essa una loro proprietà, il Puro Beach è un’istituzione in tutta la Costa del Sol, considerato da Forbes come il miglior beach bar al mondo. Una piscina, una serie di poltrone appartate dal design affascinante creano un ambiente raffinato e discreto. Di sera però all’improvviso si trasforma quanto inizia le feste che attirano qui un gran numero di persone da tutta la città e dalle zone limitrofe. Nel caso non vi troviate a Marbella, bensì nelle Baleari, più precisamente sull’isola di Maiorca, potrete ripiegare (si fa per dire) sul Puro Beach che si trova a Palma.

Nikki Beach (Miami, USA)
Il Nikki Beach fa parte di una catena di beach restaurant & bar presente negli USA ed in altre parti del mondo (tra le altre Francia e Messico), ma la sua perla è quello che si trova a South Beach, Miami. Da molti definito un paradiso in Terra, il Nikki Beach si trova all’inizio della Ocean Drive, su una spiaggia bianca impreziosita da accattivanti palme. E’ diventato un insostituibile punto di riferimento dell’entertainment di classe a Miami, una delle città più edonistiche al mondo, dove champagne e cocktail a mezzogiorno sono semplice routine. Divertimento, relax e tanta musica di giorno e di notte attirano un gran numero di persone, in un meltin’ pot che riunisce tutti i luoghi della Terra.

Duke’s Waikiki (Honolulu, USA)
Nell’incantevole scenografia delle Hawaii, il Duke’s Waikiki si trova tra due dei più spettacolari grand hotel che si trovano sulla spiaggia di Waikiki, il Moana Surfrider e il Royal Hawaiian. E’ principalmente un ristorante raffinato ma informale dove è possibile assaggiare pesce appena pescato ascoltando in sottofondo le soavi note della musica hawaiana. Quando il giorno finisce è si può ammirare un tramonto mozzafiato nel mezzo dell’Oceano Pacifico tra cocktail di frutta e musica live insieme ad un gran numero di persone venute qui per fare festa, ma sempre nel massimo relax.


mercoledì 17 giugno 2009

L'ALTRA SPORCA ULTIMA META

L’altra sporca ultima metaTitolo originale: The longest yard
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: commedia
Durata: 1h50m
Regia: Peter Segal
Sceneggiatura: Sheldon Turner
Fotografia: Dean Semler
Musiche: Teddy Castellucci
Cast: Adam Sandler, Chris Rock, James Cromwell, Ed Lauter, Burt Reynolds, Courtney Cox, Nelly, William Fichtner, Michael Irvin, Bill Goldberg, Terry Crews, Dalip Singh, Nicholas Turturro, Bill Romanowski


Acquista “L’altra sporca ultima meta” in DVD (€ 13.49) su BOL.it

Trama
Paul Crewe è un giocatore di football di talento squalificato dalla lega professionistica per essersi venduto una partita. Dopo un acceso litigio con la fidanzata fugge via ubriaco al volante dell’auto della ragazza e viene arrestato dalla polizia per aver provocato un incidente. Finisce nel carcere federale di Allenville, in Texas, perché il direttore ha corrotto un po’ di persone avere il campione per i prossimi tre anni. Sono infatti cinque anni che la squadra di football delle sue guardie carcerarie non vince il campionato e vuole che Paul li alleni. Nel frattempo, Paul organizzare un match amichevole le guardie e i detenuti ma quella partita sarà vista da tutti come qualcosa di poco amichevole.

Recensione
Il maggior pregio di “L’altra sporca ultima meta” è quello di non far rimpiangere troppo la pellicola originale. Il film è infatti il remake del film “Quella sporca ultima meta” diretto da Robert Aldrich ed interpretato da Burt Reynolds. Peter Segal sceglie come protagonista il suo fido Adam Sadler, già utilizzato nei suoi precedenti film “Terapia d’urto” e “50 volte il primo bacio”. Se dunque i maggiori responsabili del film sono due che di solito prediligono il genere della commedia, si comprende subito come “L’altra sporca ultima meta” perda ogni riferimento drammatico della pellicola originale. Questo però non deve necessariamente rappresentare un difetto, perché se insieme a Sandler, sempre su buoni livelli, c’è un Chris Rock in un discreto stato di forma, allora le risate non mancano e, dunque, il film non può che essere divertente. Burt Reynolds, protagonista allora, riesce a ritagliarsi una parte apprezzabile senza diventare la parodia di se stesso, come spesso avviene quando un attore partecipa al remake di un film da lui interpretato. Anche se il carcere sembra un luogo di divertimento dove tutti si divertono e pensano soltanto ad allenarsi per il torneo di football, “L’altra sporca ultima meta” mantiene una sua credibilità, in particolar modo nella sequenza della partita. Se l’originale offriva un match che sarebbe entrato nella storia del cinema sportivo, qui assistiamo a qualcosa di godibile ed entusiasmante. Tra un inseguimento in pieno stile “O.J. Simpson”, carcerati dopati e esagerate macchiette omosessuali, vecchie segretarie ninfomani, direttori appassionati di football, è facile stroncare queste situazioni come stupide e prive di credibilità, ma nell’insieme straordinariamente funzionano, grazie anche ad una colonna sonora straordinaria e perfettamente in linea con l’atmosfera del film.
Tutto sommato un film divertente, senza alcuna pretesa né di offrire qualcosa di profondo, né di confrontarsi con l’originale dal quale si distacca nettamente per la componente comica del tutto assente nell’originale. “L’altra sporca ultima meta” possiede tutti gli elementi presenti nei tipici blockbusters statunitensi, ma essendo un remake, è chiaro che la sua finalità era quella di fare soldi. Per fortuna oltre a quelli, sono riusciti a fare la gioia di molti spettatori.

Voto: 69%


L'ISOLA TIBERINA (ROMA) DIVENTA L'ISOLA DEL CINEMA

Isola Tiberina (Roma)Dal 18 giugno al 30 agosto 2009 l’isola Tiberina torna ad essere il centro del cinema a Roma con “L’isola del Cinema”, uno dei più importanti eventi cinematografici estivi in Italia. Giunta alla sua XV edizione, “L’isola del Cinema” è un’occasione importante per vedere i migliori film della passata stagione, partecipare a meeting con i protagonisti del cinema, assistere a retrospettive, mostre ed partecipare ad eventi legati al cinema.
In occasione dei cinquant’anni dal primo ciak del film “La dolce vita” di Federico Fellini, sarà allestita un’enorme scenografia con le immagini del film, collocata sul portale d'ingresso della “Sala Cinema” che quest’anno è stata ribattezzata “Sala Fellini”. Il film è anche il protagonista della serata del 25 giugno con un grande festa con importanti ospiti, tra i quali, Rino Barillari, Adriano Celentano, Valeria Ciangottini, Carlo Riccardi e Mario Maldesi.
“L’isola del Cinema” intende offrire ampio spazio al cinema italiano con due sezioni. “Cantiere Italia” oltre ad essere dedicato alla proiezione di film italiani, rappresenta un momento di incontri con attori attori e registi che accompagnano i propri film nel giorno in cui vengono proiettati: Giovanni Veronesi (18 giugno), Giuseppe Piccioni (21 giugno), Pappi Corsicato (22 giugno), Fausto Brizzi (24 giugno), Davide Ferrario (16 luglio) e Giulio Manfredonia (28 luglio) sono alcuni dei registi presenti durante le serate speciali con la possibilità di confrontarsi con il pubblico. “Nuovo cinema italiano” è invece la sezione che concede un po’ di notorietà ai nuovi talenti italiani, spesso in difficoltà a causa della poca fiducia di produttori e distributori italiani.
Secondo la tradizione della manifestazione romana, è presente anche una sezione internazionale con un gran numero di produzioni cinematografiche straniere. La novità più interessante dell’edizione 2009 de “L’isola del Cinema” è la rassegna curata da Daniele Piccini, “Pellicole ed arte dal Paese del Sol Levante”, nella quale si inserisce l’anteprima mondiale, il 13 luglio, del film “Amalfi”, diretto dal regista giapponese Hiroshi Nishitani. Il film racconta la storia vera di un diplomatico straniero che lavora nella città costiera di Amalfi. Esaminando il caso di una giovane ragazza giapponese rapita a Roma nel periodo di Natale, inizierà una serie di indagini per ritrovare la ragazza. Non solo cinema giapponese, ma un vero bagno nella cultura nipponica: sono previsti infatti una mostra di fumetti manga, una serie di spettacoli dal sapore orientale ed un buffet con prodotti tipici del Sol Levante.
Desta curiosità ed interesse “I mestieri del cinema”, una nuova sezione dedicata ai lavori che ruotano intorno al cinema (regia, recitazione, sceneggiatura, scenografia, montaggio, trucco) con alcuni laboratori didattici aperti al pubblico e curati dalla Scuola di Cinema di Roma.
Nello spazio di fronte al grande portale della “Sala Fellini” viene allestito uno spazio dedicato all’“L’isola della Cultura” con un caffè letterario che ospita incontri ed eventi dedicati alla letteratura ed alla poesia. Gli incontri letterari sono curati in collaborazione con la casa editrice E/O, mentre Roberto Piperno ospita poeti che declamano le loro poesie dedicate all’isola Tiberina, di fronte alla splendida nave di Esculapio. Negli spazi interni invece sono presenti alcune mostre fotografiche dedicate ai personaggi ed alle location del cinema degli anni passati.
“L’isola del Cinema” è solo uno dei tanti appuntamenti contenuti in “Estate Romana 2009”, una serie di eventi, manifestazioni, concerti, feste e fiere che riempiranno le calde serate romane.


martedì 16 giugno 2009

VACANZE STUDIO INPDAP

Vacanze studio Inpdap

Ogni anno l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap) offre a numerosi ragazzi soggiorni estivi di vacanza studio della durata di quindici giorni. Tali soggiorni, sia in Italia che all’estero, rappresentano un’opportunità per unire momenti di svago e di divertimento ad attività culturali ed allo studio di una lingua straniera. E’ un esperienza importante che permette di aprire la propria mente, conoscendo luoghi e persone diversi, confrontandosi con culture diverse in un momento di crescita importante per i ragazzi. Un’occasione per fare amicizie e vincere le proprie timidezze perché è quasi impossibile ritrovarsi nella stessa destinazione dell’eventuale amico con il quale si è fatta la domanda. In realtà non si è soli perché sono tanti altri i ragazzi nella stessa situazione e con i medesimi obiettivi: imparare, divertirsi e farsi nuovi amici. Anche i ragazzi disabili possono partecipare alle vacanze Inpdap in quanto viene offerta loro l’assistenza continua di personale qualificato.
Le vacanze studio Inpdap sono riservate ai ragazzi dai 7 ai 18 anni (non compiuti), figli ed orfani di iscritti e pensionati dell’Inpdap, di dipendenti dell’istituto e di lavoratori e pensionati pubblici iscritti al Fondo credito. I soggiorni, circa diecimila in Italia e trentamila all’estero, vengono assegnati attraverso un concorso che l’Inpdap bandisce agli inizi dell’anno solare. L’Inpdap assegna ai vincitori della vacanza studio in modo casuale la struttura di destinazione tenendo comunque in considerazione il periodo del viaggio, la lingua che si intende studiare e l’aeroporto di partenza indicati sulla domanda di ammissione alla vacanza studio.


Soggiorni studio Inpdap

Vacanze studio InpdapI soggiorni in Italia si svolgono in diverse località balneari e di montagna situate in prossimità di luoghi di particolare interesse storico, culturale, artistico e turistico. Sono previste sia vacanze ricreative (dai 7 agli 11 anni) che vacanze abbinate allo studio di una lingua straniera (dai 12 ai 14 anni). Le vacanze studio Inpdap all’estero sono riservate ai ragazzi dai 14 anni fino ai 18 non compiuti. Sono finalizzate allo studio della lingua straniera e vengono organizzate in Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Malta e Spagna, dove i ragazzi vengono alloggiati in college o in alberghi assieme a gruppi di coetanei provenienti da tutta Europa. Le vacanze studio Inpdap prevedono oltre al corso di lingua straniera anche corsi di sport tenuti da istruttori qualificati ed escursioni e visite presso luoghi di interesse culturale e musei accompagnati da guide autorizzate.
La gestione delle vacanze studio non viene effettuata direttamente dall’Inpdap, ma da tour operator specializzati che forniscono tutte le informazioni utili per lo svolgimento della vacanza. In particolare, vengono comunicate per posta alle famiglie dei ragazzi: il giorno, ora e luogo dell’appuntamento per la partenza; le modalità del viaggio; le condizioni di trasferimento e le forme assicurative utili per risolvere eventuali problemi durante il soggiorno. Le partenze vengono scaglionate in turni e le date di ogni turno sono pubblicate ogni anno sul sito dell’Inpdap.

Corsi di lingua Inpdap

Corsi di lingua InpdapLe lingue studiate durante le vacanze studio dell’Inpdap sono l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo e non deve essere necessariamente la stessa lingua straniera studiata a scuola. Un test d’ingresso consente di valutare il livello di preparazione dei ragazzi e di così suddividerli in diverse classi formate da un massimo di quindici partecipanti. Le lezioni sono tenute da insegnanti madrelingua ed alla fine del corso ogni partecipante riceve un certificato di frequenza ALTE (Association of Language Testers in Europe), un importante associazione di istituzioni europee che forniscono certificazioni linguistiche. Un certificato ALTE stabilisce il livello di competenza linguistica di una persona non solo a livello accademico ma anche professionale, fondamentale quindi nel mondo del lavoro.

Quanto costano le vacanze studio Inpdap e come si richiede il rimborso all’Ipdap in caso di rinuncia

Richiesta di rimborso InpdapLe famiglie dei ragazzi che si aggiudicano le vacanze studio devono versare un contributo spese costituito da due parti: una quota fissa, uguale per tutti i partecipanti ed una variabile, in base al valore ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente, un sistema che permette di stimare la fascia di reddito cui appartiene la famiglia) rilasciato dall’Inps, dal Comune o dalle sedi Caf. Dopo aver ricevuto la lettera di ammissione alla vacanza, si hanno a disposizione cinque giorni per versare la quota di partecipazione. Deve essere utilizzato esclusivamente il bollettino di conto corrente postale prestampato incluso nella lettera inviata dall’Inpdap, nel caso di smarrimento di tale bollettino è possibile utilizzare un bollettino bianco inserendo i dati che è possibile reperire sul sito dell’Inpdap. E’ possibile rinunciare al viaggio studio segnalandolo entro dieci giorni dalla ricezione della lettera di ammissione, ottenendo il rimborso della somma versata. In caso di gravi problemi di salute (ricovero in ospedale o pronto soccorso) è possibile rinunciare entro dieci giorni prima della partenza ed ottenere il rimborso totale della somma versata. Le rinunce dettate da altre motivazioni danno diritto alla restituzione della sola quota variabile, solo se la richiesta sia presentata entro il decimo giorno antecedente la data di partenza.


Norme comportamentali e rientri anticipati

Vacanze studio InpdapOltre al regolamento della struttura ospitante, i ragazzi devono osservare alcune semplici norme comportamentali: obbligo di frequenza delle lezioni, pena il mancato rilascio dell’attestato ALTE; prendere parte alle attività relative al tempo libero; divieto di fumare e di utilizzare alcolici e sostanze stupefacenti; seguire le direttive del capogruppo e non abbandonare mai il gruppo ed e la struttura ricettiva senza aver prima avvertito e fornito opportune spiegazioni. I ragazzi che non rispettano queste regole rischiano il rientro anticipato in Italia e in questo caso le spese di rimpatrio sono a carico del partecipante. Inoltre, il ragazzo rimpatriato per motivi disciplinari viene escluso da tutte le vacanze studio Inpdap organizzate negli anni successivi. Nel caso in cui, invece, il rientro sia necessario per malattia, motivi familiari, incapacità di adattamento, le modalità di rimpatrio vengono valutate caso per caso.

Documenti necessari per poter usufruire delle vacanze studio Inpdap

Documenti utili per richiesta vacanze InpdapNel caso di viaggio all’estero o di viaggio in Italia con l’aereo, per i ragazzi di età inferiore ai 15 anni, è necessario un attestato d’identità personale ad uso espatrio, rilasciato dal comune di residenza e vidimato dalla questura (non sono valide tessere ministeriali o ferroviarie). Per i viaggi in Italia in pullman o in treno non è richiesto alcun documento d’identità.
Per i maggiori di 15 anni occorre invece la carta d’identità non scaduta e, nel caso di viaggio all’estero, valida per l’espatrio (oppure un passaporto convalidato con il bollo annuale).
Entro cinque giorni della data di partenza deve essere compilata, a cura del medico di famiglia, la scheda sanitaria, necessaria per l’assistenza sanitaria. Una volta arrivati presso la propria struttura turistica, la scheda va consegnata al personale responsabile che la restituirà al termine del soggiorno con l’indicazione di eventuali malattie rilevate durante la vacanza.
In mancanza di un documento per l’espatrio, della scheda sanitaria o della non corretta validità di questi, si viene esclusi dalla vacanza.

Informazioni utili

Informazioni vacanze studio InpdapTutti moduli necessari per le vacanze studio Inpdap possono essere scaricati online sul sito dell’ente (http://www.inpdap.gov.it), oppure possono essere ritirati presso le sedi provinciali o territoriali dell’Inpdap; il modulo comprende anche una dichiarazione congiunta che i genitori devono firmare per autorizzare il minore alla partecipazione al viaggio. I documenti e la dichiarazione ISEE devono essere presentati o spediti per posta o per fax alla sede Inpdap della provincia in cui risiede il minore; ai documenti vanno allegate le seguenti fotocopie: un documento di riconoscimento del minore, i codici fiscali e un documento di identità dei genitori. Per conoscere la propria posizione nelle graduatorie delle vacanze studio Inpdap è sufficiente cliccare nella sezione “Soggiorni e vacanze” il link testuale “Esito” che fornisce, oltre al risultato, una serie di informazioni utili per la vacanza. L’Inpdap comunque invia per posta una lettera con l’esito del concorso.
Se non si è risultati vincitori è tuttavia possibile sperare di essere inseriti nei posti lasciati vacanti da vincitori che hanno rinunciato alla vacanze studio. Alcuni operatori dell’Inpdap contattano telefonicamente i primi esclusi per verificare la loro disponibilità a partire. Conviene anche controllare le informazioni di viaggio fino alla data segnalata per la partenza, in quanto potrebbe subire variazioni per esigenze di natura organizzativa.

Altre domande frequenti sulle vacanze studio Inpdap

1. Qual è il termine massimo per la consegna della domanda di partecipazione alle vacanze studio Inpad e come si consegna?
Dal 2011 è possibile inviare la domanda di partecipazione alle vacanze studio Inpdap e i relativi allegati  (Attestazione ISEE), accedendo alla sezione “Valore vacanza”  del sito dell’ente (http://www.inpdap.gov.it) Le domande dovranno essere inviate entro le ore 12.00 del giorno 7 marzo 2011.
2. Quando vengono pubblicate le graduatorie delle vacanze studio Inpdap?
Scaduti i termini per la presentazione delle domande, si avvia la fase di lavoro degli operatori Inpdap; fase che terminerà con la pubblicazione della graduatoria degli ammessi e dei non ammessi al beneficio. La data di pubblicazione non è nota a priori, ma dovrebbe cadere tra fine aprile ed inizio maggio. Uilizzando il codice di accesso e la password utilizzati per l’invio della domanda, è possibile seguire l’iter di lavorazione della propria pratica.
3. E’ possibile cambiare destinazione della vacanza studio Inpdap?
All’interno della stessa graduatoria, è possibile cambiare la località di destinazione assegnata, ma non è assicurato. La domanda per il cambio di destinazione va presentata esclusivamente all’Ufficio Benefici Sociali della Direzione Centrale di Roma. L’esito della domanda dipende dalla disponibilità dei posti presso la struttura richiesta.
4. I maggiorenni possono partecipare ai viaggi studio Inpdap?
No. La partecipazione alle vacanze studio Inpdap è riservata esclusivamente ai minorenni. Essendo, inoltre, le date di partenza non note a priori, vengono stabilite due fasce per l’assegnazione dei posti: i nati tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 1996 ed i nati tra il 1° settembre 1993 e il 31 dicembre 1994. Dunque i ragazzi nati nel 1994 (ed anni inferiori) non possono prendere parte ai viaggi studio Inpdap.