La mostra “Roma. La pittura di un Impero”, ospitata presso le Scuderie del Quirinale di Roma, presenta attraverso nature morte, episodi di mitologia, paesaggi, scene di vita quotidiana, la pittura romana che va dal I secolo a.C. ed il IV d.C., un periodo di conquiste coloniali e di grande fervore e benessere per l’Impero Romano.
Oltre cento opere tra affreschi, decorazioni, mosaici, ritratti su legno e su vetro, un tempo oggetti usuali nelle domus patrizie e nelle abitazioni e botteghe popolari giunte fin qui dai famosi siti archeologici di Roma, Napoli e Pompei e da musei internazionali (Louvre di Parigi, Metropolitan Museum di New York, British Museum di Londra, Museo Egizio de Il Cairo). Un allestimento, curato dall’attore e regista teatrale Luca Ronconi, che struttura il percorso espositivo in cinque sezioni dai titoli: “Pareti ingannevoli”, “La negazione dello spazio”, “Ombra e luce”, “Antiche pinacoteche”, “La città parla: dagli esterni agli interni”, “Dalla riscoperta della Domus Aurea alle Grottesche”. Una perfetta ricostruzione di intere stanze con i relativi affreschi concedendo dunque un valido esempio di come questi elementi si inserissero nel loro contesto quotidiano e sociale del periodo. Scenografie parietali, paesaggi bucolici e agresti, vedute di ville e di santuari rurali, vedute di giardini sono invece i soggetti della prima parte della mostra, assieme ad una collezione di raffigurazioni della mitologia greca: Amore e Psiche, Ercole e Telefo, Perseo e Andromeda, Polifemo e Galatea,.
Per la prima volta in Italia si potranno ammirare, in raffronto diretto, alcuni esempi di ritrattistica ad affresco, a mosaico o su vetro, rinvenuti direttamente in Italia, assieme ai più decantati ritratti a encausto (un’antica tecnica pittorica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio nella quale pigmenti colorati vengono mescolati a cera) dell’oasi egiziana di El Fayyum.
La mostra “Roma. La pittura di un Impero” offre un’approfondita testimonianza come si sviluppò la pittura romana durante i secoli che videro la Città Eterna predominare in tutto il mondo. Al principio, i pittori romani, affascinati dall’arte pittorica greca, iniziarono ad imitarne schemi e tecniche creando un gran numero di copie ma nel tempo seguì una propria strada tanto da divenire un modello per l’arte dei secoli successivi. I pittori romani non sembravano interessati al concetto di prospettiva (secondo alcuni critici, in realtà, non era una mancanza di interesse, bensì un’incapacità a riprodurre le linee prospettiche). Gli oggetti erano infatti collocati nello spazio senza seguire un rigido schema, lasciando l’impronta di una certa libertà di rappresentazione dell’immagine. I pittori romani erano soliti seguire una tecnica di pittura a macchia, caratterizzata da tocchi di colore che alludevano all’interpretazione soggettiva del reale. Tale tecnica fu ripresa e resa propria dalla corrente dei Macchiaioli durante il XIX secolo.
Grande importanza nell’arte dell’Antica Roma (ma in genere in tutta l’arte del mondo antico) veniva attribuita i colori. Si consideri che i monumenti pubblici e le statue erano tutti policromi e i marmi quasi sempre colorati che il tempo lascia quasi del tutto decolorati per il disfacimento dei pigmenti. Pittura e decorazioni rappresentano dunque una rarità ed è dunque difficile pensare all’arte del mondo antico come un proliferare di colori.
Il periodo artistico analizzato dalla mostra “Roma. La pittura di un Impero” inizia dal secondo stile, detto stile architettonico, che consisteva nel simulare ogni elemento architettonico (colonne, archi e lesene) con una tecnica pittorica caratterizzata da forti chiaroscuri. Molta importanza assunse la figura del paesaggista, esperto nella pittura parietale di giardini e spazi aperti che spesso ampliavano in modo fittizio gli spazi aperti presenti nelle domus romane. Durante il terzo stile o stile ornamentale, che viene fatto arrivare fino alla metà del i secolo a.c., l’illusionismo prospettico viene messo in disparte favorendo invece uno stile fatto di campiture piatte decorate con scene di vario genere. Il quarto stile o stile dell’illusionismo prospettico segna un ritorno agli elementi del secondo stile ampliandone sontuosità e splendore mediante l’inserimento di architetture immaginarie e di grande impatto scenico
La mostra dunque consente di comprendere la qualità della pittura romana ed il suo rapporto tra l’arte antica e moderna. Attraverso la conoscenza di forma d’arte di importanza fondamentale per l’Impero Romano è possibile comprenderne anche gli aspetti relativi alle questioni sociali ed alla vita pubblica e privata.
La mostra “Roma. La pittura di un Impero”, curata da Eugenio La Rocca, Serena Ensoli, Stefano Tortorella e Massimiliano Papini, è un evento sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo e da MondoMostre, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche di Roma e Napoli.
Info
Sede: Scuderie del Quirinale - Via XXIV Maggio 16, Roma
Periodo: 24 settembre 2009 - 17 gennaio 2010
Orari: 10.00-20.00 (da domenica a giovedì), 10.00-22.30 (venerdì e sabato), lunedì chiuso
Ingresso: €10,00 intero - €7,50 ridotto - €4,00 (studenti in gruppi scolastici)
Tel: 0639967500 (infos e prenotazioni)
Note: l’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura
Oltre cento opere tra affreschi, decorazioni, mosaici, ritratti su legno e su vetro, un tempo oggetti usuali nelle domus patrizie e nelle abitazioni e botteghe popolari giunte fin qui dai famosi siti archeologici di Roma, Napoli e Pompei e da musei internazionali (Louvre di Parigi, Metropolitan Museum di New York, British Museum di Londra, Museo Egizio de Il Cairo). Un allestimento, curato dall’attore e regista teatrale Luca Ronconi, che struttura il percorso espositivo in cinque sezioni dai titoli: “Pareti ingannevoli”, “La negazione dello spazio”, “Ombra e luce”, “Antiche pinacoteche”, “La città parla: dagli esterni agli interni”, “Dalla riscoperta della Domus Aurea alle Grottesche”. Una perfetta ricostruzione di intere stanze con i relativi affreschi concedendo dunque un valido esempio di come questi elementi si inserissero nel loro contesto quotidiano e sociale del periodo. Scenografie parietali, paesaggi bucolici e agresti, vedute di ville e di santuari rurali, vedute di giardini sono invece i soggetti della prima parte della mostra, assieme ad una collezione di raffigurazioni della mitologia greca: Amore e Psiche, Ercole e Telefo, Perseo e Andromeda, Polifemo e Galatea,.
Per la prima volta in Italia si potranno ammirare, in raffronto diretto, alcuni esempi di ritrattistica ad affresco, a mosaico o su vetro, rinvenuti direttamente in Italia, assieme ai più decantati ritratti a encausto (un’antica tecnica pittorica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio nella quale pigmenti colorati vengono mescolati a cera) dell’oasi egiziana di El Fayyum.
La mostra “Roma. La pittura di un Impero” offre un’approfondita testimonianza come si sviluppò la pittura romana durante i secoli che videro la Città Eterna predominare in tutto il mondo. Al principio, i pittori romani, affascinati dall’arte pittorica greca, iniziarono ad imitarne schemi e tecniche creando un gran numero di copie ma nel tempo seguì una propria strada tanto da divenire un modello per l’arte dei secoli successivi. I pittori romani non sembravano interessati al concetto di prospettiva (secondo alcuni critici, in realtà, non era una mancanza di interesse, bensì un’incapacità a riprodurre le linee prospettiche). Gli oggetti erano infatti collocati nello spazio senza seguire un rigido schema, lasciando l’impronta di una certa libertà di rappresentazione dell’immagine. I pittori romani erano soliti seguire una tecnica di pittura a macchia, caratterizzata da tocchi di colore che alludevano all’interpretazione soggettiva del reale. Tale tecnica fu ripresa e resa propria dalla corrente dei Macchiaioli durante il XIX secolo.
Grande importanza nell’arte dell’Antica Roma (ma in genere in tutta l’arte del mondo antico) veniva attribuita i colori. Si consideri che i monumenti pubblici e le statue erano tutti policromi e i marmi quasi sempre colorati che il tempo lascia quasi del tutto decolorati per il disfacimento dei pigmenti. Pittura e decorazioni rappresentano dunque una rarità ed è dunque difficile pensare all’arte del mondo antico come un proliferare di colori.
Il periodo artistico analizzato dalla mostra “Roma. La pittura di un Impero” inizia dal secondo stile, detto stile architettonico, che consisteva nel simulare ogni elemento architettonico (colonne, archi e lesene) con una tecnica pittorica caratterizzata da forti chiaroscuri. Molta importanza assunse la figura del paesaggista, esperto nella pittura parietale di giardini e spazi aperti che spesso ampliavano in modo fittizio gli spazi aperti presenti nelle domus romane. Durante il terzo stile o stile ornamentale, che viene fatto arrivare fino alla metà del i secolo a.c., l’illusionismo prospettico viene messo in disparte favorendo invece uno stile fatto di campiture piatte decorate con scene di vario genere. Il quarto stile o stile dell’illusionismo prospettico segna un ritorno agli elementi del secondo stile ampliandone sontuosità e splendore mediante l’inserimento di architetture immaginarie e di grande impatto scenico
La mostra dunque consente di comprendere la qualità della pittura romana ed il suo rapporto tra l’arte antica e moderna. Attraverso la conoscenza di forma d’arte di importanza fondamentale per l’Impero Romano è possibile comprenderne anche gli aspetti relativi alle questioni sociali ed alla vita pubblica e privata.
La mostra “Roma. La pittura di un Impero”, curata da Eugenio La Rocca, Serena Ensoli, Stefano Tortorella e Massimiliano Papini, è un evento sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo e da MondoMostre, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche di Roma e Napoli.
Info
Sede: Scuderie del Quirinale - Via XXIV Maggio 16, Roma
Periodo: 24 settembre 2009 - 17 gennaio 2010
Orari: 10.00-20.00 (da domenica a giovedì), 10.00-22.30 (venerdì e sabato), lunedì chiuso
Ingresso: €10,00 intero - €7,50 ridotto - €4,00 (studenti in gruppi scolastici)
Tel: 0639967500 (infos e prenotazioni)
Note: l’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura
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1 Comment:
Bene, noto che oltre alla mostra di Michelangelo, dovrò vedere anche questa sicuramente. Un bel viaggio nell'arte!
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