mercoledì 29 aprile 2009

FRITTO MISTO AD ASCOLI PICENO

Dal 30 aprile al 3 maggio 2009 Ascoli Piceno è la capitale del fritto misto. Un tipo di cottura che accomuna le tradizioni gastronomiche di tutti i Paesi del mondo. Le persone con problemi epatici, colesterolo alto, diabete, obesità, dovrebbe in quei giorni evitare di trovarsi ad Ascoli Piceno perché è impossibile resistere alla tentazione di un frittura croccante e gustosa. Prelibatezze da ogni regione italiana: olive all’ascolana, arancine siciliane, krapfen altoatesini, baccalà romano, fritolin veneziano, fiori di zucca toscani, formaggio fritto abruzzese. Neanche l’estero manca all’appello: fish & chips dagli Stati Uniti, scedbakie dall’Africa e gelato fritto cinese. Piatti per un pasto completo magari non troppo salutare ma che il palato non disprezza. Un evento gastronomico che non si limita agli assaggi presso gli stand allestiti per la kermesse. In occasione di “Fritto Misto” infatti i ristoranti di Ascoli Piceno proporranno appetitosi menu caratterizzati da specialità fritte di ogni tipo. Nel weekend speciale concerto itinerante della Mabò Band, gruppo di origini marchigiane che, dopo aver fatto un tour in tutto il mondo, ritorna per intrattenere tutti i golosi giunti in città in occasione di “Fritto Misto”. Un ricco programma permette ai visitatori di intraprendere un viaggio nella tradizione del fritto:

Lezioni di frittura
Una tecnica di cottura apparentemente semplice che necessita di alcune accortezze per ottenere piatti saporiti. Esperti chef impartiranno lezioni a tutti i partecipanti in modo da studiare tutti i segreti di un buon fritto italiano ed internazionale.
Luogo: Piazza Arringo - Biglietto d’ingresso: €22

Lezioni da bere
Ogni tipo di frittura deve essere accompagnato dal giusto vino o birra per esaltarne il gusto e la fragranza. L’Osteria Volante organizza per l’occasione lezione per capire come abbinare tali bevande alle diverse tipologie di fritto.
Luogo: Sala Tornasacco, via Tornasacco - Biglietto d’ingresso: dai €12 ai €€22

Toscano
Presso il loggiato dell’Arengo, in piazza Arrengo, è possibile partecipare a degustazioni guidate di sigari italiani in abbinamento a distillati, vini marchigiani e birre.

Le corti del fritto
Nella splendida cornice di piazza Arringo numerosi eventi intrattengono il pubblico in compagnia degli sponsor e dei partner di “Fritto Misto”.

Cucina la tua oliva!
Presso il chiostro di San Francesco si tiene un laboratorio per coinvolgere il pubblico di grandi e piccini nella realizzazione di un’originale oliva all’ascolana da friggere in due maxi padelle da un metro di diametro.

Mercatino del fresco
In piazza Aringo viene allestito un mercatino realizzato in collaborazione con Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri e Filiera Corta (Progetto dell’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Ascoli Piceno) per acquistare tutti i prodotti freschi da friggere.

Fritti d’autore
Percorso espositivo dedicato ai fritti più celebri del mondo per approfondire un la storia del gusto italiana ed internazionale.


martedì 28 aprile 2009

I LUOGHI PIU' FOTOGRAFATI AL MONDO

I luoghi più fotografati al mondoLa Torre Eiffel è il monumento più fotografato al mondo, New York è invece la città più fotografata al mondo. Sono i risultati di uno studio condotto da un gruppo di esperti della Cornell University di Ithaca, New York, guidati dal prof. David J. Crandall del dipartimento di informatica, sulla base di 35 milioni di foto caricate su Flickr, il famoso sito di photo sharing (condivisione foto) che conta milioni di utenti in tutto il mondo. Londra ha invece il maggior numero di siti di interesse storico artistico tra i primi posti, con ben quattro siti tra i primi sette (il Big Ben, la galleria d’arte Tate Modern, la Trafalgar Square e il London Eye). La prima città italiana è Roma che si piazza in nona posizione. Tra le prime 25 città compaiono anche Firenze (16esima), Milano (18esima) e Venezia (21esima). Il risultato non troppo positivo dell’Italia può essere spiegato dal fatto che il team della
Crandall University ha condotto i propri studi esclusivamente sul sito Flickr, forse non diffuso in Italia come nelle altre nazioni. Indagine è stata condotta sui dati informativi collegati alle fotografie, in particolare sui geotag (tag geografici contenenti latitudine e longitudine relativi al luogo dove sono state scattate le fotografie) inseriti dagli utenti che hanno condiviso le fotografie. Un’indagine dunque non esaustiva che però offre un interessante spunto sugli interessi dei viaggiatori, in particolare quelli che amano catturare ogni luogo ed ogni momento delle proprie vacanze. Tra i luoghi lontani dalle maggiori aree metropolitane, si trovano l’indiana Agra, città del Taj Mahal, Dubrovnik in Croazia, Mont Saint Michel in Francia. Tra i monumenti più fotografati nelle città italiane vincono questa particolare classifica il Colosseo a Roma, il Duomo a Milano ed il Ponte Vecchio a Firenze.


IL LAGO AMERICANO CON IL NOME PIU' LUNGO

Il lago Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg, noto anche come Webster Lake, si trova nei pressi della cittadina di Webster, nello stato del Massachussetts (Stati Uniti). Il suo nome, difficilmente pronunciabile ed un vero dilemma per l’automobilista intenzionato a digitarlo sul proprio navigatore satellitare, appartiene alla lingua dei nativi americani Nipmuc. Il suo significato è più o meno “Inglesi a Manchaug presso il luogo di pesca vicino al confine”, ed infatti il lago si trova ai confini con il Connecticut. Alcuni giornalisti affermano, in realtà erroneamente che significhi: “Tu peschi dal tuo lato, io pesco dal mio lato e nessuno pesca nel mezzo”. Il nome rappresenta il toponimo più lungo negli Stati Uniti ed il sesto nel mondo. Anche l’amministrazione pubblica di Webster ha ammesso di aver spesso sbagliato il nome del lago, scritto erroneamente persino sui cartelli stradali. Esistono diversi tipi di cartelli stradali che indicano il lago: ad esempio, su alcuni di essi la 20esima lettera, una “U”, è stata per errore sostituita con una “O”, invece in altri la 38ma lettera, una “N” è stata sostituita da una “H”.


FRANKLYN

franklynTitolo originale: id.
Nazione: Francia, Gran Bretagna
Anno: 2008
Genere: fantasy
Durata: 1h38m
Regia: Gerald McMorrow
Sceneggiatura: Gerald McMorrow
Fotografia: Ben Davis
Musiche: Joby Talbot
Cast: Ryan Phillippe, Eva Green, Bernard Hill, Sam Riley, Kika Markham, Gary Pillai, Mark Wingett, Art Malik, Susannah York, Jay Fuller, Chris Wilson


Acquista “Franklyn” in DVD (€ 16.91) su BOL.it

Trama
Tra la Londra dei giorni nostri e la Città di Mezzo, una metropoli di indefinito futuro, governata dal fanatismo religioso si articolano le storie di quattro personaggi: Jonathan è un vendicatore mascherato che si aggira per la Città di Mezzo con la missione di uccidere il capo di una setta colpevole dell’assassinio di una bambina; Emilia è una studentessa d’arte con tendenze suicide in giro per Londra alla ricerca di materiale per i suoi video; Esser è un uomo alla ricerca del proprio figlio nelle strade di Londra; Milo è un ragazzo con il cuore infranto, che per caso incontra l’amore di quando era bambino. Quattro personaggi apparentemente senza nulla in comune.

Recensione
“Franklyn”, film d’esordio del regista britannico Gerald McMorrow (in questo film anche nel ruolo di sceneggiatore) dopo una serie di videoclip musicali, è la storia di quattro personaggi che vivono in due realtà distinte e/o parallele e destinati, per un’oscura forza attrattiva comune, a collidere in un unico momento cruciale. McMorrow ha effettuato un buon lavoro scenografico: la Città di Mezzo, pur sembrando in diverse occasioni la città del film Dark City e la “Gotham City” di “Batman”, è realizzata in maniera impeccabile, un luogo le cui coordinate spazio-temporali risultano immerse una indistinta ed eterea astrattezza. Buono anche il lavoro di sceneggiatura: da un lato la storia si svolge in una società sottomessa alla religione, che in “Franklyn” assume il ruolo di oppio dei popoli, tanto che ogni cittadino deve per legge appartenere ad un credo, qualunque esso sia (esilarante al proposito sia “gli adepti alle sacre istruzioni delle lavatrici” che “le manicuriste del settimo giorno”). Anche se l’idea sulla quale si poggia “Franklyn” è originale ed interessante, è l’intreccio narrativo a risultare pesante. In una sorta di sadico gioco con lo spettatore, McMorrow realizza un complesso puzzle che subito fa scappare quel pubblico che ama guardare film senza la voglia di spremersi le meningi. Simile a quanto visto nel mucciniano “Sette anime”, i personaggi sembrano vagare senza una reale motivazione, opportunamente nascosta dal regista. Ma se durante “Franklyn” il cervello lavora molto, è il cuore ad essere del tutto messo in disparte e dimenticato. Si tratta infatti di un viaggio celebrale in un film algido e fin troppo perfetto nella sua estetica che però non lascia spazio alle emozioni. Le capacità di McMorrow sono notevoli: inquadrature e montaggio sono realizzati ad arte, ed è sapiente la gestione dei tempi cinematografici (fondamentale in un film che alterna più storie parallele). Il regista londinese sembra troppo concentrato sul lato estetico della sua opera che però non ha quella carica emozionale tale da attrarre lo spettatore.
Discreto nel complesso il cast: Eva Green conferma le sue doti, riuscendo nel difficile ruolo di Emilia, psicologicamente complesso; buona anche la prova di Bernard Hill, la disperazione e la determinazione di Esser sono trasmesse con chiarezza; Ryan Phillippe appare un po’ “bamboccione”, forse ancora immaturo per certi ruoli; non pervenuto Sam Riley, l’attore risulta molto più espressivo nella pubblicità di Burberry.
“Franklyn” è un film troppo celebrale e freddo, costruito su una sceneggiatura pretenziosa e complessa. Una pellicola ricca di contenuti estetici che però difficilmente faranno breccia nel cuore dello spettatore medio. Una buona prova d’esordio (forse è meglio parlare di “esperimento”) di un regista del quale si sentirà sicuramente parlare in futuro.

Voto: 53%


lunedì 27 aprile 2009

THE TERMINAL

Titolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2004
Genere: commedia
Durata: 2h08m
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Sacha Gervasi, Jeff Nathanson
Fotografia: Janusz Kaminski
Musiche: John Williams
Cast: Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Diego Luna, Chi McBride, Kumar Pallana, Barry Shabaka Henley, Zoe Saldana, Guillermo Diaz, Michael Nouri, Corey Reynolds, Rini Bell, Jude Ciccolella


Acquista “The terminal” in DVD (€ 8.99) su BOL.it

Trama
Viktor Navorski è un cittadino della Krakozhia, uno piccolo stato (inventato) nato in seguito alla disgregazione dell’URSS. Appena atterrato a New York, scopre la sua nazione ha subito un violento colpo di stato. Viktor, ormai privo di un passaporto valido, si vede negato il visto d’entrata perché gli Stati Uniti non riconoscono il nuoco governo. Non potendo più neanche ritornare in patria rimane bloccato all’interno del terminal dei voli internazionali. Con il passar del tempo, Viktor scopre il mondo del terminal: impara l’inglese, trova un lavoro in aeroporto, instaura una serie di sincere amicizie e si innamora di un’assistente di volo, Amelia Warren. Ma Viktor ha un nemico agguerrito, il funzionario aeroportuale Frank Dixon, che lo reputa un seccante errore burocratico, un problema da eliminare quanto prima.

Recensione
“The terminal” è una fiaba moderna ambientata nell’America post 11 settembre. Viktor è un cittadino di un’immaginaria ex repubblica sovietica, che in un attimo si ritrova senza un’identità (passaporto invalido) e senza alcun potere economico (i suoi soldi sono ormai privi di valore), vittima di singolare errore burocratico che lo rende prigioniero nell’aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York. Un’apolide in un limbo dal quale vuole uscire a pieno diritto, senza alcun meschino espediente. Tom Hank è perfetto nei panni di questo personaggio, al principio inebetito ed impacciato, incapace di comunicare, ma capace di ricrearsi un microcosmo nel quale cresce giorno dopo giorno. Ottima la regia di Steven Spielberg sia dal punto di vista tecnico che artistico. Abbandonati gli effetti speciali, Spielberg realizza un film semplice che si rifà ai classici di Frank Capra pur rimanendo originale. “The terminal” è un film che non si regge sulla trama (e sarebbe difficile farlo), ma sui personaggi. Una carrellata di personaggi autentici che riescono a dar vita a una serie di situazioni adorabili. Enrique Cruz è appunto uno di questi, un ragazzo timido che verrà aiutato da Viktor a conquistare il cuore di una responsabile della sicurezza. Il personaggio che però funziona più di tutti è Frank Dixon, il funzionario aeroportuale interpretato da Stanley Tucci. Dixon, all’apparenza tirannico, in realtà non è una persona crudele, ma una vittima del sistema burocratico. Infatti, al di là della commedia fiabesca politicamente corretta, Spielberg critica il sistema americano che per applicare le regole (in particolare dopo i tragici fatti del 2001) non ha più alcuna considerazione delle persone e delle loro situazioni individuali creando una sorta di barriera tra lo Stato ed i suoi cittadini. Critica che si manifesta nella scena più bella del film, quando Dixon non permette ad un russo di portare con sé le medicine del padre che si trova in punto di morte solo perché non ha il documento corretto. Non entusiasma Catherine Zeta-Jones, la sua Amalia Warren è una donna sensibile, fragile ed insicura, alla ricerca di una relazione stabile, ma attratta da amori complicati. La sua interpretazione non è mai fuori le righe, mummificata nella divisa di hostess.
“The terminal” è un film sicuramente lontano dai capolavori di Spielberg, ma capace raccontare attraverso un’atmosfera magica e divertente alcune tematiche che sono sempre più attuali: l’eccessiva paura del diverso può condurre l’uomo ad un isolamento dal quale difficilmente può sfuggire. Un film semplice e di buoni sentimenti, a tratti appassionante e commovente.

Voto: 79%


FESTA DELLA REGINA 2009 (AMSTERDAM)

Il 30 aprile l’Olanda, ed in particolare la sua capitale Amsterdam, celebra il giorno della festa della regina. E’ il Koninginnedag (“giorno della regina”), durante il quale si festeggia il compleanno della regina Beatrice d’Olanda. In realtà, la sua data di nascita cade il 31 gennaio, ma la regina ha scelto da tempo di festeggiare il suo compleanno il 30 aprile per due principali motivi: in quel giorno si festeggiava il compleanno della madre Giuliana ed in segno di rispetto decise di mantenere quella data, inoltre il 30 aprile è il giorno della sua incoronazione. Nei giorni precedenti già si sente l’aria di festa con i negozi che mostrano addobbi e bandiere di colore arancione e palchi montanti in diverse parti della città. La festa della regina è l’occasione per la tradizionale “Oranjegekte” (“follia arancione”): la maggior parte delle persone indossa indumenti ed accessori di ogni tipo di colore arancione che diviene così colore ufficiale della festa, facendo riferimento al nome della famiglia reale, il casato degli Orange. Il compleanno della regina è per gli olandesi ed i turisti che si recano lì di proposito, soltanto un pretesto per far festa due giorni di seguito dato che le feste iniziano la sera prima, quando inizia la Koninginnenacht (“la notte della regina”): dal tramonto all’alba tutti i club di Amsterdam organizzano eventi speciali ed incredibili concerti gratuiti all’interno ed nei dintorni della città.
Ad Amsterdam la festa della regina è anche il giorno dei mercatini delle pulci (vrijmarkt) che si svolgono in tutta la città, in particolare nel quartiere Jordaan: gli olandesi sgombrano soffitte e cantine per vendere tutto quello che non usano più. I momenti migliori per fare affari d’oro sono la mattina presto e verso sera, quando le bancarelle chiudono e la maggior parte degli improvvisati venditori abbandona in strada la merce invenduta: un’occasione per fare shopping gratis! Anche i bambini si improvvisano venditori ambulanti di dolci e caramelle da loro stessi preparati.
La festa della regina è ovunque: nelle strade molti DJs suonano musica trance ed house dai balconi delle case e sulle barche stracolme di gente che girano a ritmo di musica tra i canali. Durante un tale delirio è chiaro che tutti bevono, ma anche in questa situazione l’Olanda si dimostra paese evoluto e civile: durante questa giornata viene infatti venduta esclusivamente una birra chiamata “Event beer” dal basso contenuto alcolico, servita in bicchieri di plastica per i quali si paga un deposito (per riavere i soldi è necessario riconsegnare il bicchiere, un chiaro incentivo a non sporcare le strade della città). E’ inoltre consentito portare in giro soltanto bottiglie di plastica oppure singole lattine di bibite analcoliche e chi viene sorpreso con le confezioni multiple viene considerato un venditore e pertanto multato.
Nel clima di stravaganza si pone anche la singolare pubblicità della festa della regina: su molti poster affissi in giro per Amsterdam, campeggiano le foto di Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy abbracciati in un boa di piume; Vladimir Putin e Barack Obama a passeggio mano nella mano, entrambi con una maglietta con la scritta “Kiss me, I’m drunk” (“baciami, sono ubriaco”); Hillary Clinton con in bikini e con una parrucca arancione immersa tra la folla festante. Fotomontaggi che per fortuna, almeno per adesso, non hanno offeso nessuno dei protagonisti se non una protesta dell’ambasciata francese.
Un’iniziativa dell’agenzia Amsterdam Partners che riflette il carattere scherzoso e carnevalesco della festa della regina, un evento che richiama ogni anno più di un milione di persone nella capitale olandese. Calendario alla mano, la “festa della regina” è perfetta per il classico ponte del primo maggio, festa dei lavoratori.


venerdì 24 aprile 2009

NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ORA DELLA FUGA

Titolo originale: L’ennemi public n.1
Nazione: Canada, Francia, Italia
Anno: 2008
Genere: biografico, poliziesco
Durata: 2h10m
Regia: Jean-François Richet
Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri, Jean-François Richet
Fotografia: Robert Gantz
Musiche: Marco Beltrami, Marcus Trumpp
Cast: Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Gerard Lanvin, Samuel Le Bihan, Myriam Boyer, Michel Duchaussoy, Georges Wilson, Laure Marsac, Alain Doutey


Acquista “Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” in DVD, Blu-ray su BOL.it
Acquista “Nemico pubblico n.1 - Istinto di morte” in DVD , Blu-ray  su BOL.it

Trama
Jacques Mesrine rientra in Francia dopo aver trascorso un periodo della sua vita in Canada. Stringe di nuovo le sue amicizie criminali e progetta alcune rapine in banca. Pur dimostrando di essere superiore alle forze dell’ordine francesi si ritrova più volte in prigione, riuscendo ad evadere in ogni occasione. Durante il suo ultimo progetto di evasione, fa amicizia con François, un uomo scaltro e di poche parole. Mesrine diventa un mito: la sua autobiografia ha successo, inizia la sua campagna mediatica dipingendosi come un estremista politico e conosce Sylvia con la quale stringe un’intensa relazione con una nuova compagna Sylvia. La sua guerra contro la polizia francese continua.

Recensione
“Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” è il secondo ed ultimo episodio della saga di Jacques Mesrine, uno dei criminali più efferati che la Francia ricordi. Il film inizia nel punto in cui termina la prima parte, intitolata “Nemico pubblico n.1 - Istinto di morte”, mantenendo però una sua autonomia narrativa. I personaggi che ruotano intorno a Mesrine sono infatti cambiati, così come il cast: a Gerard Depardieu e Cecile De France subentrano Mathieu Amalric (l’introverso ed freddo François) e Ludivine Sagnier (l’efebica gattina che sarà l’ultima donna della sua vita). Ormai abbandonato un gruppo criminale, Mesrine è un uomo solo, circondato da pedine che man mano si allontanano per la sua incapacità di controllare impulsività e mania di grandezza. Si fa beffe della polizia e del sistema giudiziario trasformando i suoi processi in veri e propri show televisivi. Gioca con i media offrendo interviste in esclusiva, capaci di trasformare un rapinatore di banche in una leggenda, un personaggio che affascina l’opinione pubblica. Assurdo come, spinto dalla sua vanagloria, si accusi nella sua biografia di delitti da lui non commessi, con l’unico scopo di affascinare e stupire maggiormente il suo pubblico.
Il regista Richet dilata in “Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” i tempi del racconto, trattando soltanto gli anni dal 1973 al 1979. Se nel primo episodio riportava gli episodi che avevano segnato l’ascesa di Mesrine, qui ci sono i momenti di gloria del personaggio e gli inevitabili momenti che segnarono il suo declino: l’arroganza e l’egocentrismo di un uomo che col tempo rimane sempre più solo. Ed è proprio in questa parte che si possono trovare valide smentite a tutte le accuse fatte al regista di aver mitizzato un feroce criminale. L’impegno politico di Mesrine non era altro che una scusa per giustificare i suoi delitti, privo com’era di ogni cultura politica e la TV che trasmette le notizie di Aldo Moro e le Brigate Rosse accentuano l’esiguità dei suoi propositi. Da sottolineare la scena finale da antologia nella quale viene descritta l’uccisione di Mesrine da parte della polizia: l’atmosfera tesa e partecipativa toglie il fiato allo spettatore pur consapevole della fine descritta all’inizio del primo episodio.
“Nemico pubblico n.1 - L’ora della fuga” è film con un’identità propria che attraverso l’interpretazione magistrale di Vincent Cassel descrive il crollo di una delle figure criminali più feroci e discusse della storia francese.

Voto: 74%


mercoledì 22 aprile 2009

GIORNATA DELLA TERRA 2009

La Giornata della Terra (Earth Day) nacque il 22 aprile del 1970, quando il senatore democratico Gaylord Nelson lanciò un appello a favore della difesa del Pianeta. Tra protocolli di Kyoto e leggi sulla tutela dell’ambiente, il problema è oggi ancor più sentito di circa quarant’anni fa. La Giornata della Terra valicò immediatamente i confini americani diventando un evento internazionale, celebrato in 174 paesi del mondo, per sostenere la difesa dell’ambiente in cui viviamo e l’incentivazione delle politiche di sviluppo. Obiettivo primario della Giornata della Terra è non solo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica ed fare pressione governi di tutto il mondo, ma anche spronare ogni singola persona a tenere comportamenti che non infliggano sofferenze al nostro pianeta. Ogni persona deve essere protagonista attivo attraverso un atteggiamento consapevole nel rispetto del pianeta.
I principali obiettivi di questa 39esima edizione della Giornata della Terra sono la promozione di un futuro a zero emissioni grazie ad un passaggio alle energie rinnovabili in modo da mandare definitivamente in pensione i combustibili fossili, principale fonte di danni ambientali; l’adozione di una sistema efficace di risparmio energetico; dar vita ad una nuova economia basata sull’energia pulita, in grado di portare nuovi posti di lavoro.
Migliaia di eventi e manifestazioni si tengono in tutto il mondo durante la Giornata della Terra per mettere in evidenza i problemi del pianeta e cercare di trovare soluzioni tangibili. In Italia, a Roma Ben Harper con la sua nuova band, i Relentless7, apre il concerto gratuito che partirà alle 20.00 a Piazza del Popolo. Parteciperanno anche Nnenka e Bibi Tanga & The Selenites e gli italiani Subsonica.
Nei cinema è invece possibile assistere in anteprima al film “Earth - La nostra terra”, prodotto della DisneyNature, uno splendido documentario con immagini di paesaggi incontaminati e animali ripresi nel loro habitat. Nel video che segue, il trailer del film.


Guadagna anche tu rispondendo a sondaggi online!
Fino a €5 per ogni sondaggio completato!
Prove dei pagamenti ricevuti!


martedì 21 aprile 2009

PRIME

Recensione Prime Uma Thurman Meryl StreepTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: commedia, sentimentale
Durata: 1h45m
Regia: Ben Younger
Sceneggiatura: Ben Younger
Fotografia: William Rexer
Musiche: Ryan Shore
Cast: Meryl Streep, Uma Thurman, Bryan Greenberg, Jon Abrahams, David Younger, Adriana Biasi, Zak Orth, Palmer Brown, Aubrey Dollar, Jerry Adler, Annie Parisse, Ato Essandoh, Doris Belack


Trama
Rafi ha 37 anni è un’intraprendente donna in carriera, ma è reduce da un doloroso divorzio che l’ha portata alla depressione. Per risolvere i suoi problemi si reca in cura da un’analista, Lisa Metzger. La dottoressa le consiglia di lasciarsi andare e godersi la relazione con David, un ragazzo più giovane di lei di 14 anni conosciuto per caso. Quando Lisa scopre che il ragazzo che sta frequentando Rafi è suo figlio si ritrova nel totale imbarazzo perché sarà costretta ad ascoltare anche i minimi dettagli sulla vita sessuale di suo figlio David con Rafi. In queste condizioni, Lisa non è più molto contenta di quel rapporto e si porrà il problema se rivelare tutto alla sua paziente.

Recensione
“Prime” è una brillante commedia sentimentale che dosa con intelligenza sorrisi e lacrime. La storia pone le sue basi da un lato sull’equivoco che si instaura tra la psicanalista e la sua paziente, interpretate da due mostri sacri del cinema come Uma Thurman e Meryl Streep, e dall’altro sulla storia d’amore che valica i classici confini generazionali. Uma Thurman appare in “Prime” nel suo massimo splendore. Affascinante ed delicata, trasmette dolcezza e sensualità nel suo modo di vestire semplice e disinvolto. La musa di Tarantino assume senza alcuna incertezza il ruolo di donna sull’orlo dei quarant’anni già gravata da un matrimonio fallito, ma con la volontà di rimettersi in gioco. Come spesso accade in America, cercherà la forza di superare i suoi problemi e le sue insicurezze nella sua analista, interpretata da Meryl Streep, sensazionale per la sua ironia e per la gestualità capace di strappare numerosi sorrisi. Tra le due dive si pone il personaggio di David, interpretato da Bryan Greenberg, attore noto in ambito televisivo ma alla prima apparizione sul grande schermo. In fin dei conti, Greenberg si rileva convincente nei panni del giovane artista idealista e spensierato, capace di mostrare sia un lato maturo che infantile, legato al suo affetto nei confronti della madre.
Ben Younger, regista e sceneggiatore, riesce a fare di “Prime” una commedia non banale costruita su alcuni temi importanti, trattati in maniera divertente e mai pesante. In primis c’è il rapporto psicoanalista-paziente condizionato dal “conflitto di interessi” della dottoressa che, suo malgrado, ricopre anche il ruolo di madre dell’amante della paziente. Attraverso una serie di dialoghi spassosi e brillanti, si passa dunque dai consigli professionali di medico a quelli interessati di madre possessiva, preoccupata anche del fatto che Rafi non del tutto distante dalla religione ed alle tradizioni ebraiche. La parte sentimentale della storia offre invece un argomento non nuovo nel cinema, ovvero un legame affettivo vissuto tra persone di diversa età, nel caso in cui è la donna ad essere più in avanti con l’età. Ed anche questo aspetto sarà vissuto con angoscia da Lisa, riproposto con humour durante le scene nello studio della dottoressa Metzger, quando quest’ultima ha già scoperto la vera identità del ragazzo di Rafi.
La frenetica e raffinata New York non poteva essere ambientazione migliore per una siffatta commedia, avvicinandola a quel genere di commedie brillanti tipiche di Woody Allen, regista che quasi sempre ha girato i suoi film a Manhattan, spesso vera protagonista dei suoi film.
“Prime” è un film collocabile sul confine tra il romantico e divertente. Un film dotato di un intelligente sviluppo narrativo che però può alla lunga potrebbe apparire un po’ ripetitivo, ma i divertenti ed imbarazzanti equivoci e l’interpretazione delle due attrici protagoniste consentono di giungere senza indugi al delizioso finale.

Voto: 67%


lunedì 20 aprile 2009

L'ONDA

l'ondaTitolo originale: Die walle
Nazione: Germania
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 1h41m
Regia: Dennis Gansel
Sceneggiatura: Dennis Gansel, Peter Thorwarth
Fotografia: Torsten Breuer
Musiche: Heiko Maile
Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Jennifer Ulrich, Max Riemelt, Christiane Paul, Elyas M’Barek, Cristina Do Rego, Maximilian Mauff, Ferdinand Schmidt-Modrow, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Tim Oliver Schultz


Trama
Rainer Wenger, professore in un liceo tedesco, è amato dai suoi studenti per il suo look giovanile e per le sue idee anticonformiste. Per la “settimana a tema” indetta dalla scuola perde il tema a lui caro, l’anarchia, ritrovandosi così obbligato a ripiegare sull’autocrazia. Durante il primo giorno di lezione, si rende conto che i suoi alunni sono convinti che nella società moderna sia impossibile la nascita e la diffusione di un movimento totalitarista ed oppressivo come quello Nazista. Wenger decide così di fare un esperimento: comincia costringendo i ragazzi ad una rigida disciplina, crea un gruppo chiamato “L’onda”, con un’uniforme ufficiale, una camicia bianca. Solo dopo due giorni scopre con grande sorpresa non solo si mostrano entusiasti dell’esperimento ma iniziano ad estendere il gruppo ad altri ragazzi che non fanno parte della classe. Pian piano però inizia a perdere il controllo della situazione.

Recensione
Nel 1967, a Palo Alto, in California (Stati Uniti), il prof. Ron Jones realizzò assieme ad una classe di scuola superiore un esperimento, “The third wave” (“La terza onda”). Dopo soli cinque giorni dovette sospendere il test a causa del pericoloso atteggiamento assunto da alcuni alunni che facevano parte del gruppo di studio. Da questa storia vera fu scritto un libro dopo anni ne è stato fatto un film, “L’onda”. Dagli Stati Uniti si trasloca in Germania, dove il Nazismo è maggiormente sentito dai ragazzi come una colpa della passata generazione. La Germania dunque dovrebbe essere il luogo dove è più difficile che una corrente politica dittatoriale possa trovare nuova linfa, a parte alcuni gruppi neonazisti formati dai famigerati naziskin.
“L’onda” è un film che non eccelle dal punto di vista registico (in molti punti sembra una fiction per la TV), ma la sceneggiatura è interessante: tanti sono gli spunti di riflessione offerti da una storia che potrebbe essere tragicamente attuale. Il Nazismo si sviluppò infatti durante un periodo storico in cui un regime pacifico liberale e democratico iniziava a palesare la sua struttura instabile, con una classe politica incapace di trovare accordi su importanti temi di natura sociale. La situazione poi era resa ancor più grave da profondi problemi economici con un aumento spropositato dell’inflazione che portò anche le classi più agiate a ritrovarsi di colpo in regime di povertà, in particolar modo durante la Grande Depressione del 1930. La società si trovò dunque disgregata e senza ideali. Facile dunque che questa condizione sociale diventasse terreno fertile per il partito nazionalsocialista di Adolf Hitler, che sorse con ideali basati sulla famiglia, l’amore patrio e sul senso di appartenenza ad un unico ideale nazionalista.
“L’onda” è dunque la storia di Rainer Wenger, giovane professore molto vicino alle idee dei suoi studenti. La domanda che egli pone è semplice: “E’ possibile che nella società moderna possa nascere un partito autarchico come quello Nazista?”. La risposta risulta essere meno banale di quella data subito da uno degli alunni. Perché come una sorta di ricorso storico, anche la società in cui si trovano i ragazzi è priva di fondamenta stabili: educazione troppo permissiva e senso di frustrazione per un futuro incerto devono essere elementi da non minimizzare. Wenger diventa così, attraverso il suo ruolo di educatore, un führer che getta le basi per la creazione di un gruppo nel quale i singoli si sentono più forti e più tutelati. “L’Onda” annulla le individualità attraverso un unico pensiero collettivo. Se da un lato questo potrebbe far pensare ad una società priva di contrasti, ciò è vero solo nel caso in cui ci si attiene a questo pensiero collettivo, da accettare senza alcuna critica.
Ottima la fotografia asettica attraverso la quale Breuer riesce a descrivere tutti i momenti dello sviluppo dell’Onda, ancor più accresciuto dalla colonna sonora ricca di pezzi hard rock realizzata da Heiko Maile.
“L’onda” è un film che nel bene e nel male deve essere visto per la sua volontà di riportare in evidenza un problema che nella nostra realtà potrebbe ripresentarsi in qualunque momento. Anche se inficiato da una seconda parte che sembra andare troppo nella direzione più ovvia, rimane un film interessante e sicuramente da vedere.

Voto: 70%


venerdì 17 aprile 2009

SETTIMANA DELLA CULTURA 2009

La Settimana della Cultura giunge al suo 24esimo anno. Dal 18 al 26 aprile 2009 il MiBAC tiene aperti, con ingresso gratuito, i luoghi d’arte statali: monumenti, musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche per promuovere la cultura in tutta l’Italia. Inoltre sono in programma circa 2500 eventi tra mostre, meeting, laboratori, aperture straordinarie, visite guidate, spettacoli, concerti, proiezioni cinematografiche.
Lo slogan per il 2009 è “La cultura è di tutti: partecipa anche tu”, per evidenziare che la cultura appartiene ad ogni persona, ed oltre ad usufruirne, è necessario preservarla ed assicurarne la trasmissione alle generazioni future.
Coinvolte nell’iniziativa molte Istituzioni pubbliche, Enti locali, Associazioni, Fondazioni statali e private, nonché numerose Associazioni di musica popolare e amatoriale, che hanno coinvolto bande musicali, cori e gruppi folkloristici presenti in tutti i Comuni d’Italia per l’organizzazione di eventi e manifestazioni.
Durante la Settimana della Cultura l’ingresso è gratuito o a costo ridotto nelle aree archeologiche, musei, monumenti e gallerie statali e nei luoghi non statali che hanno aderito. Questi alcuni degli eventi che saranno promossi gratuitamente in giro per l’Italia :
Il Museo di San Martino di Napoli espone il Ritratto di Masaniello di Andrea De Lione, esposto nella sala a lui dedicata. La visita guidata illustra il dipinto e la storia della rivoluzione di cui Masaniello fu protagonista.
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei propone un suggestivo itinerario nei giardini e degli antichi sentieri ripristinati tra natura e archeologia nel partendo da Cuma, passando per Baia, Pozzuoli e Posillipo, fino a giungere a Punta Campanella, inclusi i siti di Pompei, Ercolano, Oplontis, la Villa Iovis e la Villa di Damecuta sull’isola di Capri. Il tutto arricchito da spettacoli e letture al tramonto. Sempre a Napoli viene inaugurato il ponte in ghisa che collega il superbo giardino pensile con l’Appartamento Storico del Palazzo Reale recentemente ricostruito sotto la direzione dell’Arch. Enrico Guglielmo.
A Bologna il palazzo Palazzo Pepoli Campogrande, costruito a partire dalla seconda metà del XVII secolo dal Conte Odoardo Pepoli e riccamente affrescato, apre le porte per una serie di mostre e conferenze.
Nel Palazzo Reale di Caserta viene organizzata una mostra per descrivere il gusto e le scelte stilistiche della corte reale prima l’arrivo di Vanvitelli e della nascita della Repubblica Napoletana, con dipinti, arredi e oggettistica varia.
Il Museo Nazionale di Ravenna propone una lettura di brani poetici del mondo greco classico accompagnata da brani musicali eseguiti dagli allievi dei dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giuseppe Verdi” e dalla proiezione di immagini in cui mito, arte e musica si fondono. Sempre il Museo Nazionale propone “Fila al Museo”, un appuntamento ludico-creativo in cui i ragazzi sono invitati a scoprire gli strumenti e le tecniche utilizzati nell’antichità per realizzare filati e tessuti e a sperimentare dal vivo la tintura della stoffa.
Al Museo Pigorini di Roma inaugura la mostra dedicata a Gian Gaspare Napolitano, viaggiatore, scrittore e sceneggiatore. Partivolare risalto viene dato alla sua esperienza nel Messico “indio”. Sempre nella capitale, nell’ambito del progetto di rilancio della Galleria Corsini, visite guidate con itinerario nella Roma di Trastevere, in via della Lungara, tra la Villa Farnesina, il Palazzo Corsini (Galleria Nazionale di Arte Antica e Biblioteca Corsiniana) e il Museo dell’Orto Botanico. Musica jazz al Conservatorio di Musica di Santa Cecilia di Roma con Paolo Damiani e Danilo Rea in concerto con proprie composizioni originali.
A Genova vengono presentati i restauri, appena ultimati, del Sacrario ai Caduti della I Guerra Mondiale. Vi sono esposte opere di artisti quali Umberto Boccioni, Marcello Piacentini e Mario Sironi. Sempre nel capoluogo ligure si segnala l’originale iniziativa del l’Archivio di Stato, “Adotta un documento” per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di un urgente restauro per alcuni documenti di epoca medioevale.
Apertura straordinaria al Palazzo Ducale di Mantova: gli ambienti dell’Appartamento vedovile di Isabella d’Este in Corte Vecchia per la prima volta si potranno vedere, restaurati e ricomposti nella loro originaria unità. Dopo un anno di lavori, torna nella Sala XXIV della Pinacoteca Brera di Milano il capolavoro di Raffaello, "Lo sposalizio della Vergine", accompagnato da una videoproiezione che ne illustra storia e fasi del restauro.
Ville, chiese e palazzi aperti nelle Groane in provincia di Milano alla scoperta di tesori nascosti. Per l’occasione vengono organizzate conferenze, concerti musicali e laboratori per bambini.
A Cagliari riapre al pubblico dopo il restauro il sito di San Saturnino, uno dei siti paleocristiani tra i più significativi del bacino del Mediterraneo edificato fuori dalle mura nella necropoli orientale della città romana.
A Fiesole (Fi) si inaugura la mostra che presenta al pubblico alcuni dei più importanti e significativi lavori futuristi dell’artista Primo Conti, assieme ad alcuni documenti del “tempo eroico” del Futurismo fiorentino. Nell’anno delle celebrazioni dedicate a Galileo, Palazzo Strozzi a Firenze ospita una grande mostra ideata per illustrare la straordinaria avventura umana e intellettuale che ha portato alla concezione attuale dell’Universo.
A Venezia, visite guidate alle collezioni delle Gallerie dell’Accademia per conoscere i capolavori esposti seguendo il percorso cronologico, dal Trecento al Settecento, dell’esposizione museale. Anche Palazzo Grimani, sempre nel capoluogo veneto accoglie i visitatori che vogliano conoscere la struttura e gli arredi di una dimora patrizia nella Venezia del Cinquecento.
Per l’elenco completo di tutti gli eventi della Settimana della Cultura, basta visitare il sito dei Beni Culturali.


giovedì 16 aprile 2009

RAFFAELLO E URBINO

La mostra “Raffaello e Urbino” allestita presso la Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale della città marchigiana, presenta una collezione di capolavori utile per comprendere i rapporti tra Raffaello Sanzio ed Urbino, sua città natale ed importante centro di cultura rinascimentale sotto la signoria dei Montefeltro.
La mostra esibisce i capolavori giovanili di Raffaello, 20 dipinti e 19 disegni originali, provenienti dai più importanti musei al mondo messi a confronto con la pittura del padre Giovanni Santi e di altri pittori vicini alla fase giovanile della sua formazione a Urbino. Numerose ricerche hanno portato alla luce un numero incredibile di nuovi documenti che manifestano il tessuto artistico in cui si forma il giovane Raffaello e gli stretti legami, sia artistici che economici, con la sua città natale. Un modo di confutare i racconti di Vasari relativi ad un’improbabile presenza di Raffaello nella bottega di Perugino, riportando la sua formazione giovanile al padre ed della cultura urbinate, in grado, durante la seconda metà del ‘400, di competere con la stessa Firenze.
La mostra “Raffaello e Urbino” analizza dunque le vicende della bottega di Giovanni Santi dopo la sua morte avvenuta nel 1494. Il giovane Raffaello nel 1500 eredita la bottega paterna fino a firmarsi “Magister”, con Evangelista da Piandimeleto, per la commissione della pala di S. Agostino a Città di Castello.
La mostra è curata da Lorenza Mochi Onori, Soprintendente per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche e si avvale di un prestigioso comitato scientifico, e vede la partecipazione dei maggiori specialisti nella materia, impegnati in alcune delle più importanti collezioni museali del mondo: Linda Wolk Simon, del Metropolitan di New York, curatrice di una recente mostra, Carol Plazzotta e Tom Henry della National Gallery di Londra, curatori della mostra su Raffaello tenutasi a Londra nel 2004, e di numerosi altri esperti del settore.
La mostra “Raffaello e Urbino” è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro-Urbino, dal Comune di Urbino e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. L’organizzazione è affidata a Gebart in collaborazione con Civita.

Info
Sede: Galleria Nazionale delle Marche - Palazzo Ducale - Piazzale Duca Federico, 13 - Urbino
Periodo: 4 aprile - 12 luglio 2009
Orari: 8.30-19.15 (tutti i giorni), 8.30-14.00 (lunedì)
Ingresso: €9,00 intero - €7,00 ridotto
Tel: 199757515 (infos, prenotazioni e visite guidate) - 0243353522 (gruppi e scuole)
Note: la biglietteria chiude tutti i giorni alle 18.30, il lunedì alle 12.30.


lunedì 13 aprile 2009

BEATO ANGELICO IN MOSTRA A ROMA

“Beato Angelico. L’alba del Rinascimento” è la più grande mostra monografica in Italia, dopo quella del 1955 in Vaticano e a Firenze, del frate Giovanni da Fiesole al secolo Guido di Pietro. Una significativa collezione di opere provenienti dai più importanti musei italiani e stranieri, alcune delle quali per la prima volta esposte al pubblico, che testimoniano la sua prolifica attività artistica.
Nato nella provincia fiorentina, a Vicchio nel Mugello, città natale anche di Giotto, intorno alla fine del XIV secolo, divenne frate entrando nel convento di San Domenico a Fiesole dei domenicani osservanti. Pittore, miniatore e disegnatore, Beato Angelico, fu un osservante predicatore del neotomismo, corrente filosofico-religiosa che riprendeva i principi di Tommaso d’Aquino.
La mostra “Beato Angelico. L’alba del Rinascimento” traccia l’intero percorso dell’artista definito dal Vasari “Angelicus Pictor”, attraverso una selezione curata da Gerardo de Simone, Giovanni Morello ed Alessandro Zuccari, a partire dalle prime tavole di gusto tardo gotico, come la “Tebaide” e la “Madonna dei Cedri”, alle opere della maturità come il “Paradiso”. In mostra sono presenti tavole, tabernacoli, scomparti di pale, tele, disegni e miniature, a conferma del carattere poliedrico dell’arte del frate domenicano. Molte le opere inedite o mai presentate in mostra, come la predella di Zagabria (che ritrae le Stimmate di san Francesco e San Pietro Martire), ed alcune opere restaurate per questa occasione, come le tre tavole che rappresentano il “Giudizio finale”, l’“Ascensione” e la “Pentecoste” appartenenti alla romana Galleria Corsini.
La mostra, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali, Comitato Nazionale per i 550 anni della morte del Beato Angelico, Zètema Progetto Cultura, sarà aperta al pubblico dall’8 aprile al 5 luglio 2009 presso i Musei Capitolini a Roma.

Info
Sede: Musei Capitolini - Palazzo dei Caffarelli - Piazza del Campidoglio, 1 - Roma
Periodo: 8 aprile - 5 luglio 2009
Orari: 9.00-20.00 (tutti i giorni), lunedì chiuso
Ingresso: €6,00 intero - €4,00 ridotto
Tel: 060608 (infos e prenotazioni)
Note: la biglietteria chiude un’ora prima. I prezzi indicati sono relativi solo all’ingresso della mostra. Il biglietto integrato museo + mostra costa € 9.00 (€ 7.00 ridotto).


IO & MARLEY

io marleyTitolo originale: Marley & me
Nazione: USA
Anno: 2008
Genere: commedia
Durata: 2h00m
Regia: David Frankel
Sceneggiatura: Scott Frank, Don Roos
Fotografia: Florian Ballhaus
Musiche: Theodore Shapiro
Cast: Owen Wilson, Jennifer Aniston, Eric Dane, Kathleen Turner, Alan Arkin, Nathan Gamble, Clarke Peters, Haley Bennett, Bryce Robinson, Finley Jacobsen, Lucy Merriam, Benjamin Hyland


Trama
John e Jenny Grogan, appena sposati, decidono di lasciare i freddi inverni del Michigan per iniziare una nuova vita a West Palm Beach, nella calda e soleggiata Florida. Assunti come giornalisti in due quotidiani concorrenti, rappresentano la perfetta coppia innamorata. Il passo successivo della loro vita insieme è crearsi una famiglia. John non si sente ancora pronto al ruolo di padre e confessa le sue preoccupazione al suo amico Sebastian, il quale gli suggerisce di regalare a Jenny un cucciolo di Labrador per testare la sua capacità di occuparsi di un nuovo componente familiare. Ma il cucciolo, di nome Marley, ben presto crescerà assumendo dimensioni ragguardevoli travolgendo la loro vita di coppia come un vero uragano.

Recensione
“Io & Marley” mostra una situazione classica che spesso si presenta in tante famiglie: un giorno ti rechi in un canile (una fattoria nel caso del film) con il desiderio di adottare un piccolo cucciolo; lo vedi tra tanti, piccolo, tenero, desideroso di affetto; portato a casa inizia ad allietare le tue giornate fino a quando il cagnolino diventa un maldestro ed amorevole cagnone che combina disastri. E’ quanto succede anche a John e Jenny Grogan, una coppia felice ed innamorata, sul punto di compiere l’importante passo di diventare genitori. Ma un cane non è un bambino e i due lo capiranno ben presto. Tratto dall’omonimo romanzo che ha appassionato ed emozionato i proprietari di cani (e non) di mezzo mondo, “Io & Marley” narra le disavventure della coppia mostrata attraverso gli occhi del dolce ma goffo cagnone, capace di combinare disastri sia in casa che fuori. Marley distrugge ogni cosa gli si presenta di fronte, mangiando qualunque cosa di commestibile e non, incurante persino della severa scuola di addestramento per cani presso la quale viene portato dalla coppia. Ma “Io & Marley” non è la tipica commedia sul migliore amico dell’uomo, perché sono tanti gli elementi che spostano il film dal piano della banale comicità a quello della commedia brillante: i problemi di coppia; le difficile scelte tra la famiglia ed il lavoro che quasi sempre toccano alle mogli; il dualismo tra la vita familiare e quella di single.
David Frankel, regista della commedia di successo “Il diavolo veste Prada”, non poteva scegliere cast migliore: sia Owen Wilson che Jennifer Aniston non nascondono il loro amore sviscerale per i loro cani. Wilson è seguito ovunque dal suo fido Garcia, un australian cattle dog che compare in un breve attimo anche nel film; Aniston ha ammesso in alcune interviste di non poter fare a meno dei suoi due cani, Dolly, un pastore tedesco, e Norman, un corgi gallese. Ma è chiaro che il vero protagonista di “Io & Marley” è lo splendido labrador, capace di rubare la scena ai due attori hollywoodiani. Attraverso le sue imprese disastrose, Marley condivide le gioie ed i dolori della sua famiglia, perché nel suo caso è davvero difficile utilizzare la parola “padroni”. Positive le prove degli attori secondari: Alan Arkin, eccezionale in “Little Miss Sushine”, è il simpatico capo di John, mentre Eric Dane è perfetto nel ruolo di Sebastian, single per scelta. Sebastian è sempre lì ad ascoltare e consigliare John, fino a quando non viene distratto da una bella donna, sempre pronto a conquistarla. Una vita a prima vista molto più dinamica ed affascinante (ottima la scelta di Frenkel, che attraverso un montaggio veloce ne descrive gli amori con la voce narrante di John), ma che alla fine fa comprendere come il single sia spesso solo, privo degli affetti familiari.
Anche se è chiaro che l’idea che è alla base del film è quella di raccontare tutta la vita di Marley attraverso i suoi rapporti con la famiglia Grogan, in più punti si ha la sensazione che manchi una vera e propria trama trascinante, come se tutto si riducesse ad una serie di situazioni senza un filo conduttore. E se a questo si aggiunge l’eccessiva durata della pellicola (due ore), si capisce come il film presenti inevitabilmente diversi punti morti. Considerando tuttavia la mediocrità di tanti film che vedono protagonisti gli animali, bisogna dare merito a Frenkel di essere riuscito a creare qualcosa di simpatico e per nulla grossolano. Bella la colonna sonora di “Io & Marley”, sia nella presenza di brani pop di successo (splendide “Shiny happy people” dei R.E.M., “Lucky man” dei The Verve e la cover dei Nirvana “Lithium”, interpretata da Bruce Lash) che nelle musiche originali del compositore Theodore Shapiro, autore di colonne sonore in diverse commedie di successo. Esemplare invece la fotografia Florian Ballhaus, capace di catturare tutti i colori delle diverse stagioni dell’anno.
Lontana da una stupida comicità, “Io & Marley” è un’adorabile commedia sentimentale per gli amanti dei cani e degli animali in genere, forse gli unici in grado di capire realmente cosa si cela dietro questo particolare rapporto. Agli altri, il film apparirà come una semplice commedia penalizzata da una leggerezza narrativa e da una durata eccessiva. Una tenera e commovente storia capace di toccare le corde dell’anima non priva di alcune simpatiche gags.

Voto: 65%


FILMAPS: SCOPRI GRATIS I LUOGHI DEI TUOI FILM PREFERITI

Filmaps è un sito web che consente di localizzare i luoghi dove sono stati girati i film. Il servizio, utilizzando le mappe di Google, permette di conoscere le città che hanno fatto da location per film come, ad esempio, “Il Gladiatore” e “Batman”. Una volta sul sito, che non necessita di alcuna registrazione, è possibile effettuare due tipi di ricerche, per film oppure per città ed subito verrà visualizzata una mappa di Google contenente le locandine dei film girati in quella città. E’ possibile aggiungere nuovi film per migliorare il servizio offerto gratuitamente.
E’ inoltre disponibile un blog nel quale vengono presentate tutte le novità del sito. E’ possibile seguire Filmaps sui maggior social networks e su YouTube, sull’omonimo canale. Un codice javascript permette di visualizzare il loro servizio su un qualsiasi altro sito web. Al momento il sito è disponibile in inglese, spagnolo e catalano.


domenica 12 aprile 2009

SAHARA

saharaTitolo originale: id.
Nazione: Germania, Gran Bretagna, Spagna, USA
Anno: 2005
Genere: avventura
Durata: 2h04m
Regia: Breck Eisner
Sceneggiatura: Thomas Dean Donnelly, James V. Hart, Joshua Oppenheimer, John C. Richards
Fotografia: Seamus McGarvey
Musiche: Clint Mansell
Cast: Matthew McConaughey, Steve Zahn, Penelope Cruz, William H. Macy, Lambert Wilson, Delroy Lindo, Billy Seymour, Christopher Bello


Trama
Dirk Pitt e il suo fedele collega Al Giordino sono due esploratori agenti della NUMA (Agenzia Nazionale Marina e Sottomarina) sempre a caccia di tesori nascosti. Durante la ricerca lungo le sponde del Nilo della leggendaria corazzata americana che nel 1865 abbandonò gli Stati Uniti durante la guerra civile, incontrano Eva Rojas, una dottoressa che sta indagando su un misterioso virus che sta conducendo alla follia molte persone appartenenti ad alcune popolazioni del Nord Africa, minacciando anche l’ecosistema dell’intero pianeta.

Recensione
“Sahara” è il film tratto dall’omonimo libro di Clive Cussler, che fa parte di una lunga serie che ha come protagonista l’esploratore Dirk Pitt. Si può subito affermare che la maggior parte degli appassionati della serie rimarranno delusi nel vedere il film che a causa dei tempi cinematografici risulta privo di molte parti della storia, peccato però che queste siano quelle più interessanti e che hanno reso la saga di Dick Pitt una sorta di cult tra gli appassionati della letteratura d’avventura. Come esempio della mediocrità della trasposizione cinematografica si può prendere il personaggio della dottoressa Eva Rojas, interpretata da una frizzante Penelope Cruz, che nel film viene ridotta alla bella di turno bisognosa dell’aiuto dell’eroe. “Sahara” è il classico film d’avventura, girato dall’esordiente Breck Eisner senza troppa enfasi né profondità di contenuti. Inseguimenti e scontri con i cattivi, tutto ben supportato da una serie di effetti speciali molto accattivanti sono la parte principale (e forse l’unica) della pellicola. Matthew McConaughey è il perfetto eroe, belloccio e sfacciato, ma totalmente distante dal personaggio dei libri di Cussler; Steve Zahn, è invece una faccia da schiaffi che non può che risultare simpatica.
La trama è il punto debole di “Sahara”: oltre ad essere una pessima sintesi dei libri, risulta poco credibile, con alcune situazioni eccessive ed inverosimili: tra le tante, fa davvero sorridere ad esempio la scena in cui la bella dottoressa riesce a sfuggire con una semplicità disarmante a tre brutti ceffi e fuggendo si ritrova proprio di fronte al nostro eroe il quale riesce ad bloccare uno degli uomini, in attesa soltanto di essere colpito. Dunque poche idee e per giunta poco originali, una serie di dialoghi troppo insipidi ed una colonna sonora a volte poco attinente. Ottima invece la fotografia che riproduce fedelmente le splendide ambientazioni desertiche e le situazioni frenetiche nelle quali si ritrovano i personaggi.
“Sahara” è dunque un film poco fedele al libro di Cussler, ridotto alla classica “americanata” che però potrà far passare una piacevole serata senza troppe pretese cinematografiche. Chi invece fosse interessato ad una serie di avventure più avvincenti meglio optare per altri film d’avventura oppure procurarsi uno dei libri del romanziere americano.

Voto: 56%


BUONA PASQUA 2009

Quest’anno gradirei al posto di commenti contenenti gli auguri di una buona pasqua, la conferma da parte vostra della donazione di €1 mediante un sms al 48580 (€2 da telefono fisso Telecom) in favore delle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 6 aprile.
Spero di leggere tanti commenti di conferma e nel caso tu avessi già effettuato una donazione tramite sms, non ti costa nulla farne un’altra.
Sono sicuro che mentre stai leggendo questo post, il tuo cellulare è lì vicino a te. 5 sms di auguri equivalgono ad un sms che può valere tanto.
Chiunque può e deve fare qualcosa.
Per le altre tipologie di donazione, ti rimando a questo post.


sabato 11 aprile 2009

PERFECT STRANGER

perfect strangerTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: thriller
Durata: 1h50m
Regia: James Foley
Sceneggiatura: Todd Komarnicki
Fotografia: Anastas Michos
Musiche: Antonio Pinto
Cast: Halle Berry, Bruce Willis, Giovanni Ribisi, Richard Portnow, Gary Dourdan, Nicki Aycox, Kathleen Chalfant, Florencia Lozano, Gordon MacDonald, Daniella Van Graas, Paula Miranda


Trama
Rowena Price è una giornalista sempre alla ricerca di sensazionali scoop. Quando la sua amica d’infanzia Grace Clayton viene ritrovata assassinata, Rowena inizia ad indagare con la collaborazione dell’amico e collega Miles, un esperto informatico. Rowena scopre che l’amica ricattava Harrison Hill, un famoso pubblicitario con il quale aveva una relazione clandestina, minacciando di raccontare tutto alla moglie. Rowena si fa assumere come stagista all’agenzia pubblicitaria sotto il falso nome di Katherine scoprendo verità sconvolgenti che la porteranno a non fidarsi più di nessuno.

Recensione
“Perfect stranger” è un thriller ben confezionato attorno a location moderne, fashion, eleganti e lussuose. Tutto è curato nei minimi dettagli, in maniera a tratti eccessiva, dando all’insieme un senso di patinato e televisivo (vedi “CSI”, “Sex and the city”).
Gli attori confermano la tendenza adottata: Halle Berry è una delizia per gli occhi (maschili), sexy ed a tratti provocante, peccato che a tanta avvenenza non corrisponda una recitazione in grado di conferire spessore al personaggio; Bruce Willis, nel ruolo di un pubblicitario il cui potere è utilizzato spesso per interessi “personali”, conserva il suo fascino pur non essendo molto sfruttato nel film; buona l’interpretazione di Giovanni Ribisi anche se il suo personaggio risulta essere il più penalizzato dalla sceneggiatura.
“Perfect stranger” comincia infatti con un buon ritmo, interessante nello svolgersi degli eventi, ma non riesce a decollare a causa di una sceneggiatura instabile e poco verosimile. I diversi alter ego interpretati da Halle Berry se potenzialmente vorrebbero testimoniare la falsità che si cela dietro i suoi personaggi, travestendosi da stagista dell'agenzia pubblicitaria nella vita reale (assurdo come riesca ad ottenere il posto di lavoro così facilmente) e da femme fatale in chat in maniera poco funzionale allo scopo; Miles, il personaggio di Ribisi, è capace di fare ogni cosa dietro un computer semplicemente aggirando un firewall, quando in realtà le cose sono molto più complesse e difficili.
James Foley, dopo il ben orchestrato e divertente “Confidence - La truffa perfetta”, realizza un film sconclusionato, con troppa carne al fuoco.
“Perfect stranger” è un thriller classico che riserva un finale che pretende di sconvolgere tutta la storia, ma si presenta troppo eccessivo. Forse se si fosse scelto un finale più convenzionale, con l’assassino un po’ più prevedibile, l’insieme avrebbe avuto maggior credibilità e coinvolgimento. Da dire poi che finale a parte la suspense è quasi del tutto assente, con la storia del flashback risolutore poco verosimile e decisamente piatta. Un film che non appassiona ma che neanche annoia.

Voto: 53%


giovedì 9 aprile 2009

TERREMOTO ABRUZZO: CHIUNQUE PUO' E DEVE FARE QUALCOSA

Il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 è stato un tragico evento che ha cancellato centinaia vite umane e ridotto sul lastrico numerose famiglie. Una catastrofe che avrebbe potuto colpire ognuno di noi. Rimanere insensibili è impossibile, l’unica cosa possibile da fare è quella di contribuire economicamente in favore delle popolazioni colpite duramente dal sisma.
Esistono diverse possibilità per dare un aiuto, non hai scuse per sottrarti ad un semplice ma importante gesto di solidarietà!!!

Telefonia mobile e fissa
Tim, Vodafone, Wind e 3, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato il numero 48580 per inviare sms da €1, che sarà interamente devoluto in favore delle popolazioni abruzzesi. Lo stesso numero può essere composto dalla rete fissa di Telecom Italia, con una donazione di €2 per ogni chiamata.

Croce Rossa Italiana
C/C bancario n. 218020 presso BNL - Roma
intestato a: Croce Rossa Italiana
codice IBAN: IT66 C010 0503 3820 0000 0218020
causale: pro terremoto Abruzzo
C/C postale n. 300004
intestato a: Croce Rossa Italiana
codice IBAN: IT24 X076 0103 2000 0000 0300004
causale: pro terremoto Abruzzo
Versamenti online sul sito: http://www.cri.it/donazioni.html

Poste Italiane
C/C 10 40 0000
intestato a: Poste Italiane per l’Abruzzo
codice IBAN: IT03 U076 0103 2000 0001 0400000
Per i pagamenti effettuati con BancoPosta online attraverso postagiro e bollettino, nello spazio dell’intestazione va indicato: Poste Italiane per Abruzzo.
Poste Mobile ha attivato anche il numero 37720488580 mediante il quale è possibile inviare un sms da €1 oppure effettuare un bonifico.


domenica 5 aprile 2009

THE HUNTING PARTY

the hunting partyTitolo originale: id.
Nazione: Bosnia-Erzegovina, Croazia, USA
Anno: 2007
Genere: avventura, drammatico
Durata: 1h43m
Regia: Richard Shepard
Sceneggiatura: Richard Shepard
Fotografia: David Tattersall
Musiche: Rolfe Kent
Cast: Richard Gere, Terrence Howard, Jesse Eisenberg, James Brolin, Ljubomir Kerekes, Kristina Krepela, Gordana Vukres, Joy Bryant, Sanela Seferagic, Damir Saban, Goran Kostic, Mark Ivanir


Trama
Il famoso reporter televisivo Simon Hunt ha lavorato nelle più pericolose zone di guerra del mondo, seguito regolarmente dal suo cameraman Duck. Assieme hanno rischiato la vita per poter riportare attraverso i loro servizi le atrocità della guerra. Durante una trasmissione in diretta su un canale nazionale, Simon perde il controllo troncando per sempre la sua carriera. Da quel momento, Duck va avanti nella sua carriera mentre Simon scompare, forse impegnato in guerre pericolose come giornalista free lance. Dopo cinque anni, Duck ritorna a Sarajevo per seguire il quinto anniversario della fine della guerra, accompagnato da Benjamin, giornalista in erba nonché figlio di uno dei produttori del network. Improvvisamente riappare Simon che convince Duck di seguirlo alla ricerca della “Volpe”, il criminale di guerra più ricercato di Bosnia. Simon, Duck e Benjamin si avventurano così alla ricerca del criminale, al fine di realizzare lo scoop della loro vita.

Recensione
La storia di “The hunting party” ha inizio nell’ottobre del 2000 quando uno dei produttori, Mark Johnson, legge la storia di Scott Anderson, uno giornalista che, appena rientrato dalla Bosnia, pubblicò il suo reportage di guerra sulla rivista Esquire: una curiosa storia di guerra scritta con macabra ironia. Incontrato il giornalista, Johnson riuscì a concordare la produzione di un film. Contattò il regista e sceneggiatore Richard Shepard, il quale iniziò a scrivere la sceneggiatura che dopo qualche anno portò a compimento.
“The hunting party” inizia con la significativa premessa: “Solo i particolari più assurdi di questa storia sono veri”. Racconta la storia di tre uomini alle prese con un viaggio pericoloso in un paese che non aveva ancora dimenticato gli orrori di una guerra fratricida. Tra realismo e finzione, “The hunting party” è un film on the road che non intende dare giudizi sulla guerra, ma che vuole soltanto raccontare gli episodi, a volte anche divertenti, dei tre protagonisti. Non mancano però sequenze dure, realizzate in maniera cruda e realistica.
Ottimo il cast, interprete di personaggi ben caratterizzati da Shepard, senza retorica né enfasi. Piace molto il sempreverde Richard Gere, a suo agio nei panni di Simon Hunt, quello che in realtà era il reporter di guerra Scott Anderson. Un personaggio folle attorno al quale ruota l’intera pellicola. Terrence Howard è invece interprete pacato e sommesso nel ruolo di Duck, il cameraman che segue Simon nelle sue disavventure. Non ultimo in ordine di importanza Jesse Eisenberg, ormai sempre meno promessa del cinema e sempre più attore affermato.
Buone le scene d’azione che si intrecciano ai flashback legati ai ricordi drammatici dei personaggi: tutto è guarnito da un singolare umorismo nero nei confronti della guerra, unico sfogo mentale per uomini che si ritrovano a svolgere la propria professione in martoriate zone di guerra.
La fotografia di David Tattersall si sottomette alla narrazione come strumento strettamente collegato allo sguardo dei protagonisti. Terrificante in alcuni punti la colonna sonora di Rolfe Kent: all’inizio del film, ad esempio, la musica che stride fortemente con l’aspetto visivo, con cadaveri ammassati e membra umane squarciate dai proiettili risulta tragicamente assurda, ma terribilmente reale.
“The hunting party” è un film che non prende alcuna netta posizione su un terribile conflitto, ma con estrema sfrontatezza e senza mai essere pesante vuole mostrare le atrocità della guerra attraverso una trama coinvolgente e piacevole. Perfetto equilibrio tra dramma e azione, peccato per il finale un po’ sbrigativo, ma questo è un’inezia rispetto alla numerose qualità della pellicola.

Voto: 65%


sabato 4 aprile 2009

CELLULAR

cellularTitolo originale: id.
Nazione: USA
Anno: 2004
Genere: azione, thriller
Durata: 1h34m
Regia: David R. Ellis
Sceneggiatura: Larry Cohen
Fotografia: Gary Capo
Musiche: John Ottman
Cast: Kim Basinger, Chris Evans, Jason Statham, Eric Christian Olsen, William H. Macy, Jessica Biel, Brendan Kelly, Caroline Aaron, Richard Burgi, Noah Emmerich, Eric Etebari, Adam Taylor Gordon, Rick Hoffman

Trama
Ryan è alla guida della sua auto nel traffico di Los Angeles quando al suo cellulare arriva la telefonata di una donna sconosciuta. E’ Jessica Martin, un’insegnante di biologia e moglie di un assicurato, rapita in casa sua da cinque sconosciuti senza un’apparente motivo. Rinchiusa in un misterioso nascondiglio, Jessica ha nel cellulare andato quasi distrutto la sua ultima speranza di comunicare con Ryan che si ritroverà invischiato in situazioni pericolose cercando di ritrovare e salvare la donna in pericolo.

Recensione
A prima vista “Cellular” sembra l’ennesimo insulso film costruito attorno alle moderne tecnologie che hanno invaso e schiavizzato la società moderna. Con tali premesse, il rischio di ritrovarsi di fronte all’ennesimo film banale e scontato è alto, “Cellular” invece si impone come un thriller/action avvincente con una gradevole dose di humour diretto con brio dal regista californianiano David R. Ellis. La sceneggiatura di Larry Cohen, già autore del buon “In linea con l’assassino” (soggetti molto simili, dato che anche in quel caso il thrilling correva sul “filo di un telefono”), non è certo il punto forte di “Cellular”, la trama è infatti scontata e priva di validi colpi di scena. Eppure questa pellicola riesce a coinvolgere lo spettatore che subito sprofonda in una spirale adrenalinica senza facile uscita. Kim Basinger è sempre bella, Jason Statham tosto da spezzare l’acciaio, William H. Macy inquieto ma equilibrato, Chris Evans giovane, bello e convincente. In un film che non nasconde le pubblicità a marchi famosi, è bello vedere che l’anima commerciale è tuttavia condita da ingredienti appetitosi. Jessica Biel ha solo il tempo di far vedere la sua bellezza tanto sono poche le sue battute.
“Cellular” è un film che entusiasma senza alcuna pretesa, grazie ad un mix di ottime scene di azione, momenti di alta tensione e situazioni divertenti.

Voto: 61%


giovedì 2 aprile 2009

TI VA DI BALLARE? - TAKE THE LEAD

Titolo originale: Take the lead
Nazione: USA
Anno: 2006
Genere: drammatico
Durata: 1h48m
Regia: Liz Friedlander
Sceneggiatura: Dianne Houston
Fotografia: Alex Nepomniaschy
Musiche: Swizz Beatz, Aaron Zigman
Cast: Antonio Banderas, Rob Brown, Dante Basco, John Ortiz, Laura Benanti, Alfre Woodard, Yaya DaCosta, Marcus T. Paulk, Katya Virshilas, Jenna Dewan, Jonathan Malen, Jasika Nicole


Trama
Pierre Dulaine, un ballerino franco-spagnolo di Manhattan, si mette ad insegnare danza ad un gruppo di liceali in un doposcuola punitivo. Se al principio i ragazzi rimangono indifferenti nei confronti di Dulaine e dei suoi insegnamenti, con il passar del tempo rimangono impressionati dalla tenacia e dalla passione dell’insegnante. Unendo allo stile classico di Dulaine le più attuali esperienze hip-hop, il gruppo di giovani creano un genere molto particolare.

Recensione
“Ti va di ballare? - Take the lead” racconta la vera storia di Pierre Dulaine, un uomo che rivolse gran parte del suo tempo per insegnare danza a ragazzi disadattati di una malfamata scuola pubblica. Il suo progetto ebbe un grandissimo successo, tanto che oggi i suoi corsi sono seguiti da più di 1200 scuole negli Stati Uniti. Dulaine, interpretato da un eclettico e coinvolto Antonio Banderas, diviene una sorta di guida non solo per la danza, ma un maestro di vita, dal momento che questi ragazzi non avevo avuto modelli positivi cui ispirarsi, sostenendoli e convincendoli a prendere parte a un’importante gara di ballo, come riprova di tutti gli insegnamenti ricevuti. Ma è proprio questa parte basilare del film a far vacillare la credibilità di tutta la narrazione. La sceneggiatura di Diane Houston è infatti talmente audace da permette ad un gruppo di ragazzi con meno di un anno di scuola di ballo di partecipare ad una gara di ballo dove sono presenti ballerini professionisti senza chiaramente fare brutta figura. Inoltre c’è da sottolineare come la figura Pierre Dulaine sia stata poco analizzata e messa in scena troppo in fretta in un ambiente che si rivela troppo insensibile ai suoi insegnamenti.
I ragazzi della scuola sono poi banalmente raffigurati nel classico atteggiamento di chi è in cerca di rivalsa ed è evidente che “Ti va di ballare? - Take the lead” prosegua con episodi scontati e ridicoli. Seppur tratto da una storia vera, tutto sembra essere romanzato in maniera troppo architettata con il solo scopo di risultare commerciale. La regista Liz Friedlander, poco aggiunge al film limitandosi ad una serie di artifici registici che fanno perdere qualità alle sezioni di ballo appena sufficienti.
Malgrado tutti questi evidenti pecche, il film scorre piacevolmente grazie anche alla colonna sonora che unisce alla moderna hip-hop, brani classici del liscio.
“Ti va di ballare?” è in sintesi un film di intrattenimento, di sicuro migliore di tante porcherie sul ballo che di tanto in tanto escono al cinema. Una serata tranquilla e piacevole soprattutto per i fans di “Amici di Maria De Filippi”. Chi invece odia il programma della signora Costanzo può cambiare film o provare ad accettarlo.

Voto: 60%