“Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura” è il titolo della mostra che si terrà a Forlì presso il complesso museale del San Domenico. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e curata da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Sergej Androsov, la mostra si presenta, assieme a quella realizzata a Venezia nel 1992, come la più completa esposizione dedicata all’artista veneto.
Saranno infatti presenti a Forlì 160 opere (marmi, gessi, bassorilievi, dipinti e disegni), una serie di capolavori grazie ai quali sarà possibile ripercorrere l’intera carriera artistica di Antonio Canova, spaziando dalla scultura alla pittura, offrendo anche alcuni confronti con Raffaello e Tiziano.
Non tutti sanno, forse, che Forlì e le Romagne, furono luoghi importanti per Canova e, in genere, per il neoclassico pittorico e scultoreo. Per Forlì, Antonio Canova realizzò tre splendide opere: nel 1814, “La danzatrice col dito al mento”, commissionata dal banchiere Domenico Manzoni, andata dispersa dopo la tragica morte del proprietario; l’eccelsa stele funeraria sempre per il banchiere Domenico Manzoni; una versione di Ebe, una delle sue opere più famose, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini.
La mostra consente di confrontare l’Ebe di Forlì con quella rappresentata su una nuvola, appartenuta all’Imperatrice Giuseppina moglie di Napoleone. Ma il parallelo non si limita soltanto a queste due opere, dato che sono state disposte in sequenza con altri capolavori della scultura antica: “L’Arianna con la pantera”, “La danzatrice di Tivoli”, opera ellenistica cui Canova si ispirò ed “Il Mercurio volante” di Giambologna, il capolavoro assoluto dello sculture fiammingo legato alla città di Firenze.
La figura di Ebe, figlia di Zeus e di Era e simbolo della giovinezza ancora non contaminata, rappresenta uno dei principali temi della mostra. Oltre alle sculture di Antonio Canova, si possono ammirare le sue raffigurazioni nell’arte pittorica, con dipinti di importanti pittori neoclassici stranieri (Vigée-Le Brun, Romney, Reynolds, Hamilton, West) e italiani (Pellegrini, Landi, Schiavoni, Lampi).
Canova accomunava la bellezza eterna di Ebe a quelle di altre divinità come “Amore e Psiche”, capolavoro di Canova presente nella sezione successiva della mostra, a fianco ad altre sue importanti opere raffrontate con le creazioni di pittori come Hayez, Giani, Landi, Angelica Kauffmann.
Un’apposita sezione viene dedicata alla Danzatrice, anch’ essa appartenuta all’Imperatrice Giuseppina e ora all’Ermitage, accostata alle incantevoli Danzatrici di Hayez e alle figure danzanti presenti nei quadri di Canova, che finalmente restaurate, svelano per la prima volta la tecnica pittorica dell’artista veneto.
Altra interessante sezione della mostra è quella dedicata allo “Scultore filosofo”, dove viene ispezionato Canova attraverso il tema della morte con alcune stele funerarie in marmo messe a confronto con alcuni quadri drammatici. La rappresentazione della morte fu un tema tipico del periodo neoclassico, inteso non in senso doloroso e malinconico ma come esaltazione dell’uomo attraverso il suo ricordo. E dunque nella scultura i monumenti funebri, in particolar modo quelli dedicati a grandi personaggi, diventavano il simbolo del loro valore ed una testimonianza delle proprie virtù.
“Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura” è in sintesi una mostra di enorme rilievo, testimonianza non solo della pittura e scultura dell’artista veneto, uno tra i più illustri del nostro Paese, ma di tutta l’arte in genere. Canova a Forlì è un appuntamento sicuramente da non perdere, un’occasione per conoscere la creatività di un artista eccezionale.
Info
Sede: Musei San Domenico - Piazza Guido da Montefeltro, 12 - Forlì
Periodo: 25 gennaio - 21 giugno 2009
Orari: 9.30-19.00 (tutti i giorni), 9.30-20.00 (sabato, domenica e festivi), lunedì chiuso
Ingresso: €9,00 intero - €6,00 ridotto
Tel: 199199111 (infos)
Saranno infatti presenti a Forlì 160 opere (marmi, gessi, bassorilievi, dipinti e disegni), una serie di capolavori grazie ai quali sarà possibile ripercorrere l’intera carriera artistica di Antonio Canova, spaziando dalla scultura alla pittura, offrendo anche alcuni confronti con Raffaello e Tiziano.
Non tutti sanno, forse, che Forlì e le Romagne, furono luoghi importanti per Canova e, in genere, per il neoclassico pittorico e scultoreo. Per Forlì, Antonio Canova realizzò tre splendide opere: nel 1814, “La danzatrice col dito al mento”, commissionata dal banchiere Domenico Manzoni, andata dispersa dopo la tragica morte del proprietario; l’eccelsa stele funeraria sempre per il banchiere Domenico Manzoni; una versione di Ebe, una delle sue opere più famose, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini.
La mostra consente di confrontare l’Ebe di Forlì con quella rappresentata su una nuvola, appartenuta all’Imperatrice Giuseppina moglie di Napoleone. Ma il parallelo non si limita soltanto a queste due opere, dato che sono state disposte in sequenza con altri capolavori della scultura antica: “L’Arianna con la pantera”, “La danzatrice di Tivoli”, opera ellenistica cui Canova si ispirò ed “Il Mercurio volante” di Giambologna, il capolavoro assoluto dello sculture fiammingo legato alla città di Firenze.La figura di Ebe, figlia di Zeus e di Era e simbolo della giovinezza ancora non contaminata, rappresenta uno dei principali temi della mostra. Oltre alle sculture di Antonio Canova, si possono ammirare le sue raffigurazioni nell’arte pittorica, con dipinti di importanti pittori neoclassici stranieri (Vigée-Le Brun, Romney, Reynolds, Hamilton, West) e italiani (Pellegrini, Landi, Schiavoni, Lampi).
Canova accomunava la bellezza eterna di Ebe a quelle di altre divinità come “Amore e Psiche”, capolavoro di Canova presente nella sezione successiva della mostra, a fianco ad altre sue importanti opere raffrontate con le creazioni di pittori come Hayez, Giani, Landi, Angelica Kauffmann.

Un’apposita sezione viene dedicata alla Danzatrice, anch’ essa appartenuta all’Imperatrice Giuseppina e ora all’Ermitage, accostata alle incantevoli Danzatrici di Hayez e alle figure danzanti presenti nei quadri di Canova, che finalmente restaurate, svelano per la prima volta la tecnica pittorica dell’artista veneto.
Altra interessante sezione della mostra è quella dedicata allo “Scultore filosofo”, dove viene ispezionato Canova attraverso il tema della morte con alcune stele funerarie in marmo messe a confronto con alcuni quadri drammatici. La rappresentazione della morte fu un tema tipico del periodo neoclassico, inteso non in senso doloroso e malinconico ma come esaltazione dell’uomo attraverso il suo ricordo. E dunque nella scultura i monumenti funebri, in particolar modo quelli dedicati a grandi personaggi, diventavano il simbolo del loro valore ed una testimonianza delle proprie virtù.
“Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura” è in sintesi una mostra di enorme rilievo, testimonianza non solo della pittura e scultura dell’artista veneto, uno tra i più illustri del nostro Paese, ma di tutta l’arte in genere. Canova a Forlì è un appuntamento sicuramente da non perdere, un’occasione per conoscere la creatività di un artista eccezionale.
Info
Sede: Musei San Domenico - Piazza Guido da Montefeltro, 12 - Forlì
Periodo: 25 gennaio - 21 giugno 2009
Orari: 9.30-19.00 (tutti i giorni), 9.30-20.00 (sabato, domenica e festivi), lunedì chiuso
Ingresso: €9,00 intero - €6,00 ridotto
Tel: 199199111 (infos)
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4 Commenti:
ho avuto modo di vedere il film verso oriente - kadma su raitre (ad un'ora impossibile ma ho tenuto duro) e volevo farti i complimenti per la profondità del film. mi ha colpito
Grazie, anche se i ringraziamenti vanno al vero Amos Gitai, dato che da lui, con rispetto e passione, traggo il mio nickname.
E' un peccato che film di qualità vengano trasmessi ad orari improponibili, come ad esempio anche Alila, sempre di Amos Gitai, dato nella notte tra sabato e domenica scorsa.
Ma quante belle mostre che ci sono in giro!
Vorrei tanto poterle vedere...
Un saluto :)
Canova....mi piacerebbe tanto visitare questa mostra.... :(
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