martedì 7 febbraio 2012

AVANGUARDIA AMERICANA DEL GUGGENHEIM IN MOSTRA A ROMA

Mostra Guggenheim - Avanguardia americana (Roma)
Dal 7 febbraio al 6 maggio 2012 il Palazzo delle Esposizioni di Roma mette in mostra “Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980”, sessanta capolavori (dipinti, fotografie, installazioni e sculture) provenienti dalla collezione della Solomon R. Guggenheim Foundation. Attraverso le opere di grandi artisti tra i quali Alexander Calder, Willem de Kooning, Jackson Pollock, Roy Lichtenstein, Mark Rothko e Andy Warhol, la mostra vuole illustrare lo sviluppo dell’arte americana in un periodo di grandi trasformazioni nella storia degli Stati Uniti: un’epoca segnata da prosperità economica, rivolgimenti politici e conflitti internazionali, oltre che da progressi sostanziali in ambito culturale.
La mostra “Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980” inizia dagli anni appena successivi alla seconda guerra mondiale, quando divenne il centro dell’arte mondiale. Passando dall’Espressionismo astratto alla Pop Art, dal Minimalismo al Post-minimalismo, dall’Arte concettuale al Fotorealismo sono in esposizione movimenti diversi seppur assimilabili per la comune ricerca del senso e della finalità dell’arte.
Inoltre, la mostra riflette anche l’evoluzione del Guggenheim come istituzione museale: da piccolo centro artistico dedito alla pittura astratta europea a fondamentale riferimento internazionale per l’arte moderna e contemporanea.


Informazioni mostra “Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980”
Dove: Palazzo delle Esposizioni - Via Nazionale, 194 - Roma
Quando: 7 febbraio - 6 maggio 2012
Orari: 10.00 - 20.00 (martedì, mercoledì, giovedì), 10.00-22.30 (venerdì, sabato), 10.00-20.00 (domenica), lunedì chiuso
Prezzo biglietti: € 12,50 intero - € 10,00 ridotto
Telefono: 0639967500 - 0639967200 (informazioni e prenotazioni)
Sito ufficiale mostra: Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980
Note - I gruppi scolastici (min. 10 - max. 25 studenti) pagano € 4,00 per studente dal martedì al venerdì (esclusi i festivi). Per i gruppi e le scolaresche la prenotazione è obbligatoria. Il biglietto è valido per tutte le mostre in corso. E’ possibile acquistare il biglietto integrato Palazzo delle Esposizioni + Scuderie del Quirinale (mostra “Tintoretto”) al prezzo di €18,00 (intero) e €15,00 (ridotto), valido per tre giorni dalla data di emissione.


CHARLES DICKENS

Charles Dickens
Charles John Huffman Dickens è uno degli scrittori più celebri della storia della letteratura mondiale, autore di capolavori indimenticabili come “Canto di Natale”, “David Copperfield” e “Le avventure di Oliver Twist”. Nacque il 7 febbraio 1812 in Inghilterra, nei pressi di Portsmouth. Il padre John era impiegato della Marina Britannica e la madre Elizabeth Barrow. I primi anni della sua vita li visse in case diverse seguendo la i trasferimenti del padre che nel 1824 fu arrestato per debiti riuscendo a uscire, dopo qualche mese, grazie ad una piccola eredità. In quei mesi Charles Dickens, appena dodicenne, fece umilissimi lavori come tanti ragazzini dell’epoca in un periodo in cui lo sfruttamento minorile era una pratica comune e tollerata.
Era già un lettore insaziabile e quelle dure esperienze gli rimasero impresse per tutta la vita diventando una materia molto importante per le sue opere letterarie. Nel 1825 Charles riprese gli studi frequentando la Wellington Academy di Hampstead Road anche se dopo due anni dovette abbandonarla, sempre per problemi economici familiari. Inizia a lavorare come fattorino presso uno studio legale e, l’anno dopo, diventa cronista parlamentare, fino a ottenere, nel 1829, l’incarico di giornalista presso la Law Courts dei Doctors in società col cugino Thomas Charlton.
Un altro duro colpo che segnò il carattere di Charles Dickens fu l’amore con la figlia di un funzionario di banca che lo lasciò dopo tre anni di fidanzamento a causa del differente ceto sociale. Nel 1835 conosce Catherine Hogarth, che sposa dopo un anno. Si legò molto alle sorelle della moglie: Mary che morì a soli 16 anni, procurandoci un tale dolore da gettarlo in una forte crisi psicologica; Georgina che gli rimase vicino anche dopo la separazione con Catherine accettando anche il suo nuovo amore, Ellen Ternan. Molti dei personaggi dei racconti di Dickens hanno caratteristiche molto simili alle sue cognate.
Nel 1837 ottenne i primi grandi successi: con i fascicoli a puntate di “Oliver Twist” e “Quaderni di Pickwick” che divennero due tra i romanzi più celebri di Dickens e dell’intera letteratura mondiale . La sua fama si diffuse sia in Europa che in America e nel 1842 effettuò un lungo viaggio negli Stati Uniti, dove tra l’altro si interesserà del sistema carcerario. Nel luglio 1844 giunse in Italia rimanendo a Genova con tutta la sua famiglia per oltre un anno. Nel 1846 si trattiene in Svizzera e in Francia e anche studiando anche qui le strutture carcerarie com’erano strutturate e quali fossero i loro scopi reali. E nel 1855 che conobbe Ellen Ternan, un donna che amò tanto da lasciare la sua famiglia.
Nel 1867 Dickens si reca di nuovo in America ma a dicembre di quell’anno si ammalò gravemente, per non riprendersi mai più. Infatti, nel 1869 cominciò a scrivere la sua ultima opera, “Il mistero di Edwin Drood”, che rimase incompiuta. Il 9 giugno 1870 ormai debilitato muore a causa di un’emorragia cerebrale.
Charle Dickens fu considerato il fondatore del romanzo sociale dell’800. Le sue storie raccontavano, infatti, la vita dei ceti sociali più deboli denunciando episodi di prevaricazione e pregiudizio. Le sue descrizioni di ambienti, circostanze e personaggi sono un quadro essenziale per comprendere la società inglese del suo periodo.

Corto animato sulla vita di Charles Dickens



lunedì 6 febbraio 2012

COM'E' BELLO FAR L'AMORE

Com'è bello far l'amore
Titolo originale: id.
Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: commedia
Durata: 1h37m
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Andrea Agnello, Fausto Brizzi, Marco Martani
Fotografia: Marcello Montarsi
Musiche: Bruno Zambrini
Cast: Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Filippo Timi, Margherita Buy, Virginia Raffaele, Alessandro Sperduti, Giorgia Wurth, Eleonora Bolla, Michele Foresta, Michela Andreozzi, Enzo Salvi, Franco Trentalance, Lillo Petrolo


Trama
Andrea e Giulia sono coppia di quarantenni affiatata, hanno un bravo figlio, una bella casa anche se, come la gran parte delle coppie sposate con figli grandi, non fanno sesso. La cosa non sembra turbare la tranquillità della coppia ma, un giorno, arriva nella loro casa Max, ex fiamma di Giulia ed ancora un carissimo amico. Max lavora come attore porno e la sua presenza sconvolgerà l’eccessiva tranquillità dalle coppia diventando consigliere sessuale. Cercando di risvegliare il loro erotismo, Max scaraventerà la coppia in una serie di circostanze grottesche e comiche.

Recensione
“Com’è bello far l’amore” arriva al cinema il 17 gennaio 2011.




FRANÇOIS TRUFFAUT

François Truffaut
Google celebra oggi l’80esimo anniversario della nascita di François Truffaut, uno dei più importanti registi francesi del XX secolo, appartenente alla corrente cinematografica della Nouvelle Vague che lo stesso regista aprì con il suo capolavoro “I 400 colpi”. François Truffaut nacque il 6 febbraio 1932 a Parigi da Jeanine de Montferrand, una ragazza di appena diciotto anni. Suo padre fu Roland Truffaut, un architetto-decoratore lo riconobbe come figlio. Truffaut seppe la verità quando aveva tredici anni ma conobbe l’identità del padre biologico soltanto nel 1968, quando per girare il film “Baci rubati” ingaggiò un detective al quale affidò anche il compito di ritrovargli il padre. Così venne a sapere che si trattava di un dentista ebreo, ma nel rispetto del padre Roland decise che non ci sarebbe stato più il tempo di ricreare un rapporto.
La filmografia di Truffaut è piena di grandi capolavori. Tra i tanti si possono citare “Jules e Jim”, “L’amore a vent’anni”, “Fahrenheit 451”, “Effetto notte” e “Adèle H., una storia d'amore”. Il suo ultimo film, uscito nel 1983, fu “Finalmente domenica!”, che fu anche una dichiarazione d’amore a Fanny Ardant, la sua ultima compagna,
Da giovane fu giornalista per la rivista “Cahiers du Cinéma”. Fu un acceso critico nei confronti del cinema francese classico del quale salvava Renoir, Becker e Cocteau e pochi altri. Nel suo cinema François Truffaut esplorava le relazioni umane e sentimentali, ponendo l’attenzione sulle persone comuni. Non mancava nelle sue storie d’amore una componente thrilling che appassionava il suo pubblico.


Filmografia François Truffaut

1954 - Une visite (Cortometraggio)
1957 - L’età difficile (Cortometraggio)
1958 - Une histoire d’eau (Cortometraggio), diretto con Jean-Luc Godard
1959 - I quattrocento colpi
1960 - Tirate sul pianista
1961 - Jules e Jim
1962 - L’amore a vent’anni (Episodio Antoine e Colette)
1964 - La calda amante
1966 - Fahrenheit 451
1967 - La sposa in nero
1968 - Baci rubati
1969 - La mia droga si chiama Julie
1969 - Il ragazzo selvaggio
1970 - Non drammatizziamo... è solo questione di corna
1971 - Le due inglesi
1972 - Mica scema la ragazza!
1973 - Effetto notte
1975 - Adèle H., una storia d’amore
1976 - Gli anni in tasca
1977 - L’uomo che amava le donne
1978 - La camera verde
1979 - L’amore fugge
1980 - L’ultimo metrò
1981 - La signora della porta accanto
1983 - Finalmente domenica!


domenica 5 febbraio 2012

KILLER ELITE

Killer Elite 2012
Titolo originale: id.
Nazione: Australia, USA
Anno: 2011
Genere: azione, thriller
Durata: 1h56m
Regia: Gary McKendry
Sceneggiatura: Matt Sherring
Fotografia: Simon Duggan
Musiche: Reinhold Heil, Johnny Klimek
Cast: Jason Statham, Clive Owen, Robert De Niro, Dominic Purcell, Aden Young, Yvonne Strahovski, Ben Mendelsohn, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Rodney Afif, Grant Bowler, Daniel Roberts, Jamie McDowell, David Whiteley, Chris Anderson, Matthew Nable, Lachy Hulme, Firass Dirani, Nick Tate, Bille Brown


Trama
Danny Brice è un killer ormai fuori dal giro, ma è costretto a tornare in azione per salvare il suo collega e amico Hunter, rapito da uno sceicco arabo. Hunter sarà liberato soltanto dopo che Brice avrà ucciso i tre membri dell’S.A.S, corpo speciale dell’esercito inglese, che hanno ucciso i suoi tre figli. Durante la missione, Brice dovrà vedersela con Spike, membro di un’organizzazione segreta, gli “Uomini Piuma”.

Recensione
“Killer Elite” non è il remake del film diretto da Sam Peckinpah nel 1975. Non ci sono dubbi al riguardo perché questo film diretto dagli esordienti Gary McKendry, regista, e Matt Sherring, sceneggiatore, è tratto da una storia vera narrata nel romanzo di Ranulph Fiennes “The Feather Men”, pubblicato nel 1991. Difficile credere alla frase “tratto da una storia vera” quando si vede in una scena Jason Statham, legato a una sedia, sbattere un nemico al muro e poi schiacciarlo dopo una capriola acrobatica. Siamo di fronte a un concentrato di azione pura che, però, non tiene i piedi per terra e non curandosi della componente thrilling tipica di una spy story. Almeno, “Killer Elite” non è un film stupido. Matt Sherring prova a dare un contegno alla serie di scene di azioni intrecciandole in un tessuto narrativo che pur non avendo colpi di scena tali da far salire il mercurio del termometro segue un filo logico senza evidenti buchi o illogicità. “Killer Elite” è essenzialmente un action movie un po’ tamarro che grazie a una buona di autoironia ne esce vincente. Non convince, però, la storia d’amore tra il protagonista e la bella di turno: Yvonne Strahovski, nota per la serie tv “Chuck”.
E’ un piacere vedere Robert De Niro in gran forma, imbracciare una mitragliatrice e sparare senza indugi alla non più tenera età di 68 anni. Non si può negare che qui la sua presenza è un lusso (qualcuno potrebbe dire uno spreco) per l’assenza di dialoghi che ne possano valorizzare il talento. Accanto a lui un discreto cast di volti noti: Dominic Purcell in versione truzzo del tempo che fu, e la coppia Jason Statham e Clive Owen che se le danno di santa ragione ogniqualvolta si incrociano, pur mostrando un singolare rispetto reciproco. Statham interpreta se stesso, ovvero il suo tradizionale personaggio che parla poco e agisce molto.
Non proprio perfetta la ricostruzione degli anni ’80, periodo in cui è ambientata la storia. Ci pensa almeno la colonna sonora nella quale vengono resuscitati classici come “Rock you like a hurricane” degli Scorpions e “I fought the law” dei The Clash.
“Killer Elite” è un film che va accettato per quel che è: ingiudicabile come spy story, si riscatta proponendosi come action movie con un alto tasso di adrenalina e di spettacolarità. Gary McKendry ha il merito di non aver voluto strafare realizzando così un prodotto di intrattenimento che non vuole essere presuntuoso evitando così di scadere nel trash involontario. Film da uomini, meglio riuniti in gruppo con una cassa di birra a portata di mano.

Voto: 64%